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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1365
RAGUSA - 12/05/2016
Attualità - Una bomba a orologeria innescata

Cava dei Modicani chiude? Emergenza

Dal primo giugno vietato scaricare spazzatura Foto Corrierediragusa.it

Ancora tre settimane, poi non ci sarà più dove scaricare i rifiuti dei territori di Catania, Messina, Siracusa e Ragusa. Una bomba a orologeria che travolgerà di riflesso pure le altre aree della Sicilia. Le discariche sono ormai piene oltre i livelli di guardia. A cominciare da quella di Cava dei Modicani che dovrà chiudere, perché satura, il primo giugno se non si troveranno altre soluzioni. Nei giorni in cui Crocetta preparava l´ennesima richiesta al governo nazionale per avere poteri speciali, all´assessorato ai Rifiuti, guidato da Vania Contrafatto, hanno fatto il conto degli spazi rimasti. L´emergenza principale riguarda la discarica della Sicula Trasporti, fra Catania e Lentini: lì normalmente si potrebbero scaricare mille 600 tonnellate al giorno ma in forza di una ordinanza emergenziale si è arrivati stabilmente a 2 mila 700. Lo stesso accade a Motta S. Anastasia nella discarica della Oikos dove conferiscono metà dei comuni iblei. Qui si scaricano tra mille 100 tonnellate al giorno ma tra due settimane il limite sarà fissato a 800. A Trapani stesso discorso perché si dovrà passare da 500 a meno di 400 tonnellate giornaliere. In Sicilia resteranno dunque solo le discariche di Siculiana nell’agrigentino e di Bellolampo a Palermo che non intendono accogliere altri rifiuti. E’ proprio per questo motivo che il presidente Rosario Crocetta ha chiesto poteri speciali a Roma per potere così prolungare la vita delle discariche per almeno un altro anno e superare così l’imminente emergenza. Crocetta vuole avere più tempo per avviare la differenziata, autorizzare e riaprire altri impianti a Sciacca, Partinico e Campobello ed inoltre attrezzare altre due discariche nell’Ennese e nel Nisseno.

Un progetto ad ampio raggio ma Roma nicchia perchè non vuole concedere poteri straordinari o commissariali e potrebbe solo acconsentire a deroghe alle norme per i bandi di gara e procedure di assegnazione. Il governo regionale ha anche annunciato di volere avviare la riforma degli Ato riducendoli dall’abnorme numero di 30 a solo uno a livello regionale assicurando così una gestione unica in Sicilia per i rifiuti. L’assessore Vania Contraffatto ha garantito che entro la prossima settimana la riforma degli Ato sarà varata ma al momento si tratta solo di un annuncio di buona volontà. Il governo Crocetta pensa anche all’utilizzo di sei cementerie siciliane, tra cui due ibee, a Ragusa e nell’area industriale di Modica, entrambe proprietà della Colacem per bruciare i rifiuti. I forni tuttavia avrebbero bisogno di una riconversione per non apportare danni ambientali e il progetto è stato subito bocciato dalle associazioni ambientaliste.