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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:41 - Lettori online 910
RAGUSA - 09/05/2016
Attualità - Cinque giornate formative promosse dall’Ordine dei Medici per studiare il caso

Ragusa e il calo delle nascite: cresce infertilità

Si registra una decrescita sensibile ed un aumento dell’età media delle donne partorienti Foto Corrierediragusa.it

Anche nel Ragusano, come nel resto della Sicilia, si registra il calo preoccupante delle nascite. In Italia il tasso di fecondità è sceso ai livelli minimi di 1.29, al di sotto dunque della cosiddetta «soglia di sostituzione» del 2.1 che garantisce il mantenimento della popolazione a crescita zero. Di contro l’età delle donne partorienti sale attestandosi in media a 32 anni per la nascita del primo figlio. Dati che preoccupano il mondo della sanità pubblica soprattutto perché non coincidono con i reali tempi biologici della riproduzione, ovvero circa 20 anni, lentamente trasformati dagli stili di vita imposti dalla società moderna. Diventa dunque fondamentale l’intervento congiunto di tutte le figure professionali presenti sul territorio, dall’Ordine dei Medici ai centri di medicina della riproduzione, dai consultori ai medici di medicina generale. Ed è questo il messaggio che è emerso al termine dell’intensa giornata di studi presso la sede provinciale dell’Ordine dei Medici, ha dato il via alle cinque giornate formative e informative promosse piano nazionale della fertilità. A confronto, attraverso le relazioni degli esperti, molti medici di famiglia, ginecologi, biologi, ostetrici ed infermieri dell’area iblea che hanno discusso della fertilità dal punto di vista diagnostico e terapeutico, con uno sguardo particolare alle figure coinvolte nel percorso di cura delle coppie sterili. L’iniziativa, dal titolo «Le mille facce della fertilità», è stata promossa dall’Associazione Ginecologi Territoriali, con il patrocinio dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della provincia di Ragusa e della Società italiana di Fertilità e Sterilità e Medicina della Riproduzione. «Quando si parla di sterilità e di fertilità – spiega Salvatore D’Amanti, segretario regionale dell’Associazione Ginecologi Territoriali e presidente dell’Ordine dei Medici di Ragusa – entrano in gioco svariati aspetti e diverse figure sanitarie, dalla cui sinergia dipenderà la qualità dell’offerta sanitaria e quindi il benessere della coppia». I dati nazionali mostrano un aumento dei casi di infertilità, oltre che una decrescita sensibile delle nascite ed un aumento dell’età media delle donne partorienti.

Antonio Guglielmino, direttore del centro Hera di Catania ha sostenuto che «I medici di medicina generale e i medici consultoriali sono i due pilastri individuati dal piano nazionale per costruire un percorso che sia di tutela e garanzia alla coppia che ha problemi riproduttivi. E questo perché si possa raggiungere l’obiettivo della coppia e al tempo stesso formare e informare la popolazione. Il miglior sistema per aver figli non è la riproduzione assistita ma fare figli prima, in età giovanile, rispettando le regole della fisiologia dell’uomo che purtroppo la società moderna sta modificando. L’età riproduttiva è quella dei vent’anni. Oggi abbiamo una media salita a 32 anni, con una fecondità bassissima, ampiamente sotto il punto di sostituzione. Dunque il piano nazionale della fertilità arriva in un momento in cui la società italiana ne ha realmente bisogno e dunque diventa fondamentale organizzarsi sul territorio. Noi ci stiamo provando attraverso questi momenti formativi che partono da Ragusa per poi proseguire a Messina, Catania, Caltanissetta e Palermo».


considerazione
09/05/2016 | 18.13.26
Peppe I.

Sarebbe stato interessante se durante il Convegno fossero stati forniti i dati degli aborti legali in Sicilia provincia per provincia dell´anno scorso.