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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:21 - Lettori online 1209
RAGUSA - 07/05/2016
Attualità - L’opinione di PepPone

Dottor Jekyll & Mister Hyde, ovvero persone dai 2 volti

I recenti fatti di cronaca inducono ad una profonda riflessione sulla deriva della nostra società Foto Corrierediragusa.it

Scorrono lente le giornate a Modica. Il clima (meteorologico) non è benevolo, nonostante l’arrivo della primavera; il clima (politico) lo è ancor meno, prescindendo dalle stagioni che si susseguono. Tanto che il Sindaco, allo scopo di far cassa e giusto a mo’ di esempio, inventa canoni idrici a dir poco «elefantiaci» (ad alcune famiglie sono stati contestati addirittura consumi per 7/8 mila euro in un anno... che se fosse vero, comporterebbe un approvvigionamento, a carico del Comune, di tanta acqua quanta ne discende quotidianamente dalle Niagara Falls!). Ma, dicevo, mentre la lentezza modicana fa volar via le giornate, nel nostro «Bel Paese» si susseguono notizie che appaiono stridere con la coerenza ordinaria, ma che in realtà (in quanto vere) ci fanno comprendere la reale, non apparente, in-voluzione dell’essere umano. Mi riferisco, in particolare, a due recentissimi episodi.

Caivano, Napoli. Periferia. Come tutti abbiamo letto, dopo anni di violenze e soprusi inaudibili ed inauditi, un «uomo» (tale solo ed unicamente in quanto appartenente al genere degli ominidi) è stato arrestato e rinchiuso in carcere, con a carico molteplici accuse. Come spesso accade a seguito della commissione di alcuni delitti particolarmente riprovevoli, il garantismo (astrattamente dovuto) si blocca di fronte a questo orrore; per noi tutti è già colpevole. Pochi però si occupano dei genitori dei poveri bimbi atrocemente trucidati, che sanno «ben parlare» (soprattutto tramite emissione di suoni primordiali ed esclusivamente gutturali) e che vanno in onda sui talk-show imbellettati e profumati: a che pro? Pochi si occupano del fatto che, all’interno degli stessi talk-show, si disquisisce tranquillamente sulle perizie e sui metodi di violenza adottati dall’orco: perché scendere così tanto nei particolari? Il diritto di cronaca davvero non ha alcun limite? Pochi si occupano dei muri di omertà tirati su in questi anni da tantissime persone consapevoli dell’accaduto: perché? Ebbene, l’attenzione si sposta inevitabilmente su di loro: chi la vittima? Chi il carnefice? Dell’orco abbiamo già un’idea.. ma chi sono realmente queste persone... Dottor Jekyll e chi Mister Hyde?

Telejato. Pino Maniaci. Giornalista antimafia. Colui che per anni ha denunciato «i mafiosi»; colui che, per tale motivo, si è fatto paladino della lotta a «Cosa Nostra»; colui che non aveva timore di far emergere connivenze, reati, irregolarità che quotidianamente si evidenziavano a Partinico e dintorni. Ecco, Pino Maniaci: poco attenzionato dallo Stato, poco considerato dai media, squattrinato ma vocato alle vessazioni ed al martirio in virtù del sacro fuoco della Giustizia che ardeva in lui. Dicevamo, Pino Maniaci: oggi indagato per estorsione, con pendente misura cautelare del divieto di soggiorno nel proprio paese. Anche qui, il dovuto garantismo conduce all’attesa: solo la magistratura farà il suo corso e, fra qualche anno, sapremo se l’odierno indagato sarà giudicato colpevole o meno. Intanto, però, ci accontentiamo di qualche chicca; per quanto strano da un punto di vista giuridico, infatti, sono saltate fuori le intercettazioni dalle quali sono scattate le indagini a carico del «giornalista antimafia»: su quelle non c’è molto da dire. Solo da vedere, da ascoltare e da chiedersi: «Ma in realtà, chi è Pino Maniaci? Dottor Jekyll o Mister Hyde?».

Ultimo, ma non per ultimo.. Colpo di scena! Ironia della sorte, l’avvocato di Pino Maniaci.. si chiama Antonio Ingroia. Già, proprio lui, il paladino della Procura di Palermo, l’ex magistrato sceso (più o meno fallimentarmente) in politica che, a seguito di ripetuti scontri col CSM, ha rinunciato alla carriera da magistrato per dedicarsi a quella forense. Una vocazione, insomma. Antonio Ingroia, colpevolista per eccellenza.. oggi diventa emblema del citato garantismo, arrivando addirittura a dichiarare che il provvedimento della Procura (di Palermo, casa sua insomma!) a carico di Maniaci è sproporzionato, che c’è un accanimento nei confronti del giornalista, che è quest’ultimo è stato «crocifisso mediaticamente», che le presunte piccole estorsioni in realtà erano riscossione di diritti pubblicitari. Bene, Antonio Ingroia, oggi, fa l’avvocato. Fa il suo «dovere». Ha il fascicolo in mano e sa benissimo cosa può cosa non può dire. Forse però non ha né visto né sentito le intercettazioni. Ma che fine ha fatto quello stesso magistrato della DDA di Palermo che, anni or sono, ha collaborato con Falcone e con Borsellino? E’ la stessa persona che, tramite il proprio ufficio, ha indagato sull’omicidio Rostagno, che ha svolto ruolo attivo nei processi contro Bruno Contrada e Marcello Dell’Utri, che ha parzialmente istruito il processo sulla trattativa Stato-Mafia. Antonio Ingroia: Dottor Jekyll o Mister Hyde?

Chi scrive ha un’idea ben precisa. Ma ad ogni modo, da poco passato il 5 maggio di manzoniana memoria: «Ai posteri l’ardua sentenza..».

PepPone