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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:51 - Lettori online 815
RAGUSA - 04/05/2016
Attualità - Il progetto è del governo Crocetta

Discariche al posto delle cementerie?

Dal prossimo mese le discariche siciliane non saranno più in grado di sopperire alle esigenze Foto Corrierediragusa.it

Le due cementerie della zona industriale di Modica e di Ragusa, entrambe di proprietà della Colacem, sono tra le sei in Sicilia indicate per lo smaltimento dei rifiuti. Il progetto è del governo Crocetta alle prese con l’emergenza rifiuti visto che dal prossimo mese le discariche siciliane non saranno più in grado di raccogliere la quantità dei rifiuti prodotti nell’isola perché sature o inadeguate. Per evitare il trasferimento all’estero dei rifiuti che graverebbe sul bilancio regionale e quindi sulle bollette pagate dagli utenti il Dipartimento regionale Rifiuti sta lavorando all’ipotesi di smaltire l´immondizia preventivamente trattata nelle cementerie. Per farlo, però, è necessario che le aziende si dotino di filtri anti-inquinamento all´avanguardia. Oltre ai due impianti nel ragusano gli altri quattro si trovano a Isola delle Femmine e Porto Empedocle (entrambi gestiti dall’Italcementi), Melilli (Sicical), e Augusta (Buzzi Unicem). Nelle strutture finirebbero rifiuti «trasformati» in combustibile dopo un passaggio negli impianti di «trattamento meccanico biologico» come quello inaugurato l’anno scorso nella discarica di Bellolampo a Palermo. Il piano di smaltimento dei rifiuti parte dall’idea che i cementifici bruciano già combustibile, e quindi se nei loro forni andassero i rifiuti trattati l’impatto ambientale si ridurrebbe. «Utilizzare gli impianti già esistenti per smaltire i rifiuti – dice il presidente della Regione Rosario Crocetta – permetterebbe di inquinare meno. È una favolosa opportunità per alleggerire il sistema e allo stesso tempo evitare l’uso di combustibili fossili».

«Il combustibile – sottolinea Giuseppe Napoli, il professionista incaricato di redigere l’adeguamento del piano - può essere utilizzato unicamente da cementifici in possesso dell´autorizzazione integrata ambientale basata sull´adozione delle migliori tecniche disponibili». Il progetto del governo regionale è stata subito bocciata dal presidente regionale di Legambiente, Gianfranco Zanna: «Questa ipotesi prevede innanzitutto la presenza degli impianti di selezione dei rifiuti per togliere l´umido e contestualmente bisogna adeguare le cementerie, che, a loro volta, devono essere autorizzate. Per questo ci vuole tempo, lo stesso per indire le gare e portare i rifiuti fuori dalla Sicilia. Il solo scopo del governo è fare scoppiare un´emergenza sanitaria e arrivare allo scellerato e fallimentare commissariamento».

Per gli ambientalisti la soluzione è una sola: «La raccolta differenziata. Senza di essa – prosegue Zanna non si può parlare di gestione dei rifiuti. Per arrivare a questo, lo ribadiamo, l´unica soluzione resta purtroppo quella di portare i rifiuti fuori dall´isola per un breve periodo, ma a condizione che si pratichino subito scelte e azioni per una non più rinviabile politica seria e sostenibile di gestione».