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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 586
RAGUSA - 22/04/2016
Attualità - Lanciata l’idea da 7 esponenti del mondo culturale, promossa assemblea per martedì 3 maggio

Ragusa capitale della cultura? Un comitato ci prova

Il progetto vuole coinvolgere tutte le espressioni più sensibili e coinvolte nel sociale Foto Corrierediragusa.it

«Verso Ragusa Capitale Italiana della cultura» è il percorso che Giorgio Massari, Giorgio Flaccavento, Emanuele Cavarra, Pippo Gurrieri, Pino Di Grandi, Saro Di Stefano e Daniela La Licata, come esponenti di associazioni e movimenti della società civile ragusana, vogliono intraprendere.

L’occasione è data dal bando del ministero dei beni culturali e delle attività e del turismo, per il titolo di «Capitale italiana della cultura», in linea con l’Azione UE «Capitale europea della cultura2007-2019», che ha già visto affermarsi la città di Matera come capitale europea della cultura per il 2019. Il precedente bando ha conferito il titolo di capitale italiana della cultura alla città di Mantova per 2016 e alla città di Pistoia per il 2017. I promotori vogliono favorire la nascita di un comitato più ampio possibile, del quale facciano parte associazioni e singoli, per attivare un processo partecipato e condiviso di progettazione per affrontare la selezione prevista nel nuovo bando. In un documento i promotori dicono: «Esprimiamo con forza la consapevolezza che partecipare, come comunità ragusana, alla selezione per «Capitale italiana della cultura», significa sostenere, incoraggiare e valorizzare l’autonoma capacità progettuale e attuativa della nostra città nel campo della cultura, e diffondere, in modo sempre più esteso, il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione senza conflitti, la conservazione dell’identità di questa comunità, la creatività, l’innovazione, il benessere individuale e comunitario. In questo contesto, la cultura assume il ruolo di soggetto sinergico che fornisce a tutti gli attori del sistema produttivo: contenuti, strumenti, pratiche creative, valori simbolici ed identitari. La città è il luogo in cui storicamente si è prodotta cultura; la città diventa oggi il luogo in cui si produce sviluppo economico per via della cultura. Il progetto strategico che si vuole delineare è legato alla coltivazione della consapevolezza che solo investendo nella crescita culturale delle nostre comunità si può organizzare lo sviluppo economico dei nostri territori, solo investendo in cultura intercetteremo il futuro».

Un primo incontro per illustrare l’iniziativa e avviare un confronto è stato fissato per martedì 3 maggio alle 18.30 presso la nuova sede del centro Studi «Feliciano Rossitto», in via Ettore Maiorana.