Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:55 - Lettori online 1406
RAGUSA - 12/04/2016
Attualità - La triste fine di un lungo calvario

Sara se n´è andata dopo 10 anni di coma

Domani nella chiesa del Preziosissimo Sangue l’ultimo saluto ad una guerriera che ha ora ha finalmente trovato la pace Foto Corrierediragusa.it

Sara Di Natale come Eluana Englaro. La giovane ragusana 32enne in coma vegetativo da dieci anni dopo aver mangiato inconsapevolmente una banale polpetta di carne contente solfiti per lei pericolosissimi, si è spenta nella giornata di lunedì. Sara è venuta a mancare a distanza di 7 anni dalla morte di Eluana, il cui caso, altrettanto drammatico, scosse e divise l’Italia per la scelta del padre Beppino Englaro di interrompere la nutrizione artificiale, vista come un inutile accanimento terapeutico. Anche Eluana visse per ben 17 anni in stato vegetativo, dopo un maledetto incidente stradale. Il docente di matematica in pensione Luciano Di Natale, padre di Sara, all’epoca ebbe a dire che se la figlia si fosse risvegliata dal coma vegetativo persistente, non avrebbe voluto continuare a vivere in quelle condizioni. Avrebbe chiesto di morire, proprio come Eluana. Ma ora Sara se n’è andata. Il docente in pensione ha vissuto il suo dramma con dignità, assieme alla moglie a Ragusa. Una vicenda, quella di Sara, simile e parallela a quella di Eluana. Sara, allora appena 22enne, il 7 febbraio 2006 accusò uno shock anafilattico dopo aver mangiato una polpetta di carne contenente solfiti, vietati per legge.

Sara, nel corso di questi lunghi anni, ogni giorno è stata alimentata attraverso i tubi, respirava grazie ad un apparecchio, doveva essere girata di continuo nel letto per evitare che le piaghe dilaniassero il suo corpo inerme. Il professore Di Natale ha difeso e difende la scelta di Beppino Englaro, padre di Eluana, sul testamento biologico. All’epoca Luciano Di Natale dichiarò: «Englaro non è un assassino. Ha voluto bene a sua figlia come io ne voglio alla mia. Mi farei crocifiggere e mangiare il fegato dai corvi per Sara, ma se lei si svegliasse anche per pochi secondi dal coma per chiedermi di lasciarla morire, non avrei nessuna esitazione nell´esaudire le sue ultime volontà. Mia figlia, ne sono certo, non vorrebbe continuare a vivere prigioniera di un corpo inerme ridotto in queste condizioni».

Il professore Di Natale e la moglie Gabriella non hanno solo accudito amorevolmente Sara, ma si sono anche fatti carico del fardello, del dolore e del grido di aiuto di tante famiglie che vivono un dramma simile al loro. E poi ancora le battaglie legali affinché mai più accada ad altri ciò che è successo a Sara, e l’impegno per una legge organica e condivisa sul testamento biologico. Da circa tre anni Sara era ricoverata al Suap, in piazza Odierna. Una struttura nata anche grazie alla campagna di sensibilizzazione di Luciano Di Natale. E proprio in quella struttura Sara se n’è andata, circondata dall’affetto dei familiari e del personale che l’ha accudita negli ultimi anni.

Ora Sara, o almeno la sua anima, si è liberata di quella prigione, salendo anzitempo in cielo dove magari ha già trovato Eluana, in una vita migliore di quella terrena, che, non per loro scelta, hanno potuto solo assaggiare. Oggi nella chiesa del Preziosissimo Sangue l’ultimo saluto ad una guerriera che ha ora ha finalmente trovato la pace.

Nella foto Sara e il padre Luciano in uno dei tanti momenti felici prima della tragedia