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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 1150
RAGUSA - 27/03/2016
Attualità - I tradizionali riti saranno favoriti dal clima. Pasquetta con qualche nuvola

Fiumana di gente per la Madonna vasa vasa a Modica con migliaia di presenze

Il territorio è già invaso dai turisti Foto Corrierediragusa.it

La Madre incontra il Figlio. La folla esulta. E nell’aria esplode la festa. I segni caratteristici della Pasqua modicana ci sono tutti. La Madonna vasa-vasa e il Cristo risorto, a mezzogiorno in punto, si sono ritrovati in piazza Monumento, proprio di fronte al Municipio, tra una moltitudine di persone. Maria si è liberata del manto nero, portato in segno di lutto per la morte del Figlio, lasciando librare in cielo alcune colombe bianche mentre i fedeli hanno applaudito con trasporto. Il Cristo risorto si è avvicinato alla Madre dando vita al cosiddetto «bacio», un modo per esprimere la gioia della Resurrezione. Turisti provenienti da ogni dove (da fuori regione ma pure dal resto d’Europa, per non parlare anche di presenze asiatiche e, soprattutto nordamericane e sudamericane) hanno fatto da cornice (si parla di circa migliaia presenze) a questo splendido momento accarezzato da un tepore primaverile che ha reso la cerimonia ancora più suggestiva. I riti pasquali avevano preso il via già di buon mattino. Alle 8,30, da Santa Maria di Betlem, per il terzo anno consecutivo, presente il parroco, il simulacro della Madonna bardato a lutto ha percorso le viuzze situate nella zona a monte della chiesa, transitando anche nei pressi delle chiese della Catena, di San Francesco Saverio e di Santa Margherita. Alle 9,30 è cominciata la solenne celebrazione eucaristica celebrata dal parroco don Antonio Maria Forgione. Nella sua omelia, don Forgione, ha fatto riferimento «ai dormienti che Gesù va a svegliare. Ma chi sono? Lo siamo un po’ tutti noi – ha declamato – che spesso ci addormentiamo piuttosto che stare svegli, piuttosto che prendere contatto con la realtà che ci circonda. Dormienti sono coloro che preferiscono non prendere impegni, non assumersi le responsabilità. Sono coloro che non prendono in mano la loro vita. Gesù dice a costoro: «Svegliati, non lasciare andare la tua vita. Costruisci un progetto. E’ Pasqua, il Signore Gesù è risorto». Chi sono poi i prigionieri che Cristo viene a liberare? Prigionieri siamo quanti rimaniamo vittima della nostra o dell’altrui dipendenza, quando siamo schiavi di qualcosa di cui non riusciamo a staccarci e che non ci avvicina al Signore». Intorno alle 11, in due tempi diversi, i simulacri sono usciti, dopo la messa solenne, dalla chiesa di Santa Maria di Betlem con la presenza dei musici e degli sbandieratori di Noto che hanno reso più speciale questa fase della processione. Mentre il Cristo risorto ha seguito l’itinerario delle strade principali, il corteo con la Madonna bardata a lutto si è mosso, preceduto da un tamburino, lungo le viuzze più ricche di fascino del centro storico di Modica. Transitando per via Grimaldi ma anche per le stradine affiancate alla chiesa del Santissimo Rosario, sino ad arrivare alla chiesa del Carmine. Qui, i portatori della Madonna, guidati da Mario Cappello, che gestisce la preparazione del simulacro con il manto nero da ben 31 anni, e che è coadiuvato dai figli Gaetano e Pietro, si sono adoperati per predisporre il momento dell’incontro. Dopo l’uscita dal Carmine, mentre nel frattempo la processione con il Cristo Risorto, dopo avere attraversato viale Medaglie d’Oro, ha fatto ritorno in corso Umberto sino a raggiungere la chiesa di San Pietro, la Madonna si è diretta, girando per piazza Matteotti, verso piazza Monumento. Non prima di un’altra piccola sosta servita per preparare le colombe, con tanto di nastrini colorati legati alle zampette, che di lì a poco sarebbero state lasciate libere, ciascuna affidata a un fedele, per salutare il momento più atteso. A mezzogiorno l’incontro. La Madonna scorge da lontano il Figlio. La sua gioia è grande. E d’un tratto si libera del manto nero perché il lutto non ha più motivo d’essere. E agita le mani per segnalare la sua grande gioia. In piazza, tra una moltitudine di persone, esplode la festa. Mentre i mortaretti e il lancio delle colombe fanno da cornice all’esultanza generale.

I due simulacri, a questo punto, si fanno spazio tra la gente e s’incontrano sino a dare vita al cosiddetto bacio, con la Madonna che quasi accarezza le ferite del figlio. Poi, entrambi i simulacri si rivolgono alla folla. E grazie al movimento meccanico delle mani, la Madonna benedice il popolo. La processione, guidata dal parroco di Santa Maria di Betlem, don Antonio Maria Forgione, alla presenza del sindaco Ignazio Abbate e degli altri rappresentanti della Giunta municipale, oltre che dei rappresentanti delle forze dell’ordine, e con le suore missionarie carmelitane di Santa Teresa del Bambin Gesù, si è mossa, quindi, verso la chiesa madre di San Pietro. Anche qui, alla presenza di moltissime persone sulle scalinate, è stato animato il rito del bacio, il secondo della serie, alla presenza del parroco di San Pietro, frate Antonello Abbate. A rendere più suggestivi tutti i momenti la presenza del corteo storico animato dai musici e sbandieratori Agro priolese. Il terzo bacio dinanzi alla chiesa di Santa Maria di Betlem, prima che i due simulacri rientrassero in chiesa. Quindi il quarto e il quinto bacio, alla presenza di una moltitudine di fedeli, rispettivamente a metà della navata centrale dell’edificio di culto e sull’altare. Come da tradizione.

IL SOLE HA ILLUMINATO LA PASQUA NEGLI IBLEI
Duccio Gennaro


Il sole ha illuminato la Pasqua negli Iblei. La Pasqua è arrivata come da tradizione secolare con tre appuntamenti «canonici» a Modica, Scicli e Comiso dove si sono svolte le cerimonie religiose e folkloristiche più sentite e partecipate. Per i tanti turisti presenti da giorni nella Sicilia sud orientale è stata un’occasione imperdibile anche perché Madonna Vasa-Vasa, Gioia e Paci hanno un portato di storia, tradizione, fede e folklore di grande attrattiva. Le tre feste caratterizzano il giorno di Pasqua nei tre centri barocchi e sono inoltre vissute con grande partecipazione e in contesti urbanistici di assoluto pregio che ne fanno al tempo stesso occasione religiosa ma anche di visita e di esaltazione di valori tramandati nel tempo. Modica ha deciso quest’anno di rompere la tradizione secolare dell’ unico appuntamento di mezzogiorno con il bacio tra la Madonna e il Risorto prima davanti a palazzo S. Domenico, poi alla chiesa di S. Pietro e quindi sul sagrato di s. Maria. I due simulacri faranno infatti gli straordinari perché alle 19 usciranno per una processione serale che vedrà un bacio rinnovato in piazza Rizzone, sul sagrato della Madonna delle Grazie e poi in piazza Matteotti. Una «forzatura» che è stata presentata come occasione speciale per l’anno giubilare, che convince poco e che invece ha il sapore di una forzata continuazione della festa al di fuori di ogni contesto consolidato, che appartiene alla memoria collettiva e ne costituisce la forza. Una forzatura di cui si sarebbe potuto e dovuto fare a meno, che è stata proposta, non solo in ambienti ecclesiastici, probabilmente per allungare tempi e occasioni per attirare il turista più veloce.

La «Vasata» in notturna entra a questo punto in collisione con la festa del Gioia a Scicli che vive il suo momento clou proprio nelle ore serali. «U Gioia», rigorosamente al maschile, è la festa dell’Uomo vivo, del Risorto. La statua lignea del Cristo, custodita nella Chiesa di Santa Maria La Nova, viene portata in processione per le vie della città e fatta ondeggiare e ballare in segno di gioia per tutto il giorno sino a tarda ora. Verso le undici dalla chiesa di Santa Maria la Nova esce la processione del Sacramento, il "Venerabile". Sono i giovani portatori i protagonisti indiscussi della processione perché si impossessano della statua e la fanno ondeggiare al grido di «Gioia, Gioia, Gioia». E’un rito per certi versi orgiastico, inquietante e sublime che ha poco da spartire con il sentimento religioso da cui trae comunque origine. Il simulacro attraversa tutta la città, ne tocca i luoghi più popolari, viene onorato e sempre sollevato per manifestare la devozione di fedeli e portatori. Poco prima di mezzanotte il ritorno in una chiesa gremita, con portatori sfiniti ma pronti per gli ultimi riti in onore al «Gioia».

A Comiso "A Paci", documentata dal 1635, simboleggia l´incontro tra i simulacri di Maria SS. Annunziata e Gesù Risorto. "A sciuta" dalla chiesa dei due simulacri (quello di Gesù Risorto e della Madonna Maria Santissima Annunziata, che indicano il ciclo immanente della nascita e della morte) è di primo mattino. Le due statue a più riprese si incontrano e si allontanano velocemente fra gli "osanna" della folla,dopo che due bambini vestiti da angeli, con abiti fedelmente riprodotti secondo la tradizione catalana del ´600, intonano il "Regina Coeli". Queste "paci" si ripetono davanti ad ogni chiesa. L´incontro più atteso è quello "ro strittu", che ha luogo davanti la Chiesa Santa Maria delle Stelle da sempre chiesa "rivale" dell´Annunziata.