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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 774
RAGUSA - 24/02/2016
Attualità - L’intervento del filosofo Massimo Recalcati al «Lumiere», nell’ambito del progetto «Genitori e figli»

Essere madri oggi a prescindere dal sesso

Il filoso contrario all’utero in affitto perché in questo caso manca la dimensione materna Foto Corrierediragusa.it

Al di là e a prescindere dal sesso. La madre è chi dei due genitori si occupa dei figli. Massimo Recalcati (foto) aggiorna il punto di vista nell’interpretazione del ruolo della madre spostando l’interesse dall’anatomia al piano simbolico. L’intervento del filosofo-psicoterapeuta al «Lumiere», nell’ambito del progetto «Genitori e figli», promosso da Logos insieme al CiDi di Palermo, ha visto una larga partecipazione e grande attenzione. I temi trattati da Recalcati, infatti, sono quanto mai attuali visto che si parla oggi di unioni civili e della possibilità che un genitore non biologico possa adottare il figlio dell’altro genitore, valida ad oggi per le coppie eterosessuali» e non diversamente. Recalcati, sollecitato dalle domande di Fabio Pipitò del CiDi, si è mostrato invece contrario all’utero in affitto perché in questo caso manca la dimensione materna. «Meglio l’adozione - ha affermato il relatore - perché paradigma della genitorialità».

Madre e padre, per Recalcati, non sono due eventi di natura. Essere madri e padri non è un fenomeno naturale perché per essere davvero tali bisogna compiere un gesto di adozione della vita, riconoscere il figlio come proprio. Dire al figlio io sarò nei tuoi confronti responsabile per sempre. Senza questo atto c’è solo una genitorialità biologica e non autentica. «Come affermava una grande psicanalista - ha detto Recalcati – i veri genitori sono sempre quelli adottivi poiché nell’adozione c’è un dono, il figlio non gli assomiglia, non prolunga la specie, è uno straniero che l’amore rende figlio». Massimo Recalcati, che sull’argomento ha pubblicato recentemente «Le mani della madre», è autorità in materia. Il primo volto della madre per Recalcati sono le sue mani, la sua capacità di offrire aiuto al figlio. Le mani della madre per un bambino sono le prime parole. Citando Freud il relatore ha parlato della madre che è il primo soccorritore perché ogni volta che qualcuno risponde alla domanda d’aiuto di un altro, ogni volta che qualcuno offre le proprie mani si ha l’esperienza primaria della maternità. Nella prospettiva di Papa Francesco, per esempio, la Chiesa è la madre.

Il mestiere di educare i figli è quello più impossibile e secondo Freud i migliori sono quelli che sono consapevoli di questa impossibilità. L’insegnamento di Recalcati è quello di amare i figli per quelli che sono e non per quello che avevamo voluto che fossero, non avere troppi progetti su di loro. «Se si ha fede nel desiderio del figlio è probabile che questo possa irrobustirsi e potenziarsi». Per Recalcati ci sono poi altre figure materne: quella narcisista e la madre «coccodrillo» o «cannibale», ovvero colei che stenta a lasciare andare il figlio, che lo tiene «tra le sue fauci», che «lo divora».