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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 598
RAGUSA - 06/02/2016
Attualità - Ricevuti in diocesi presidente e vice presidente di Arcigay Ragusa

Il vescovo di Ragusa chiede scusa ai gay

L’incidente sembra ormai chiuso, anche se il prete autore del post ha preferito il silenzio alle scuse Foto Corrierediragusa.it

Un post infelice su Facebook da parte del sacerdote della chiesa madre di Chiaramonte Gulfi, don Salvatore Vaccaro, fa scoppiare il caso e il vescovo di Ragusa Monsignor Carmelo Cuttitta (foto) chiede scusa. Tutto ruota attorno alla frase scritta dal prete sul social network «Altro che macina al collo, sono solo malati», in riferimento agli omosessuali. Sulla spinosa vicenda è intervenuto il vescovo, Monsignor Cuttitta: "Sento il dovere di precisare che la Chiesa di Ragusa si è sempre distinta per l’accoglienza, la solidarietà, la carità concreta e l’apertura verso tutti, senza distinzione di ceto, di appartenenza religiosa, di culture diverse, di differenze sessuali. La frase usata «della macina al collo» e il particolare riferimento alla omosessualità come malattia in un post da parte di un sacerdote sono state quanto mai inopportune. Sono io, come vescovo di questa Chiesa - ha aggiunto il Monsignore - a chiedere scusa a quanti si sono sentiti offesi e feriti per tali parole. Ogni «persona umana» - ha concluso Cuttitta - va accolta per quello che è, ne deve essere tutelata la dignità e il rispetto profondo al di là di differenza di carattere, di colore della pelle e della propria identità sessuale".

Anche l´Arcigay è intervenuta nella vicenda con una nota del presidente Emanuele Micilotta che, insieme alla vice presidente Genny Cultrone, è stato ricevuto dal vescovo di Ragusa. L´incontro era stato chiesto da Arcigay Ragusa per chiedere un intervento del vescovo a seguito della frase del parroco della chiesa madre di Chiaramonte Gulfi, che, secondo Micilotta, era di chiaro significato omofobo. "A monsignor Cutitta abbiamo ribadito l´amarezza per un´affermazione così pesante - si legge nella nota - che ha destato profonda sofferenza e indignazione. La risposta del vescovo è stata di netta sconfessione di quelle parole del parroco, come ribadito in una nota dell´Ufficio comunicazioni sociali della Curia. Monsignor Cuttitta ha rimarcato l´impegno della Chiesa ragusana per l´accoglienza e l´apertura verso tutti «senza distinzione di ceto, di appartenenza religiosa, di culture diverse, di differenze sessuali».

Da un lato - prosegue la nota di Arcigay Ragusa - prendiamo atto con dispiacere del silenzio da parte del sacerdote che non ha ritenuto di dover scusarsi per quelle frasi, dall´altro, registriamo invece, con piacere, quanto detto dal vertice della Chiesa ragusana: «Sono io, come vescovo di questa Chiesa, a chiedere scusa a quanti si sono sentiti offesi e feriti per tali parole» - ha detto il vescovo.

Al di là delle scuse in sé, ciò che ci sembra opportuno sottolineare in questa brutta vicenda - prosegue il comunicato - è l´apertura che viene proprio da parte del vertice della Chiesa ragusana. Parole che, crediamo, debbano essere ribadite soprattutto a quanti, nel clero o nelle associazioni laicali, mantengono ancora una posizione di pregiudizio e di ingiustificabile discriminazione nei confronti degli omosessuali. Ci auguriamo - chiude la nota - che queste espressioni di rispetto e apertura possano diventare patrimonio di tutta la Chiesa e della comunità iblea".