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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1222
RAGUSA - 05/02/2016
Attualità - L’associazione ambientalista non ci sta

Termovalorizzatori: secco "No" di Legambiente

Intanto la Sicilia è in ritardo netto in tema di differenziata e tipologia di smaltimento dei rifiuti Foto Corrierediragusa.it

Legambiente Ragusa dice già no ai termovalorizzatori. In linea con le scelte dell´associazione a livello regionale Claudio Conti (foto) ha spiegato in conferenza stampa in quale direzione il governo regionale dovrebbe andare. Il rappresentante di Legambiente, già assessore nella giunta Piccitto, è partito dall´emergenza rifiuti e dalla saturazione delle discariche a cominciare da quella di Cava dei Modicani che ha ormai vita breve. La Sicilia, ha ricordato Conti, paga già 80 milioni a causa della procedura di infrazione per la mancata osservanza delle direttive europee. La Sicilia è infatti in ritardo netto in tema di differenziata e tipologia di smaltimento dei rifiuti tanto che la Regione sta valutando seriamente la possibilità, ma è soprattutto una necessità, di portare i rifiuti siciliani all´estero con aggravi dei costi per i comuni e, quindi, per i contribuenti. Dice Claudio Conti: "E´una situazione disastrosa che potrebbe trovare almeno in buona parte delle soluzioni utili puntando tutto sulla raccolta differenziata, la vera strada maestra, prevedendo premialità per i Comuni che la fanno bene e penalità per chi invece non persegue questa strada che riteniamo fondamentale». l no agli inceneritori è scontato ed invece Legambiente propone impianti che avrebbero dei residui finali del 25% rispetto al 100% dei rifiuti, dunque si andrebbe a riciclare fino al 75% dei rifiuti trasformandoli in risorse. Si dovrebbe partire con un trattamento meccanico biologico che permette di dividere l’indifferenziata che arriva in impianto separando il secco dall’umido.

Quest’ultimo, dopo essere stato biostabilizzato, e dunque senza problemi di percolato, verrebbe avviato all’impianto di trattamento che prevede la digestione anaerobica. L’impianto che suggeriamo per il trattamento meccanico biologico è da 50 mila tonnellate fissando come parametro il 65 per cento di raccolta differenziata da sviluppare nelle città.

A questo suggeriamo l’attivazione di due impianti di digestione anaerobica per 35 tonnellate in totale. Stimiamo di poter recuperare circa tre milioni di metri cubi di metano che dunque potrà poi essere utilizzato per fini più utili alle città stesse, o per riscaldamenti o per fini commerciali nella rete nazionale. Il digestato diventerebbe invece compost agricolo e la parte liquida, che è nei fatti acqua, potrebbe essere utilizzata per l’agricoltura».