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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:41 - Lettori online 770
RAGUSA - 26/01/2016
Attualità - Il convegno tenutosi a palazzo Nicolaci a Noto in occasione con Stephen Tobriner

Alle città barocche del Val di Noto serve coesione

Risulta evidente la necessità di un progetto comune, che esalti le caratteristiche originali delle varie realtà Foto Corrierediragusa.it

Le città del barocco del Val di Noto devono crescere insieme. Il convegno tenutosi a palazzo Nicolaci a Noto in occasione del 14mo anniversario dell´istituzione del sito "Le città tardo barocche del Val di Noto" è stata occasione di riflessione da parte degli amministratori presenti. Ospite d’eccezione, Stephen Tobriner, docente all’Università di Berkeley in California, il quale ha sottolineato l’unicità e l’originalità del patrimonio Unesco della Val di Noto. Ad aprire i lavori del convegno, il sindaco di Noto Corrado Bonfanti (foto a sin. con Federico Piccitto), il quale ha sottolineato come «in vista della nuova programmazione europea, risulta quanto mai evidente la necessità di un progetto comune, che esalti le caratteristiche originali delle varie realtà coinvolte, ed al tempo stesso consenta una crescita dell’intera area del Sud-Est, non solo sul fronte turistico, ma soprattutto rispetto alla tutela dei tesori di cui siamo custodi". «Da questo convegno – ha affermato il sindaco Piccitto nel corso del suo intervento – emerge con sempre maggiore evidenza l’esigenza di fare «squadra» tra le realtà coinvolte. Innanzitutto perché i sindaci del Val di Noto, hanno una responsabilità ancora maggiore rispetto alla tutela ed alla preservazione delle eccellenze architettoniche ed artistiche, le quali non appartengono ai singoli territori, ma, in quanto beni Unesco, sono patrimonio mondiale dell’intera collettività. Ma soprattutto perché, in questo momento, eventuali divisioni o progetti in solitaria tra le singole realtà del Val di Noto, sarebbero in netto contrasto con la programmazione europea dedicata».

Il direttore della Fondazione Unesco Sicilia di Palermo, Aurelio Angelini, ha sottolineato come nella «prossima programmazione europea, oltre a decine di linee di finanziamento europeo accessibili per la tutela e la conservazione dei beni artistici ed architettonici, siano previsti interventi specifici per circa 290 milioni di euro dedicati ai siti Unesco della Sicilia, precisando altresì come questi siano però riservati alle realtà che abbiano concretizzato un percorso di programmazione comune».