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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 749
RAGUSA - 21/01/2016
Attualità - Il prefetto Librizzi si è detto disponibile ad una mediazione

Comparto chimico al capolinea negli Iblei

La solidarietà del presidente del consiglio comunale Iacono e il monito di Ragusattiva Foto Corrierediragusa.it

Le forti preoccupazioni sulle sorti dello stabilimento chimico ibleo della Versalis Eni e sul futuro occupazionale dei suoi 250 dipendenti, al centro di un vertice, svoltosi nel pomeriggio di ieri a Palazzo di Governo, presieduto dal Prefetto di Ragusa, Maria Carmela Librizzi. All´incontro sono stati presenti il Sindaco Federico Piccitto, i rappresentanti della Cgil, Cisl e Uil e delle segreterie territoriali di Filctem, Femca, e Uiltec della provincia di Ragusa. Il primo cittadino ha sottolineato la gravità del momento per lo stabilimento chimico di Ragusa che richiede la massima attenzione da parte di tutti i rappresentanti delle istituzioni. Per questo motivo ha chiesto al Prefetto, al fine di decidere una comune linea strategica di azione utile a difendere il patrimonio industriale della nostra provincia e della Sicilia intera, di farsi promotore di un incontro a cui dovranno essere invitati i rappresentanti del governo regionale, i parlamentari nazionali e regionali del territorio ibleo. Nel corso della riunione i rappresentanti dei lavoratori hanno rappresento al Prefetto Maria Carmela Librizzi la situazione venutasi a determinare che mette a rischio la continuità lavorativa delle maestranze iblee a seguito di una scelta scriteriata dell´Eni di smobilitazione, mettendo cosi la parola fine, con l´avallo del Governo nazionale, ad un capitolo della storia industriale della chimica e della raffinazione siciliana.

In un documento consegnato al rappresentante del Governo nel territorio ibleo da parte dei segretari di Filctem, Giorgio Saggese, Femca, Filippo Scollo e Uiltec, Giuseppe Scarpata, si evidenzia, tra l´altro, il fatto che «Italia rischia di rimanere senza chimica e raffinazione da un giorno all´altro. In Sicilia inoltre sarà il deserto industriale, Non abbiamo certo paura di una cessione di quote Eni a un fondo internazionale di Private Equity per la chimica di Versalis: occorre però sapere, e subito, quante di queste quote saranno vendute e che ruolo avrà ENI, se di garanzia e controllo, oppure si semplice socio di minoranza con una porta sempre aperta per una retrocessione totale dalla chimica».

Il Prefetto di Ragusa oltre a dichiararsi disponibile e promuovere, a breve termine, un nuovo incontro con la presenza dei rappresentanti del Governo regionale ed i parlamentari nazionali e dell´Isola che rappresentano il territorio, ha assicurato il suo intervento nei confronti dei Ministeri competenti a cui verrà rappresentata la situazione di grave allarme determinatasi, che mette a serio rischio il futuro della chimica iblea.

LA SOLIDARIETA´ DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE IACONO
Il Presidente del Consiglio Comunale, Giovanni Iacono ha incontrato ieri mattina presso lo stabilimento chimico Versalis i lavoratori in sciopero.
Manifestando la propria solidarietà alle maestranze Giovanni Iacono ha, tra l´altro, dichiarato: "La dignità di ogni persona passa attraverso il lavoro e, purtroppo, a Ragusa in questi ultimi anni sono tanti e troppi i posti di lavoro che sono andati persi. Molte aziende storiche di Ragusa hanno chiuso ed altre, come la Almer, sono in grave crisi e questa cessione di quote da parte di Eni spa della Versalis rischia di essere l´ennesimo, fatale, colpo ad una economia ormai ben lontana da quell´isola nell´isola tanto decantata, a torto o a ragione ! Sentire che vi sono nuove norme nel campo lavorativo ´a tutela crescente´, è la dimostrazione di un Paese dove la demagogia la fa da padrona ! ´A tutela crescente´ di chi ? non si comprende, perché ogni cittadino penserebbe che le tutele dovrebbero intervenire quando si rischia di perdere il lavoro e invece vi è l´indifferenza se non la connivenza da parte della politica nazionale su una vicenda gravissima che mette a rischio nell´intero paese migliaia di posti di lavoro diretti ed indiretti con gli indotti. A ´tutela crescente´ della più grande multinazionale del paese che ha deciso di disimpegnarsi sulla chimica per affidare lavoratori, lavoro e dignità a non meglio specificati gruppi finanziari. Il tutto sulla pelle dei lavoratori con i quali si gioca anche con le ´parole´ e con la peggiore delle demagogie. La città di Ragusa deve essere accanto ad ogni lavoratore che rischia il posto di lavoro ma non basta perché questa vertenza con l´Eni deve essere innanzitutto affrontata a livello Nazionale e Regionale per costringere l´Eni a rivedere radicalmente la propria posizione sul petrolchimico ed investire strategicamente nel nostro paese e nei territori, tra cui in primo piano Ragusa, che per oltre 60 anni hanno fatto diventare l´Eni uno dei colossi mondiali del settore».

RAGUSATTIVA: "BISOGNA DARSI DA FARE"
"Con la vendita di Eni Versalis sono a rischio 250 posti di lavoro a Ragusa e molti altri nel resto del territorio nazionale. Folle e anacronistica la scelta di abbandonare la chimica verde e nel frattempo, contro ogni logica, puntare tutto sulle trivellazioni". Così la nota di Ragusattiva 5 stelle. "Governo Nazionale e Regione Sicilia - prosegue il comunicato - devono far sentire la propria voce e opporsi nettamente contro questa sciagurata operazione. Eni non può permettersi di agire come una qualsiasi azienda privata. Eni deve rendere conto ai cittadini visto che possiede un assetto azionario in larga parte pubblico. Ancora non capiamo il perché di questa dismissione - conclude la nota - ma bisogna darsi da fare per scongiurarla".