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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:31 - Lettori online 1187
RAGUSA - 11/01/2016
Attualità - Autori Rita Mirabella e Giuseppe Tumino, presentato in anteprima al Cinema Ideal

Sono i "Caminanti", la loro storia in un documentario

"Il segreto dei Caminanti" si propone di rompere i pregiudizi con cui da decenni vengono osservati Foto Corrierediragusa.it

Sono i "Caminanti", sono la comunità nomade di cittadinanza italiana, residenti in diverse località siciliane e del centro sud, accomunati da lingua comune, religione e costumi. Rita Mirabella e Giuseppe Tumino hanno realizzato su di loro «Il segreto dei Caminanti», il documentario presentato in anteprima nazionale al cinema Ideal. Le storie e gli usi dei "Caminanti", spesso identificati come zingari, ha suscitato interesse nel pubblico tanto da rendere necessaria una seconda proiezione. Il documentario si propone di rompere i pregiudizi con cui da decenni vengono osservati, a distanza, i Caminanti. Pregiudizi nati dalla diffidenza verso «l’altro», come spesso accade di fronte a ogni minoranza, sia essa etnica, linguistica o religiosa». Nonostante i dialoghi strettamente in "baccagghiu", il loro dialetto siciliano molto stretto, quasi incomprensibile soprattutto alle giovani generazioni il documentario ha messo in risalto i tre valori fondamentali della comunità caminante: orgoglio, miseria e fierezza.

"È stato un viaggio emozionante – ha spiegato Mirabella, antropologo e coautore del documentario – abbiamo voluto tuffarci nelle loro vita, scandita quotidianamente da norme non scritte, da credenze e tradizioni: un misto di codice morale e d’onore, di saggezza e autorità, di ragionevolezza e imposizione che solo chi è Caminante deve sapere e manifestare all’interno del gruppo. Un sistema difficile da penetrare, avvolto da decenni in un alone di mistero, protetto di fronte ai gadjié, agli estranei. La meta del nostro viaggio è il recupero di una memoria collettiva, che fa pienamente parte del patrimonio culturale siciliano. Anche se per decenni sono stati trattati con diffidenza, se non con disprezzo, i Caminanti sono infatti gente di Sicilia. Rompere la diffidenza degli itineranti non è stato facile, ma a poco a poco ci siamo riusciti: il muro è crollato, le distanze si sono azzerate, siamo entrati «dentro» e tra noi e loro si è creata una fortissima empatia. In questo senso, il documentario è stato «partecipato»: non abbiamo soltanto osservato, abbiamo «vissuto» la comunità, con tutti i nostri sensi, adottando il loro punto di vista. Siamo andati fino in fondo, ascoltando racconti e silenzi, detto e non detto».