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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 812
RAGUSA - 07/01/2016
Attualità - Una lettera aperta sul caso vissuto da Elia Cascone

Non è sempre malasanità, un paziente racconta

Vuole essere da stimolo per altri pazienti che pensano di «emigrare» per cercare quello che potrebbero avere già qua Foto Corrierediragusa.it

Un caso emblematico di buona sanità. E´ quello portato alla luce da un paziente che nel corso degli ultimi mesi ha dovuto sottoporsi ad indagini ed interventi per una massa di circa 7 cm tra il pavimento della bocca e la ghiandola salivare sottomascellare per la quale, vista la delicata posizione e il sospetto di qualcosa di brutto, Elia Cascone ha preferito in un primo momento rivolgersi ad una struttura di Milano. Qui il paziente è stato indirizzato al reparto di Otorinolanringoiatria dell´Asp 7 dove primario Enzo Calabrese e tutto il suo gruppo dell’ospedale Arezzo (i medici Botto, Portelli, Palma), anestesisti e personale infermieristico compresi, hanno proceduto ad una operazione delicata in modo brillante e, riferisce Elia Cascone: "si sono fatti carico del mio problema a 360° e, «prendendomi per mano», ma soprattutto ascoltandomi ogni volta che avessi bisogno, mi hanno tirato fuori dalla mia complessa situazione clinica che ha richiesto un vero e proprio lavoro di equipe in quotidiana collaborazione con altri professionisti come il Dr Salvatore Castellino, Primario dell’Anatomia Patologica (la massa si è poi rivelata essere una rara patologia con origine dalle strutture nervose), il Dr Vincenzo Barone, Primario della Radioterapia e tutta la squadra dell’Ematologia.

Voglio ringraziare ancora una volta il Dr Calabrese per la sua altissima professionalità, tutto il suo staff medico ed infermieristico di sala operatoria e di reparto che si è dimostrato all’altezza della mia non semplice situazione e senza nulla invidiare ai più blasonati ospedali italiani. La mia esperienza vuole essere da stimolo per altri pazienti che pensano di «emigrare» per cercare fuori quello che potrebbero avere già qua e, grazie all’offerta sanitaria di prim’ordine che l’Asp ci propone con eccellenze che vanno conosciute e valorizzate, si possono addirittura invertire i «viaggi della speranza». La sensibilità, la solarità e l´empatia da parte del personale medico ed infermieristico rendono sicuramente la degenza ed i problemi legati ad essa più leggeri e sopportabili".