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RAGUSA - 29/11/2015
Attualità - Presenti anche le autorità istituzionali con in testa il sindaco

Si è insediato Monsignor Cuttitta

"Non si deve disperdere il tesoro di santità e di grazia della nostra Diocesi" Foto Corrierediragusa.it

E´ il quinto vescovo della diocesi di Ragusa. Succede a Mons. Baranzini, Mons. Pennisi, Mons. Rizzo e da ultimo Mons. Urso. Carmelo Cuttita, palermitano, 53 anni, ha trovato una intera città e tanti fedeli provenienti dai centri della diocesi ad accoglierlo per il suo insediamento da vescovo in una cattedrale di S. Giovanni stracolma. Alle 18,27 il nuovo vescovo ha ricevuto il pastorale dalle mani del suo predecessore ed ha idealmente abbracciato tutta la comunità. "Amici" ha esordito nel suo discorso di presentazione dando già la cifra della sua missione pastorale. Questa era già cominciata sia idealmente sia praticamente in mattinata con due visite significative. Prima ai detenuti della casa mandamentale di contrada Pendente e poi ai malati terminali nella sede ospedaliera di piazza Igea. Per tutti una parola di conforto, una testimonianza di fede. Nel pomeriggio l´incontro protocollare con le autorità e con il sindaco che ha accolto il nuovo vescovo sul sagrato della cattedrale. Ha detto Federico Piccitto: "La nostra comunità ha bisogno di un amico e di un fratello. Le autorità locali sono già sue compagne di viaggio". E nel segno della comunione e della condivisione è stata presente anche una famiglia, con gli sposi Valentina e Francesco, per dire del valore della fede e dei principi cristiani nell´educazione dei figli. Mons. Cuttitta, pur "rodato" dalla sua esperienza di vicario episcopale a Palermo, ha tradito una certa emozione all´inizio, quando ha ricordato la sua esperienza nella parrocchia del beato Don Pino Puglisi, ma ha poi trasmesso una carica fatta di emozione e di certezze. Ad ascoltarlo in prima fila il cardinale Romeo, vescovo emerito di Palermo, il suo successore Corrado Lorefice, e i vescovi siciliani oltre a presbiteri e rappresentanti degli ordini religiosi.

Poi l´omelia ad una chiesa silenziosa e attenta: "Con trepidazione e con gioia ho accolto dal Papa Francesco la chiamata a servire la Chiesa di Ragusa. Ho chiesto al Signore, che mi ha chiamato a servirvi come pastore, la fedeltà alla Sua volontà. Ho espresso nella preghiera tutta la mia disponibilità ad amarvi ed a prendermi cura di voi: accogliamoci a vicenda con fiducia ed amore!

Metto a vostra disposizione, senza alcuna riserva, il mio cuore di fratello, di padre e di amico, con la speranza di essere sempre capace di gesti amorevoli e premurosi che sono propri del Pastore. Vengo a voi per annunciarvi la gioia del Vangelo che riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù, nell’annuncio della Buona Novella intendo ispirarmi al Beato Giuseppe Puglisi che ci è modello per la sua testimonianza martiriale.

Abbiamo un cammino da compiere insieme, senza nulla disperdere del tesoro di santità e di grazia che la nostra Diocesi ha sin qui sperimentato. Viviamo in un tempo assai complesso e pieno di difficoltà a causa del clima culturale che respiriamo e delle difficoltà che tante famiglie sperimentano nell’attuale congiuntura sociale ed economica. La nostra Chiesa possiede risorse spirituali e morali capaci di testimoniare la presenza del Signore in mezzo a noi e di rigenerare un tessuto di comunione e di solidarietà attraverso la vicinanza e la solidarietà". Il nuovo vescovo comincia così il cammino, prima di lasciare la cattedrale si è concesso per qualche foto, non ha evitato un selfie ed ha stretto centinaio di mani che hanno manifestato la vicinanza di tutta la chiesa ragusana.