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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 13:05 - Lettori online 154
RAGUSA - 18/11/2015
Attualità - Allarme della Cna e di La Rosa

Riscossione Sicilia via dal territorio ibleo: solo Catania

Avanzate soluzioni alternative molto valide anche da PmiRagusa Foto Corrierediragusa.it

Il Consiglio di Amministrazione di Riscossione Sicilia, la società di proprietà della Regione che gestisce la riscossione dei tributi, ha deciso la risoluzione del contratto di affitto anche della sede di Ragusa, l´unica rimasta nel territorio ibleo. Il presidente provinciale Cna Ragusa Giuseppe Santocono (foto), sottolinea che tutto questo può avere un solo significato e cioè che a breve l´ex provincia di Ragusa, probabilmente, non avrà più nemmeno una sede dell´ente di riscossione. «La cosa – sottolinea Santocono – potrà anche far piacere ai contribuenti che purtroppo sono morosi, ma l´eventuale chiusura della sede non cancellerà i debiti, anzi complicherà la vita a chi ha già a che fare con l´ente di riscossione. Sembra, infatti, che sia già stato previsto l´accorpamento su base interprovinciale, per cui a Catania dovrebbero essere inglobate le agenzie di Siracusa, Ragusa e Messina. La motivazione della chiusura delle sede ragusana è dettata dal fatto che l´affitto è troppo alto. Riscossione Sicilia, a quanto sappiamo, paga qualcosa come 30mila euro mensili per la locazione dell´agenzia di via Archimede (42mila al mese per Catania e 27mila per la sede di Siracusa). Ma quando si stipulò il contratto d´affitto nessuno si accorse che forse era troppo elevato?».

E il presidente Santocono prosegue: «Alla luce di ciò si può tranquillamente affermare che la finta quanto falsa riduzione della spesa, la cosiddetta spending review, non ha intaccato minimamente, almeno se facciamo riferimento a quanto è stato fatto fino ad oggi, i privilegi e gli sprechi di Riscossione ma ha solo creato ulteriori disservizi agli utenti. Prima le chiusure delle sedi zonali di Modica e Vittoria (anche se la legge di stabilità regionale del 2014 all´art. 66 disponeva che gli uffici decentrati non dovevano chiudere), ora l´accorpamento con Catania dell´unica sede provinciale. Si tratta di provvedimenti che hanno pesato e peseranno esclusivamente sulle spalle delle imprese, dei pensionati e dei cittadini di un´intera provincia. Sembra, infatti, che l´unico scopo di Riscossione sia quello di vessare i contribuenti creando problemi e disservizi.

Probabilmente è tempo perso ma noi lo diciamo comunque: sarebbe opportuno che chi dovere, a cominciare dai nostri cinque deputati regionali, si attivasse affinché questo nuovo scippo non sia perpetrato. Da parte nostra avanziamo una proposta: l´immobile dell’ex Provincia, in viale del Fante, potrebbe sicuramente ospitare senza costi l´agenzia dell´ente di riscossione. Pensiamo che questo sia uno dei modi possibili - conclude Santocono - per garantire la fruibilità del servizio e scongiurare la chiusura».

LA ROSA: "PIENO APPOGGIO ALLA PUBBLICA DENUNCIA DELLA CNA"
Anche Andrea La Rosa del movimento politico "Sviluppo ibleo" condivide quanto descritto dalla Cna: «L´abbandono del territorio ibleo da parte di Riscossione Sicilia, denunciato dalla Cna provinciale, rappresenta un fatto gravissimo che penalizza ulteriormente i rapporti con l´utenza del nostro territorio. Con l´accorpamento a Catania tutto diventa più difficile anzi direi impossibile. Non si può pretendere che l´utente si sobbarchi gli oneri e i rischi del viaggio nel capoluogo etneo per interfacciarsi con la società. Risultato: le morosità avranno un´impennata e i contenzioni aumenteranno a dismisura con grave danno alle casse di una società già disastrata e con milioni di debiti alle spalle. Si gioca con gli eccessi sulle spalle dei cittadini. Prima il mantenimento di sedi dal costo esorbitante di decine di migliaia di euro al mese e poi la cancellazione con un colpo di spugna e la decisione di un accorpamento che definirei inaudito e senza senso. Sono tantissimi gli utenti che, non avendo le giuste conoscenze informatiche, non potranno interfacciarsi tramite il sito internet della società - dice La Rosa - e anche una semplice richiesta di informazioni diventerà un´operazione praticamente impossibile visto che i centralini saranno sempre intasati e nessuno si sognerà mai di andare a Catania.

Pertanto - conclude La Rosa - invito i sindaci e tutti i rappresentanti istituzionali del territorio ibleo a fare fronte unico e richiedere il ripristino della prossimità degli uffici di Riscossione Sicilia in locali messi a disposizione dai Comuni o altri enti che si renderanno disponibili».

LA PREOCCUPAZIONE DI PMIRAGUSA
La giunta provinciale di PmiRagusa esprime forte preoccupazione per le conseguenze che si registreranno a seguito della chiusura della sede di Riscossione Sicilia a Ragusa e il suo accorpamento con Catania. Quella del capoluogo ibleo era l´unica sede rimasta in provincia dopo la chiusura delle sedi di Vittoria e Modica. «Abbiamo appreso dalla stampa questa notizia nefasta per il territorio ibleo – afferma il segretario provinciale Andrea Providenza - e pensiamo sia del tutto inaccettabile un comportamento del genere da parte della società di riscossione alla quale evidentemente non interessano i disagi che stava già vivendo l´utenza dei due versanti della provincia con la chiusura degli uffici di Vittoria e Modica. Disagi che aumenteranno a dismisura se andasse in porto il progetto di accorpamento delle sedi della Sicilia orientale con Catania. E´ francamente impensabile che una sola sede possa gestire tutti i rapporti con centinaia di migliaia di contribuenti. Ma pensiamo alla sola provincia di Ragusa: come pensano a Riscossione Sicilia di governare le tante morosità che inevitabilmente si andranno ad accumulare e i relativi contenziosi oltre a quelli già in atto? Come pensano inoltre di gestire l´enorme flusso di telefonate che arriveranno dai territori anche per una semplice informazione? Ci sarebbe internet è vero.

Purtroppo sono ancora molti gli utenti non avvezzi alle nuove tecnologie e quindi impreparati anche a consultare un sito online. Debbo aggiungere che molti titolari di piccole e micro imprese non si sono ancora attrezzati. Auspichiamo – conclude Providenza - che possa trovarsi una soluzione ed invitiamo a tal proposito la deputazione regionale e tutti gli attori istituzionali ad attivarsi in tal senso. Come soluzione, ad esempio, si potrebbero utilizzare locali in uso alla Regione Siciliana sparsi nel territorio (di proprietà o in affitto) per ospitare degli uffici operativi in grado di garantire una prossimità sostenibile».


sempre meno
19/11/2015 | 12.48.16
franco

ora vediamo gli illustri onorevoli della provincia di ragusa cosa faranno...........purtroppo la risposta sembra scontata....sempre meno servizi e sempre più disagi per tutti....l´importante è spendere miliardi di euro per il fenomeno immigrazione......