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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 824
RAGUSA - 11/11/2015
Attualità - Deficit infrastrutturale di gestione del sistema delle acque

Il 76% di perdite idriche a Ragusa: emergenza acqua?

Numeri che fanno pensare, che hanno un costo sociale importante Foto Corrierediragusa.it

Paradossale, irrazionale, incomprensibile. Grazie alle catene montuose che l´attraversano da ovest verso est, dalle Madonie agli Iblei, la Sicilia è una delle regioni italiane più ricche d´acqua. Da monti e invasi l´acqua non arriva nelle case in modo regolare e soddisfacenti in almeno la metà dei centri urbani sparsi sul territorio. I casi odierni di Messina, Caltanissetta e Enna sono lì a provare che c´è un deficit infrastrutturale di gestione del sistema delle acque e di condutture che non funzionano perchè, paradosso su paradosso, metà dell´acqua immessa in condotte vecchie e fatiscenti si disperde o arriva con il contagocce. Ragusa, per esempio, è la prima città siciliana dove ben il 76 per cento dell´acqua immessa in rete si disperde e ha grandi problemi infrastrutturali. Basti pensare alla crisi idrica di due anni fa quando le due maggiori sorgenti di approvigionamento furono bloccate per inquinamento della falda. Ragusa è anche la città dove l´acqua costa di più perchè una famiglia media paga 237 euro l´anno per il servizio a fronte dei 194 euro di Catania per restare in Sicilia; ma sarà bene ricordare che a Isernia il costo è di 120 euro e a Milano di 136.

Numeri che fanno pensare, che hanno un costo sociale importante, perchè queste risorse potrebbero essere destinate ad altro. Ragusa di certo non soffre di norma la sete come sta accadendo da due settimane a Messina ma da un momento all´altro senza interventi sulla rete idrica potrebbe ritrovarsi a breve in piena emergenza. E´ la Sicilia comunque che spreca troppo perchè di media il 45,6 per cento dell’acqua potabile immessa negli acquedotti non arriva mai nelle case. E il bello è che tra il 2008 e il 2012 non solo è aumentata la quantità di acqua che si disperde ma è anche diminuita la quantità di quella erogata. Se infatti nel 2008 ai siciliani sono stati erogati 403 milioni di metri cubi di acqua potabile, nel 2012 i milioni di metri cubi sono diventati 377. Di questi quasi 172 milioni di metri cubi sono andati perduti chissà dove. E se nel 2008 ogni siciliano aveva ogni giorno 220 litri di acqua, nel 2012 i litri sono scesi a 207.