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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 998
RAGUSA - 01/11/2015
Attualità - La manifestazione svoltasi in contemporanea in tutti i capoluoghi siciliani

Fronte comune sindacale per chiedere lavoro

Cgil, Cisl e Uil hanno trovato anche l’accordo di Confindustria. Duro il giudizio sul governo Crocetta Foto Corrierediragusa.it

Non è il tempo delle divisioni. Il sindacato unitario Cgil,Cisl,Uil deve iniziare a edificare una nuova esperienza per affrontare, attraverso la costruzione di un tavolo permanente e di una giornata di lotta fortemente simbolica, la crisi siciliana e del territorio ibleo. Su questo nuovo fronte Cgil,Cisl e Uil hanno trovato un deciso e convinto comune denominatore, condiviso anche dalla rappresentante di Confindustria Ragusa, Giusi Migliorisi, seduta in prima fila. Questa è la sintesi politico sindacale scaturita dalla manifestazione unitaria promossa dalle confederazioni sindacali siciliane di Cgil,Cisl,Uil ma tenutosi, come nel resto in ogni capoluogo dell’isola, a Ragusa in una sala Avis colma e con uditorio piuttosto attento ai temi che sono stati sviluppati nel corso dei vari interventi.

Durissimo il giudizio dei sindacati contro il Governo Crocetta che non riesce a spendere le risorse europee, che utilizza per spese correnti le somme per investimenti, mentre ritarda a chiudere la vicenda dei liberi consorzi, del sistema idrico e degli appalti, tutte norme bocciate dal governo centrale.

Il sindacato rileva le difficoltà per i lotti autostradali 9/10/11 che da Modica portano a Marina di Ragusa perché Crocetta ha deciso di utilizzare il progetto di finanza in costruendo. Nessuno risposta viene data per il Porto di Pozzallo e la realizzazione della bretella di collegamento tra la «ragusana» e l’aeroporto di Comiso ( che ha visto transitare sino al 7 ottobre scorso 350mila passeggeri rispetto ai 300mila previsti entro il 31 dicembre di quest’anno). Rispetto ad un quadro così disarticolato e incerto Giovanni Avola della Cgil propone un patto forte tra sindacato e forze datoriali, peraltro percorso già sperimentato con successo, per affrontare da Ragusa non solo temi di aderenza territoriale ma lanciare la sfida su scala ragionale al Governo dell’isola.