Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 676
RAGUSA - 29/10/2015
Attualità - Gli operatori del settore sanno consigliare il consumatore

No agli allarmismi sulle carni rosse negli Iblei

Intanto il ministro alla salute Beatrice Lorenzin ha chiesto all’Oms lo studio completo a suffragio di queste tesi allarmistiche ma la risposta è stata: "Non è disponibile" Foto Corrierediragusa.it

L’effetto allarmismo derivato dalle affermazioni dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro – Iarc (International agency for research on cancer) dell´Organizzazione mondiale della sanità (Oms) dopo avere inserito le carni rosse lavorate fra le sostanze che possono causare il cancro, preoccupa Confcommercio Ragusa e l’Associazione Macellai di Ragusa, aderente a Confcommercio. Lo dice il presidente dell’associazione, Giorgio Cafiso. «Una simile affermazione, non ponderata – dice – è assolutamente negativa rispetto all´attività di diverse centinaia di imprese iblee, legate alla produzione e alla distribuzione al dettaglio delle carni di qualità. Negli ultimi mesi Federcarni, la nostra Federazione nazionale, ha avviato una campagna di informazione verso i consumatori sulle qualità della carne rossa, sulla base di una ricerca statunitense redatta dalla Penn State University che, in sintesi, afferma che le carni rosse fanno bene alla salute per le sue caratteristiche e, soprattutto, perché la carne oggi è uno degli alimenti più controllati e sicuri; inoltre, cosa più importante, è il ruolo del macellaio che tutela la nostra salute, perché sa consigliare il consumatore, sui tagli da utilizzare a seconda delle ricette, sui metodi di cottura e lo indirizza verso un consumo consapevole».

«I nostri macellai – aggiunge ancora Cafiso – grazie alla loro professionalità ed esperienza, sono in grado di indicare ai consumatori, che prestano attenzione alla propria salute ma non vogliono rinunciare al piacere della carne, le seguenti regole: la carne va mangiata una o due volte a settimana; una carne scura non è sinonimo di carne non fresca. Sicuramente la cottura al barbecue potrebbe essere quella più nociva. La carne deve essere cotta delicatamente, non diventare nera, altrimenti fa male. Rispettare tutti i passaggi e le regole della catena del freddo. L’ideale sarebbe comprare la carne e consumarla il giorno stesso. Il tempo massimo di conservazione è un giorno. Se già si sa che non si consumerà entro i 2-3 giorni, è meglio congelarla. Una buona carne è sempre rapportata al suo prezzo. Bisogna diffidare dei tagli pregiati a basso prezzo. È fondamentale mangiare ogni giorno tanta frutta e verdura».

L’associazione, inoltre, spiega che il macellaio del negozio sotto casa è in grado di dare preziose informazioni sull’animale: come è stato nutrito (l’alimentazione ottimale è il mais ed il fieno, meglio se prodotti dall’azienda che l’ha allevato) e la zona di provenienza. Questi consigli ed indicazioni tutelano la nostra salute; ricordiamoci che i pericoli alla salute sono derivati dalle carni lavorate insaccate, dalle carni in scatola e, comunque, se consumate in grandi quantità. In ogni caso, le carni rosse al dettaglio del nostro macellaio di fiducia, se consumate secondo le regole suggerite dagli operatori del settore non arrecano danni alla salute anzi, come riportato nello studio della Penn State University, fanno bene.

Intanto il ministro alla salute Beatrice Lorenzin ha chiesto all´Oms lo studio completo a suffragio di queste tesi allarmistiche ma la risposta è stata: "Non è disponibile". A questo punto sorge spontaneo il dubbio che non tutto torna.