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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 804
RAGUSA - 17/10/2015
Attualità - Non si placano le polemiche e le prese di posizione

Questo pazzo piano sanitario ibleo

A Ragusa intanto resta alta l’attenzione: è guerra aperta con il direttore generale Asp 7 Aricò Foto Corrierediragusa.it

Servizi e piano sanitario tengono sempre banco. Da un lato il progetto del Ministro Lorenzin di tagliare 400 posti letto in Sicilia e sette ospedali tra cui il "Busacca" di Scicli (foto). Dall´altro il rifiuto da parte dell´amministrazione e del consiglio comunale di Ragusa del piano elaborato dal direttore dell´Asp, Maurizio Aricò. Sul "Busacca" i due deputati regionali Nello Musumeci e Gino Ioppolo, e la senatrice Venerina Padua hanno chiesto chiarimenti proprio al ministro. Tutto da vedere se interrogazioni e sollecitazioni sortiranno l´esito sperato visto che i margini di manovra del Ministero e della stessa Regione sono molto ristretti. La necessità di tagliare i costi ha imposto al Ministero scelte precise e sarebbe servito con buon anticipo un intervento organico da parte del territorio con tutte le forze politiche, parlamentari e sindacali per rappresentare a tempo debito esigenze ee necessità piuttosto che agire in ordine sparso facendo emergere campanilismi vari anche con prese di posizione che in qualche caso appaiono estemporanee e legate a operazioni di semplice ricerca del consenso.

Musumeci e Ioppolo hanno chiesto una ispezione immediata al "Busacca" per la situazione venutasi a creare al reparto di chirurgia dove si continua a operare a regime ridotto da 14 mesi mentre dieci posti letto restano vuoti. Inspiegabile appare ai due parlamentari anche il mancato utilizzo del Padiglione N, benché ristrutturato e pronto ad ospitare la chirurgia già dall’ottobre del 2013.

Venerina Padua dal canto suo non ha gradito affatto l´intervento del ministro a proposito di tagli e definisce in una interrogazione parlamentare l´iniziativa di Beatrice Lorenzi con un atto di gravità estrema. Scrive la Padua: "Vorremmo comprendere in che modo è possibile intervenire per salvaguardare i piccoli ospedali, come il Busacca di Scicli, il cui mantenimento in vita era stato garantito essendo stato inserito tale percorso, come quello di altri piccoli ospedali siciliani, nella filosofia degli ospedali riuniti punto di riferimento per la redazione del piano in questione. A questo serve la presenza del Busacca: coadiuvare il pesante lavoro che grava sul Maggiore di Modica. Ed è questo - conclude la Padua - il ruolo che possono svolgere ospedali con le caratteristiche del nostro Busacca in tutto l’ambito regionale".

A Ragusa intanto resta alta l´attenzione per il Piano sanitario e è guerra aperta con il direttore generale dell´Asp, Maurizio Aricò. Il suo piano è stato definito dal sindaco Piccitto "Un quadro sconcertante e desolante sotto diversi punti". Il consiglio comunale di Ragusa si riunirà la prossima settimana per affrontare la questione: "Abbiamo già chiesto, e reitereremo al più presto vista l´assenza di risposte, un incontro con l´Assessore regionale Baldo Gucciardi, e nel frattempo, dopo la seduta aperta dello scorso 5 ottobre, è il momento di approvare ed inviare in maniera congiunta le osservazioni al piano che, specie alla luce di quanto descritto, rappresentano l´unico elemento di ragione nel gran bazar di idee e proposte senza costrutto che caratterizza gli enti superiori».

Decisamente controcorrente il senatore di Forza Italia Giovanni Mauro: "Dopo la nota congiunta dei Ministeri alla Salute e all´Economia che boccia il piano sanitario regionale e, quindi, gli atti aziendali delle Asp che su quello si basano, bisogna affrontare nuovamente la questione partendo dall´assunto che difendere l´esistenza dei piccoli ospedali non corrisponde necessariamente a tutelare gli interessi e la salute di tutti". Per il commissario e portavoce di Forza Italia a Ragusa quindi "L´intervento dei due ministri non aggiunge nulla di nuovo alle linee guida che sia la Regione che le Aziende sanitarie locali già conoscevano, ma anzi conferma ciò che in molti, me compreso, avevano sostenuto: la direzione verso la quale si stava andando è sbagliata. È naturale che ogni realtà punti al mantenimento dell´esistente, ma bisogna essere certi che questo scopo non diventi poi una causa di danno per i cittadini. Favorire i piccoli ospedali, ridimensionando il progetto di un ospedale in fase di completamento, come nel caso di Ragusa, già sulla carta appare un´operazione dannosa, figuriamoci poi se messa in pratica".

"Comprendo che per molti colleghi parlamentari, nazionali e regionali, sia importante tenere il punto sulla questione perché può servire a guadagnare consenso – conclude Mauro – ma se per accontentare le richieste campanilistiche si è disposti a sacrificare la logica, l´efficienza e la qualità, vuol dire allora mettere in pericolo tutto il resto.