Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 335
RAGUSA - 14/10/2015
Attualità - Giovanni Cosentini prende circa 200 mila euro lordi all’anno!

Stipendi favolosi per dirigenti consorzi di bonifica

I soliti paradossi in salsa siciliana di cui ci si accorge solo adesso Foto Corrierediragusa.it

Costano 50 milioni l´anno e sono uno degli ultimi baluardi dei privilegi tutti siciliani. Tra le loro peculiarità gli stipendi a singhiozzo per i 2 mila 200 dipendenti ed i maxi stipendi per direttori e dirigenti. Un pozzo senza fondo che ha indotto l´assessore all´Economia Alessandro Baccei a chiedere conto e ragione delle spese e del personale oltre delle spese più o meno pazze che da Agrigento a Trapani,tra tablet, pc, arredamenti e vini doc, si sostengono con i fondi a disposizione. Sono gli undici Consorzi di bonifica della Sicilia che dovrebbero assicurare fornitura di acqua per irrigazione agli agricoltori. Un balzello odioso e odiato dai titolari dei terreni anche perchè il servizio viene assicurato spesso in modo estemporaneo. Con la crisi che attanaglia la regione e che ha indotto il presidente Crocetta e la sua giunta a tagliare in ogni comparto a colpi di mazza i Consorzi di Bonifica resistono. Nessuno ne parla ma sta di fatto che, per esempio, il direttore del Consorzio di Ragusa Giovanni Cosentini (foto), già assessore vicesindaco e candidato a sindaco di Ragusa alle ultime elezioni, guadagni tra stipendio e indennità, 14ma compresa, 200 mila euro lordi l´anno. I suoi tre dirigenti non se la cavano male visto che portano a casa quasi cento mila euro l´anno. Ragusa in questa speciale graduatoria siciliana è la prima in fatto di stipendi visto che precede Gela, dove il direttore guadagna 122 mila euro l´anno, il più "povero" è il collega di Palermo che porta a casa 90 mila euro (sempre lordi). Anche la differenza di retribuzione tra i vari Consorzi, che in teoria svolgono la stessa funzione, è tutto un mistero siciliano anche perchè sono proprio i territori più piccoli, Ragusa e Gela in particolare, dove si registrano le retribuzioni più alte.

Sull´altro piatto della bilancia i dipendenti che da Ragusa a Palermo vengono pagati a singhiozzo tanto da indurre i sindacati a denunciare una situazione insostenibile: "I lavoratori rischiano di pagare per il cattivo funzionamento e gli sprechi di cui hanno colpa gli amministratori". I consorzi di bonifica sono stati storicamente in Sicilia serbatoi di voti e di consenso, hanno consentito assunzioni molte volte discrezionali e favorito carriere politiche. Dal 2014 i quattro assessori all´Agricoltura che hanno guidatol´Agricoltura hanno tentato, invano, di modificare questo andazzo anche perchè non più sostenibile da un´economia con l´acqua alla gola che si permette, invece, di finanziare enti inutili. Se da un lato infatti si accorpano Camere di commercio, scompaiono le province, si razionalizzano gli ospedali, si tagliano i trasferimenti ai comuni, non è pensabile che i Consorzi restino ancora dei "sancta sanctorum". La legge approvata lo scorso anno all´Ars prevedeva l´accorpamento degli undici consorzi di bonifica in due grandi enti, uno per la Sicilia orientale e uno per l´occidentale. Oggi ci sono solo due commissari ma direttori e dirigenti sono saldamente ancorati ai loro posti con relativi, ed intoccabili, stipendi e benefit.