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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1642
RAGUSA - 12/10/2015
Attualità - Cinquanta artisti hanno animato le quattro giornate di spettacoli con animazioni di strada

Ibla Buskers riscopre i luoghi segreti del barocco

Gli organizzatori hanno puntato su location insolite come Cava Velardo, Cartellone e Raffo Foto Corrierediragusa.it

Il Gran Galà dei saluti ha concluso la 21ma edizione di Ibla Buskers. Tutti i cinquanta artisti che hanno animato nel corso dei quattro giorni il quartiere barocco hanno partecipato e animato l´ultimo incontro con un pubblico quanto mai attratto dalle esibizioni degli artisti di strada. La risposta del pubblico, soprattutto nel fine settimana, è andata al di là delle aspettative favorita anche dal servizio navetta che ha catapultato nel quartiere barocco centinaia e centinaia di persone. Tema dell´edizione 2015 di Ibla Buskers, curato dall´associazioni Edrisi, è stata la proposizione e per molti la scoperta di alcuni angoli sconosciuti di Ibla.
E’ il caso di Cava Velardo, proprio sopra la zona di Largo San Paolo, proprio alla fine della Vallata Santa Domenica e al termine della scalinata del Carmine, antico camminamento di congiunzione tra Ibla e Ragusa Superiore. Con le sue latomie sotterranee e con un dirupo a strapiombo è un perfetto teatro di pietra di cui la città intera deve riappropriarsi. La scelta di svolgere sia il «Cabaret d’apertura» che il «Gran Galà dei Saluti» proprio in quest’area rientra in un’operazione culturale e di recupero della storia e dell’identità locale a cui, ormai ogni anno, si è orientato il festival «Ibla Buskers» cercando di far conoscere luoghi nuovi e da vivere. Più di 20 anni fa si iniziò con il centro storico di Ibla, in quell’epoca ancora silente e abbandonato. Il festival permise di avviare una consapevolezza diversa da parte proprio dei ragusani, i primi che avevano dimenticato questo quartiere ormai in fase di spopolamento.

Quest’anno si è scelto dunque di mantenere le location tradizionali ma anche di aprire l’orizzonte verso la cosiddetta «coda di pesce» di Ibla, quella che è visibile a tutti attraverso le cartine e le mappe ma che in pochi conoscevano realmente. In migliaia, adesso, hanno scoperto un luogo straordinario che va sicuramente valorizzato, mediante i percorsi che accompagnano i passanti dal ghetto ebraico di «Cartellone» al quartiere arabo «Raffo», passando per la «Mocarda» e per lo stresso rapporto tra la fiumara e il dedalo di viuzze. Proprio in questi scenari si sono svolti alcuni degli spettacoli più d’attrattiva che hanno permesso di completare l’offerta artistica assieme ai luoghi tradizionali come piazza Duomo, piazza Pola, piazza Chiaramonte fino a piazza Odierna dove è stato creato uno spazio per le esibizioni degli artisti off.