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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 601
RAGUSA - 04/10/2015
Attualità - I 174 disabili rischiano di continuare a restare a casa

Trasporto scolastico disabili: i soldi ci sono eppure...

Intanto la parlamenrare M5S ha incontrato i genitori Foto Corrierediragusa.it

I soldi ci sono ma non c´è il bilancio. Rischiano di continuare a restare a casa i 174 disabili che frequentano gli istituti superiori iblei perché l’ente di viale del Fante ad oggi non può garantire il servizio di trasporto e di assistenza specialistica nonostante il Ministero dell´Interno abbia accreditato 414 mila euro per il servizio. Sono servizi obbligatori per le ex province, oggi Liberi Consorzi, ma tanti obbligatori finora non sono stati perchè dall´inizio dell´anno scolastico gli studenti disabili sono stati costretti a casa. Salvina Cilia, presidente della Pro Diritti H (il comitato che raggruppa tutte le associazioni che si occupano di disabilità) ha rappresentato tutta l´amarezza dei genitori e ha dato appuntamento a tutti per domani davanti alla Prefettura per manifestare al ministro Angelino Alfano ed al presidente della Regione, Rosario Crocetta, tutto il loro disappunto. Oltre alla mancanza del bilancio, che impedisce finora di utilizzare la somma, c´è anche da dire che i 414 mila euro basteranno fino a dicembre per cui le famiglia apriranno anche questo "fronte" perchè dal nuovo anno siano garantite i fondi per coprire tutto l´arco delle lezioni fino a giugno.

LA SOLIDARIETA´ DELLA LOREFICE
La parlamentare del M5S, Marialucia Lorefice, insieme ad alcuni esponenti del Meetup del M5S di Comiso, ha incontrato sabato pomeriggio l’associazione «Noi Con Voi Insieme», presidente Daniela Vaccaro, il Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza di Comiso, dott. Calogero Termini, alcuni studenti disabili degli istituti superiori della provincia iblea e le loro famiglie (foto). Mamme e papà che non si danno per vinti e continuano a lottare quotidianamente affinché ai loro figli vengano riconosciuti i diritti fondamentali, tra questi il diritto allo studio. «I nostri figli non sono andati a scuola neanche un giorno -dicono i genitori-, erano così contenti il primo giorno di scuola che spiegare loro che non possono andare è davvero incrementare un disagio con il quale ogni giorno ci confrontiamo. Facciamo di tutto per rendere la vita dei nostri figli il più serena possibile ma di fronte a queste situazioni siamo impotenti. Possiamo solo lottare per loro e con loro, perché sono i primi a voler essere presenti a incontri come questo. Ma siamo stanchi, è diventata una umiliazione continua». «Siamo in presenza di una violazione dei diritti fondamentali sanciti dall’Onu -ha evidenziato il Garante- . Una gravissima inosservanza a livello nazionale. Provare a tamponare è sempre temporaneo c’è bisogno di pianificare seguendo, tra l’altro, le norme già esistenti a livello nazionale e inserendo nel bilancio regionale un capitolo dedicato, qualora non ci fosse già». «Bisogna per prima cosa sensibilizzare e promuovere forme di responsabilità condivisa e di partecipazione per contrastare le disparità sociali –dichiara la Lorefice.

Non dimentichiamo che la lotta alle disuguaglianze e l’istruzione accessibile sono tra gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio all’interno dei quali l’Onu ha scelto di inserire in diversi punti l’attenzione alla disabilità e alle vulnerabilità. L’esclusione sociale non solo non permette ai disabili la fruizione di diritti come quello dell’istruzione ma comporta una limitazione delle ‘capabilities’ a livello della persona e una limitazione a livello sociale. Come M5S abbiamo presentato una interrogazione concernente l’assistenza e il trasporto degli studenti disabili che sarà trattata questa settimana presso la Commissione Affari Sociali e Sanità, della quale faccio parte, rivolta al Sottosegretario alle Politiche Sociali al fine di trovare delle soluzioni possibili che siano allo stesso tempo sostenibili e condivise. Non esistono parole giuste per ringraziare queste famiglie e questi studenti per il tempo che mi hanno voluto dedicare, parlandomi dei loro problemi, delle mille difficoltà quotidiane, senza remore con la speranza che io possa fare qualcosa. Di certo mi impegnerò ma la società tutta deve farlo perché nessuno resti indietro».