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RAGUSA - 01/10/2015
Attualità - Anche l’Anas, dopo Delrio, smentisce Alfano

Ripartono i lavori del ponte sullo stretto? Macché!

Una sorta di annuncio "bluff" del ministro... Ma a che scopo? Foto Corrierediragusa.it

Il ministro Alfano "avrà elementi che non ho io. Sicuramente noi abbiamo attualmente una priorità diversa che è quella di mettere in sesto la nostra rete viaria lungamente de-investita e che sicuramente ha condizioni di manutenzione che sarebbero migliorabili". Così l´amministratore delegato di Anas Gianni Armani ai microfoni di Radio Capital, rispondendo sul riavvio del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina e sulla sua fattibilità rilanciato nei giorni scorsi dal ministro degli interni Angelino Alfano. Dal momento che la Salerno - Reggio Calabria "è sostanzialmente finita - continua - è normale che si torni a parlare del Ponte sullo Stretto" e "dove proseguire la connessione del Sud". Per Armani "una valutazione sul Ponte" va fatta "ma solo dopo una valutazione su costi-benefici e sul consenso". "Non possiamo permetterci fare stop and go, cioè partire, bloccare, fare contenzioso. Questo costa al Paese e non porta nessun risultato" ha concluso Armani. E intanto, sul Ponte continua ad insistere il ministro dell´Interno Angelino Alfano. "Nessuno del governo ha chiuso la porta. Direi che si è riaperta una porta che era già chiusa nel modo più trasparente: attraverso una mozione in Parlamento alla quale hanno dato il loro consenso una maggioranza di deputati e il governo in Aula", ha dichiarato Alfano a margine della Conferenza Unificata.

QUEL "MITOLOGICO PONTE SULLO STRETTO"
Per colmare il vuoto che separa dal tre per cento, serve un ponte. E almeno virtualmente, il ministro dell´Interno Angelino Alfano ha riaperto i cantieri della grande e ormai mitologica opera che dovrebbe sovrastare lo Stretto di Messina. Da decenni. «Oggi è un giorno importante per la Sicilia e l´Italia – ha detto il leader di Ncd – riparte il ponte, un cammino che si era fermato e che noi abbiamo fatto ripartire». L´entusiasmo è dovuto all´ok giunto dal governo a una mozione di Area popolare con la quale il Consiglio dei ministri veniva invitato a rivedere il progetto sulla grande infrastruttura, stoppata ormai da anni. Quanto basta per brindare al «grande giorno». Quanto basta per lanciare, di fatto, la campagna elettorale per le prossime politiche e anche per le regionali in Sicilia. Da sempre il ponte sullo stretto ha spostato voti e consensi, con tutto l´indotto di affari e opportunità che porta con se.

Eppure, bastava attendere poche ore dalle dichiarazioni esaltanti del primo inquilino del Viminale, per raffreddare gli ardori. Bastava, insomma, attendere che a spiegare effettivamente come stessero le cose fosse, magari, il responsabile, all´interno del Consiglio dei ministri, proprio delle infrastrutture. Che ieri – giusto giusto – era in Sicilia, prima a spasso tra lo sfacelo delle strade siciliane, poi alla festa dell´Unità organizzata dal Pd: «Il Ponte sullo Stretto non è una priorità di questo governo», ha detto Graziano Delrio.

Come è possibile? E il «grande giorno»? E il «cammino che riparte»? E il Sud che, secondo Alfano, grazie a quell´investimento «tornerà protagonista?». Tutto svanito in un «bluff». Ma quale ponte, meglio stare con i piedi per terra, sembra dire Delrio alla Festa del Pd. Quella intitolata al «Sud che decolla». E che sembra non avere bisogno di un ponte.

Eppure Alfano era stato più che ottimista: «Si riparte con il Ponte, e questa è una notizia. Noi l´avevamo chiesto alcuni giorni fa. Apprezzo molto il comportamento di una sinistra riformatrice che si rende conto che il sostegno al Ponte sullo Stretto e all´economia di un´intera area del nostro Paese, é anche un´opera in cui l´Italia ha uno strategico interesse». Parole in qualche modo – con opportuni distinguo e toni molto meno ´trionfalistici´ – rilanciate dal sottosegretario alle Infrastrutture, Umberto Del Basso, che intervenendo sulla mozione di Area popolare-Ncd riguardante la Salerno-Reggio Calabria ha consigliato una riformulazione del testo. Il sottosegretario ha evidenziato la "disponibilità" del governo a "valutare l’opportunità di una riconsiderazione del progetto del Ponte come infrastruttura ferroviaria". E via con le polemiche. «Smentendo lo stesso ministro delle Infrastrutture Delrio – hanno tuonato i deputati del Movimento cinque stelle della Camera - oggi il governo cambia idea e, subendo l’eterna campagna elettorale di Alfano, in Aula ha appena affermato di voler riconsiderare il progetto del Ponte sullo Stretto».

Poche ore. E le parole del «vice» di Delrio sarebbero però state ulteriormente congelate dal «titolare» delle Infrastrutture, intervenuto ieri in serata alla Festa dell´Unità: «Il ponte sullo Stretto - ha detto senza mezzi termini - non è tra le priorità di questo governo». Una posizione chiara, nettissima. Altra cosa è, ovviamente, pensare di riconsiderare, in un futuro non meglio indicato, il progetto-dossier sulla grande opera: «Credo – ha aggiunto Delrio - che su questo tema non si debba avere alcun pregiudizio. Mi è stato chiesto di rivedere il dossier sul ponte e noi lo faremo, anche per evitare, eventualmente, di incorrere in qualche penale milionaria. Una cosa è certa - ha aggiunto però Delrio - il Sud è stato spesso una vera e propria mangiatoia per imprese che non erano vere imprese. E che non hanno fatto altro che chiedere in continuazione soldi allo Stato per i loro investimenti. Non dovrà più accadere". Altro che «giorno importante», altro che «Sud che riparte». Delrio ha rimesso nel cassetto il progetto del Ponte, che il suo collega in Consiglio dei ministri aveva tirato fuori, spazzando via la polvere da una idea in grado, potenzialmente, di spostare voti e consenso. «Non è una nostra priorità», ha detto Delrio. E il ponte sospeso sul vuoto del consenso è già un miraggio.

Accursio Sabella - Livesicilia