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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 736
RAGUSA - 27/09/2015
Attualità - Alcuni comuni hanno fatto la parte del leone

Piccitto e Aricò restano "spaccati" sulla sanità

Difficile comunque che si rivedano le scelte già fatte ma le polemiche continuano Foto Corrierediragusa.it

Una protesta articolata. Il consiglio comunale e l´amministrazione non accettano il nuovo piano sanitario e si compattano. Il 5 ottobre si terrà una seduta del consiglio comunale in seduta aperta con i rappresentanti degli ordini dei medici e le forze sindacali davanti alla sede dell´Asp. Sarà approvato un documento con il quale non si accetta la proposta del direttore generale Maurizio Aricò che sarà successivamente inviato all´assessorato regionale alla sanità. In ultima istanza sarà presentato un ricorso al Tar. Non ci sono divisioni o frammentazioni nella protesta ed è l´unica occasione da due anni a questa parte in cui opposizione e M5S si sono trovate d´accordo nel bocciare il piano senza se e senza ma. Il presidente del Consiglio Giovanni Iacono ha definito "scellerato" il piano anche perchè depotenzia di fatto il nuovo ospedale Giovanni Paolo II. "Sono scelte illogiche -dice Iacono- frutto di logiche spartitorie". Il sindaco Federico Piccitto ha annunciato la redazione di un documento con il quale si chiede di rivedere complessivamente il piano ed ha annunciato il ricorso al Tar. Il capogruppo di Forza Italia, Maurizio Tumino chiede che il comportamento del manager sia valutato attentamente. Per Elisa Marino si tratta di "uno scippo a favore di Modica e Vittoria".

E´ certo comunque che il piano Aricò ha prodotto uno strappo che sarà difficile sanare e testimonia l´ansia di tutta una comunità nel vedere riconosciuto il proprio ruolo e soprattutto valorizzate le risorse che può mettere a disposizione di tutto il territorio.

Intanto anche l´ex sindaco di Ragusa, l´on. Nello Dipasquale, deputato regionale del Pd, dice la sua, esprimendo un "Giudizio di soddisfazione in quanto il manager Aricò, seppur tra mille difficoltà, mi pare sia riuscito ad ottenere un buon risultato,e che il modello organizzativo prospettato sia,soprattutto in previsione dei nuovi concorsi che potenzieranno la nostra rete ospedaliera, degno di una sanità attenta ai bisogni della nostra comunità.

Mi permetto di esprimere una riflessione - prosegue Dipasquale - pur nel rispetto dei ruoli,sul dipartimento di oncologia a Ragusa e sul suo eventuale ridimensionamento. Ricordo per primo a me stesso che Il dipartimento oncologico è un importante successo dell’azione combinata della politica e della società civile che consente ai cittadini della provincia di Ragusa e degli ambiti territoriali limitrofi di poter continuare a fruire di una assistenza integrata per tutto il percorso assistenziale oncologico dalla prevenzione, alla diagnosi, alla cura in fase acuta fino alla terminalità.

Il dipartimento oncologico di Ragusa è stato storicamente uno dei primi dipartimenti oncologici attivati in Italia del sud e grazie ad una azione combinata tra azienda sanitaria e società civile (associazioni di volontariato, Onlus, Clubs service, scuole, istituzioni, aziende e privati cittadini) ha acquisito servizi e strumenti diagnostici e terapeutici che ne hanno fatto punto di riferimento per l’intero bacino della Sicilia sud-orientale e pertanto costituisce patrimonio comune all’intero territorio.

Il decreto istitutivo della rete oncologica siciliana , promulgato nell’ottobre 2014, ha sancito la presenza del dipartimento oncologico provinciale nell’Asp di Ragusa ed il modello organizzativo proposto si rifà al modello assistenziale sperimentato proprio a Ragusa. Alla luce di queste considerazioni - conclude Dipasquale - chiedo ad Arico che venga confermato il dipartimento oncologico nell´atto aziendale dell´Asp di Ragusa in modo che continui a rappresentare quell´eccellenza così come ha fatto nel corso di questi ultimi anni".

RAGUSA HA ANNUNCIATO BATTAGLIA
Terzo e decisivo incontro della conferenza dei sindaci per l’approvazione del nuovo piano sanitario ibleo che passa con il malcontento di Ragusa il cui sindaco Federico Piccitto annuncia le barricate lamentando «ostruzionismo politico» ai danni del comune capoluogo che si sente penalizzato. Piccitto ha rimarcato la contraddizione legata al nuovo ospedale «Giovanni Paolo II», nel quale sono già previsti reparti, come Malattie infettive e Otorinolaringoiatra, che però non trovano alcun riscontro nel piano aziendale proposto dall’Asp. «Possiamo solo pensare che il nuovo ospedale sia un bluff perché la sua offerta sanitaria sarà depotenziata in maniera significativa – ha sottolineato il sindaco Piccitto – Se questo atto aziendale dovesse rimanere tale, il Comune di Ragusa lo impugnerà in tutte le sedi e le forme possibili». Agli antipodi le reazioni di Modica, Vittoria, Pozzallo, Ispica, Comiso ed Acate che salutano positivamente il piano, che, fin dal primo momento, ha diviso di netto, creando notevoli contrapposizioni. Quindi è "guerra" o quasi. Come prevedibile la proposta del nuovo piano sanitario territoriale ha lasciato malumori e soprattutto contrapposizioni. Piccitto è uscito dalla riunione imbufalito non accettando le proposte del direttore generale Maurizio Aricò. "Un piano - l´ha definito il sindaco di Ragusa - frutto di logiche spartitorie e manchevole di una visione generale funzionale". Ragusa non accetta infatti che il nuovo ospedale Giovanni Paolo II, del quale si prevede l´apertura tra 18 mesi, sia privato di fatto di alcuni servizi, nonostante previsti nell´organico. E´ il caso di Malattie infettive e Otorinolaringoiatra, che invece andranno a Modica.

A dar man forte a Ragusa anche i comuni montani che hanno espresso un giudizio parzialmente negativo perchè il territorio di riferimento sarebbe penalizzato rispetto all´area Modica-Vittoria e di fatto depotenziato. Maurizio Aricò ha evidenziato lo sforzo fatto nella valutazione delle istanze, rivedendo il Piano per venire incontro alle esigenze espresse dalle realtà territoriali. Le proposte accolte riguardano il mantenimento del dipartimento di oncologia (che era stato soppresso nella proposta precedente e previsto come struttura complessa), la previsione di due strutture semplici (osservazione breve pediatrica) da assegnare alla struttura complessa di Pediatria, una per gli ospedali riuniti di Vittoria-Comiso e l’altra per il distretto Modica-Scicli, la previsione di una struttura semplice di chirurgia ortopedica day-service a Comiso, la previsione delle strutture semplici di proctologia, pneumologia e neurologia nel distretto Modica-Scicli.

Come richiesto in maniera unanime dalla conferenza dei sindaci, saranno mantenute le due strutture complesse di farmacia ospedaliera e farmacia territoriale (nella stesura precedente solo la farmacia ospedaliera era struttura complessa). Rispetto alle richieste che erano state formalizzate dal Comune di Ragusa, non hanno trovato accoglimento quelle relative al trasferimento della struttura semplice di gastroenterologia dalla sede di Vittoria a Ragusa, il trasferimento della struttura complessa di Malattie Infettive dalla sede di Modica a Ragusa, il trasferimento della struttura complessa di otorinolaringoiatria dalla sede di Modica a Ragusa, l’inserimento nel distretto di Ragusa di una struttura semplice di diabetologia e della struttura complessa di Psichiatria.

Nel nuovo Piano aggiornato i dipartimenti previsti risultano 10 anziché 9, le strutture complesse 75 anziché 76, le strutture semplici 96 anziché 91. Cambiano anche i numeri della pianta organica che prevede un incremento, da 3 mila 731 unità passa a 3 mila 767 unità, con la stabilizzazione di 652 unità, di cui 243 di nuova assunzione. Ad avviso del sindaco di Giarratana, Lino Giaquinta, inoltre, "Il Piano non contempla una giusta attenzione al rapporto tra medicina territoriale e medicina ospedaliera, un’integrazione che andrebbe ripensata e che avrebbe meritato una struttura specifica".

Insomma, l’unica voce fuori dal coro (o quasi) sembra proprio essere solo quella di Piccitto. Gli altri sindaci, in una nota diramata dal comune di Vittoria, si dicono «Soddisfatti del notevole sforzo profuso dalla direzione aziendale Asp 7, che ha prodotto un atto equilibrato ed efficace, capace di rispondere alle esigenze di salute dei cittadini, rispettando al contempo le risorse presenti nei diversi presidi». I primi cittadini dichiarano di apprezzare, in particolare, «l’impulso positivo in direzione del miglioramento delle cure oncologiche, dei servizi di emergenza, della sicurezza del percorso nascita e, quindi, dell’erogazione complessiva dei servizi al territorio» ed esprimono un giudizio positivo «considerato che anche nella nuova elaborazione vi è un incremento delle assunzioni rispetto alla precedente proposta». «Esprimo soddisfazione – ha dichiarato l’assessore alle politiche sociali del comune di Vittoria Francesco Cannizzo, delegato dal sindaco Giuseppe Nicosia a partecipare alla conferenza dei sindaci – per il risultato raggiunto, che tiene nella dovuta considerazione le realtà territoriali, dove spesso la razionalizzazione non si traduce in drastici tagli ma in una migliore organizzazione dei servizi e, in definitiva, in risposte concrete ed efficaci ai bisogni dei cittadini».

"Esprimo soddisfazione – ha affermato il sindaco di Comiso, Filippo Spataro - per quanto recepito dalla Direzione dell´Asp di Ragusa nei confronti delle proposte avanzate sulle strutture sanitarie che insisteranno nell´ospedale di Comiso. Il potenziamento delle attività di Day Surgery con l´attivazione di una struttura multidisciplinare di Day Surgery, l´attivazione della struttura di Lungodegenza nel contesto dei servizi collegati al presidio di Vittoria, potenzieranno senz´altro l´offerta sanitaria del nostro territorio". «Esprimo apprezzamento – ha dichiarato il sindaco di Acate, Francesco Raffo - per il fatto che sia stata accolta la mia proposta relativa all’istituzione del Dipartimento di Oncologia, propedeutico alla creazione di un centro di eccellenza riservato a questa patologia, in considerazione della crescita esponenziale dei malati di tumore».

LA NOTA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI RAGUSA IACONO
Il presidente del consiglio comunale di Ragusa Giovanni Iacono, in relazione alle scelte illustrate oggi in conferenza dei sindaci, tenutasi a Palazzo dell’Aquila, dai vertici aziendali dell’Asp 7 contenute nella stesura definitiva dell’atto aziendale, dichiara quanto segue:

Nella conferenza dei sindaci si è consumato l´ennesimo atto grave e vergognoso. Altri servizi ospedalieri sono stati sottratti all´Ospedale di Ragusa. Il direttore generale dell´Asp 7 Maurizio Aricò, contraddicendo totalmente quanto aveva affermato e presentato con delle slides appena 48 ore prima nella stessa conferenza dei sindaci, ha ritenuto di eliminare anche Otorinolaringoiatria e Pneumologia da Ragusa, oltre ad attribuire e/o istituire altri servizi fuori da Ragusa, senza alcuna motivazione basata su standard qualitativi e quantitativi, né sulla base di dati necessari a giustificarne le scelte. Scelte illogiche, inspiegabili se non alla luce di logiche spartitorie. Lascia sgomenti ascoltare un direttore generale che ad ogni incontro argomenta e sostiene la presenza o la soppressione di alcune strutture complesse e semplici e nella riunione successiva, a distanza di poche decine di ore, sostiene l´esatto contrario.

Il caso più evidente in tal senso è quello di «Otorinolaringoiatria» e di «Pneumologia», ma anche la «Proctologia» o il Dipartimento di Oncologia che fino al 23 settembre 2015 non rientrava nella «visione aziendale» e il 25 settembre viene reintrodotto «perché non si è riusciti a far comprendere la scelta della soppressione». Non sembra vero che il problema se mantenere o no un dipartimento medico sia l’essere compresi o no a livello comunicativo. Una comunità cittadina capoluogo di 71.000 abitanti e l´intero bacino territoriale che serve in maniera baricentrica non possono essere privati di servizi ospedalieri e territoriali senza che tutto questo sia ampiamente ed oggettivamente motivato.

Il massimo consesso cittadino attraverso la conferenza dei capigruppo, all’unanimità, ha inviato nota al Direttore Generale dell´Asp 7 per essere ricevuta ed avere un confronto prima che si adotti un piano aziendale che in 10 giorni è cambiato ben poco. Il nuovo Ospedale «Giovanni Paolo II», costato già 47 milioni di euro, non può essere svuotato prima ancora di essere inaugurato. Non lo riteniamo accettabile e non possono essere affidate le scelte della sanità ad un solo uomo e, pertanto, bisogna che la Città tutta si mobiliti e si pongano in essere tutte le iniziative democratiche e legali affinché questo piano non venga adottato o venga impugnato. Auspichiamo un confronto immediato ed urgente con il direttore generale e nel frattempo, nei prossimi giorni, terremo il Consiglio Comunale aperto nella piazza dell´Ospedale Civile di Ragusa.