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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 597
RAGUSA - 19/09/2015
Attualità - Una azienda leader nel settore cimiteriale ci scrive

Salma spostata al cimitero di Ragusa: prassi regolare

Nonostante i chiarimenti chiesti al comune, non è ancora giunta alcuna risposta da palazzo dell’Aquila Foto Corrierediragusa.it

Il trasferimento della salma del neonato tumulato oltre 40 anni fa da un posto all´altro al cimitero di Ragusa centro è regolare. La risposta al quesito sollevato dai familiari del defunto non è arrivata dal comune di Ragusa ma direttamente alla nostra redazione da un´azienda leader nel settore cimiteriale dal 1949. "Al cimitero - si legge nella nota - c´è un annuncio da circa un anno dove si legge che il campo comune dei bambini sarà riesumato. Abbiamo quindi riesumato 70 salme di bambini alla presenza dei loro genitori, che avevano opportunamente lasciato i loro recapiti al custode. La famiglia in questione - conclude la nota - forse non sa che le salme seppellite sottoterra, per regolamento posso starvi 10 anni, mentre loro hanno avuto la "fortuna" di poterla tenere ben 40 anni".

Erano stati Giorgio Sigona e Vincenza Vitale, genitori del piccolo Vittorio, venuto alla luce il 15 giugno di 41 anni fa e deceduto il giorno dopo, a chiedere al sindaco Federico Piccitto e all´assessore ai servizi cimiteriali Andrea Zanotto di fare chiarezza sulla vicenda che denunciano e di accertare eventuali responsabilità di funzionari o impiegati che, secondo i denuncianti, non avrebbero rispettato i protocolli. I due genitori raccontano che il figlioletto fu tumulato nel 1974 al cimitero di Ragusa centro ma dallo scorso agosto non riescono ad avere notizie sulla esatta collocazione delle spoglie, nel frattempo trasferite altrove a loro insaputa. E´ successo che una delle figlie sia andata a trovare il proprio congiunto al cimitero ma non ha trovato più nulla nella solita tomba perchè le spoglie erano state esumate e trasferite. Grande lo stupore della famiglia per non essere stata avvertita di una decisione a loro dire unilaterale.

Veementi le proteste nei confronti del responsabile del cimitero, al quale, tuttavia, sarebbero risultati numeri telefonici errati della famiglia. "Capiamo che dopo 41 anni - scrive la famiglia - non c’era quasi più nulla del corpicino, ma sicuramente la catenina con il ciondolo d’oro che i nonni paterni hanno messo a nostro figlio non poteva scomparire". Ora la famiglia attende una risposta dall´amministrazione e quanto meno capire come e perchè si è creato questo "corto circuito" di mancata comunicazione tra le parti che ha portato a quella che la famiglia del piccolo Vittorio definisce, come accennato, "una inaccettabile decisione unilaterale".