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RAGUSA - 14/09/2015
Attualità - Le nuove proposte rese note in sede di conferenza dei sindaci

Nuovo assetto sanità iblea con assunzioni

Al di là di polemiche e prese di posizione, le scelte sono già state fatte Foto Corrierediragusa.it

Ci saranno 207 nuovi assunti con contratto a tempo indeterminato all´Asp 7 e tutto il personale a tempo determinato sarà stabilizzato. Il direttore generale dell´Asp Maurizio Aricò ha illustrato il piano aziendale alla conferenza dei sindaci (foto) entrando anche nel merito dei servizi da istituire, di quelli da tagliare e quelli da "razionalizzare". Nel nuovo assetto della sanità iblea, oltre al dipartimento di cardiologia, scompare anche il dipartimento oncologico, ma assicura il manager che «non sarà spostato un medico, un infermiere, una biro, una sedia dalla struttura complessa di oncologia, bensì sarà rafforzata l’assistenza oncologica con un potenziamento della chirurgia, della diagnostica e dell’organico». Maurizio Aricò ha ribadito l’istituzione di una unità specifica, all’interno del dipartimento di chirurgia di Ragusa, per le donne ammalate di tumore al seno e la disponibilità quanto prima di una tac-pet a Ragusa, attualmente in fase di collaudo.

La struttura complessa di malattie infettive è prevista negli ospedali riuniti di Modica-Scicli, mentre è di nuova istituzione la struttura semplice dipartimentale di gastroenterologia ed endoscopia digestiva presso gli ospedali riuniti di Vittoria-Comiso. Psichiatria avrà una sola struttura complessa, così come anche il laboratorio di analisi chimico-cliniche e farmacia. La nuova proposta organizzativa prevede che i dipartimenti passino dagli attuali 14 a 9, le strutture complesse da 92 a 76 (in base alla visione Balduzzi sarebbero dovute essere 71), le strutture semplici passano dalle 21 attuali a 91, vengono previste 2 nuove strutture semplici dipartimentali una per il Registro Tumori e l’altra per gli immigrati.

In tema di contenimento delle spese l´azienda vuole abbattere i costi abnormi dei contenziosi affidati all’esterno per cui saranno potenziati gli uffici legali dell’azienda che da struttura semplice passerà a struttura complessa. Il nuovo piano aziendale prevede una spesa complessiva di 179 milioni per attenersi alle direttive dell´assessorato alla sanità.

NEUROLOGIA NON SARA´ SMANTELLATA
«La Struttura Complessa provinciale di Neurologia non sarà smantellata». La conferma arriva dal direttore Francesco Iemolo. Il docente universitario, impegnato in questi giorni a presiedere il XV Congresso nazionale della Società italiana per lo studio dello Stroke al Mediterraneo Palace Hotel di Ragusa, vuole esprimere un «particolare ringraziamento».
«Ringrazio il deputato regionale Cinquestelle Vanessa Ferreri – dichiara Iemolo – per avere solertemente raccolto il mio invito al confronto e alla discussione. Con la Ferreri ci incontreremo quanto prima per confrontarci sui temi della sanità iblea e, in particolare, avrò modo di comunicarle le positive ricadute che il piano Aricò avrà sulla Neurologia.

Colgo l’occasione per rivolgere nuovamente il mio invito a quanti tra i politici vogliano documentarsi su come la sanità iblea stia cambiando in meglio. Auspico che l’incontro avvenga serenamente e con la massima e reciproca apertura». Iemolo, oltre ad rassicurare e a sottolineare il potenziamento della Neurologia, invita i politici a «non lasciarsi suggestionare dalle solite «Cassandre» che profetizzando il falso creano inutili allarmismi».

MALUMORI A NON FINIRE: ECCO PERCHE´
"Non è vero che tutti i primari degli ospedali iblei hanno accettato di buon grado l’atto aziendale presentato dal manager Maurizio Aricò ai vari responsabili della Sanità. I malumori sono emersi dopo la comunicazione che il reparto di malattia infettive si dovrà trasferire da Ragusa a Modica". E´ quanto dichiarato dal presidente regionale di Federsanità e presidente del consiglio comunale di Ragusa Giovanni Iacono e dal consigliere regionale dell’Anaao Nunzio Storace. La paventata chiusura del reparto malattie infettive al "Paternò-Arezzo" che sarà trasferito al "Maggiore" di Modica fa discutere. «Siano innanzitutto i cittadini- scrive Iacono- che vengono curati o mal-curati a decretare le strutture ed i reparti di eccellenza o i reparti dai quali «scappare». Nel caso specifico le malattie infettive di Ragusa rappresentano un reparto che si è sempre distinto in positivo e la conferma è sempre venuta dai dati statistici sul numero di ricoveri, sul peso medio, sul tasso di occupazione, sulla soddisfazione dei pazienti. E’ irrazionale - sostiene Iacono - scomporre ciò che funziona ed è grave attuarlo perché così continuando quando si arriverà ad aprire l’ospedale nuovo a Ragusa sarà un ospedale iper-declassato perché non bisogna dimenticare i posti letto già persi di medicina di gastroenterologia e di pneumologia. Sulla sanità è arrivato il momento di dire basta a tagli e scomposizioni di ciò che funziona. Il dipartimento di oncologia del "Paternò Arezzo" è stato ed è un riferimento che va oltre i confini stretti provinciali e regionali, ha assicurato ed assicura ai pazienti un percorso terapeutico-diagnostico integrato e completo. Ha visto negli anni anche l´impegno dei cittadini ragusani anche con l´acquisto e le donazioni di apparecchiature moderne e all´avanguardia come l´acceleratore lineare. Non si riesce quindi a comprendere quale disegno di "riqualificazione" della sanità vi sia in tutto questo smantellamento continuo e sistematico. Nel recentissimo passato – continua Iacono - si sono tagliati a Ragusa posti letto ed unità organizzative; penso a Medicina, Gastroenterologia e Pneumologia ed è di queste ore la ventilata ipotesi di chiusura di malattie infettive, psichiatria ed otorinolaringoiatria. Ogni ambito, qualora confermato, merita considerazioni che saranno svolte nelle sedi opportune a cominciare dal piano aziendale che tutti attendiamo di conoscere da parte della dirigenza dell´Asp 7 di Ragusa. Auspico pertanto - conclude Iacono - che si torni indietro su scelte sbagliate». Ma i giochi ormai sembrano fatti e d´altronde non si può accontentare proprio tutti.

"MAGGIORE" MODICA POTENZIATO, "REGINA MARGHERITA" COMISO NO PROFIT?
Psichiatria ed infettivologia avranno come riferimento l’ospedale «Maggiore» di Modica per eliminare i reparti doppioni, accorciare i tempi e le liste di attesa e rendere un servizio più aderente alle esigenze degli utenti. E’ la nuova sanità iblea annunciata dal manager dell’Asp 7 Maurizio Aricò. Modica farà quindi parte del polo ospedaliero ibleo, rinnovato e snellito, che vedrà il suo punto di riferimento in Ragusa con il nuovo monoblocco ospedaliero del «Giovanni Paolo II», e al quale si aggiungerà pure Vittoria con il «Guzzardi», che non sarà declassato, a cominciare dal fiore all’occhiello del reparto di ortopedia. Una nuova linea condivisa da tutti gli attori della sanità, a cominciare da primari e medici vari. Intanto qualche problema continua a registrarsi all’ospedale «Maggiore» di Modica, con tempi di attesa lunghi al pronto soccorso e altri disagi vari. Ma la situazione dovrebbe migliorare a breve.

Intanto la scorsa settimana il fondatore di Emergency Gino Strada ha visitato, insieme all´assessore regionale alla Salute Baldo Gucciardi, l´ospedale di Comiso «Regina Margherita». La sua idea è di farne un ospedale «no profit» gestito totalmente dalla sua organizzazione ed aperto a tutti, non solo ai migranti come si era ipotizzato in un primo momento. Gino Strada ha visitato la struttura ospedaliera, oltre che con Gucciardi, anche col presidente della commissione Sanità all´Ars, Pippo Digiacomo, col direttore generale dell´Asp 7, Maurizio Aricò e con il sindaco di Comiso, Filippo Spataro.

DA SCICLI SI ARRABBIANO: "NON DEPOTENZIATE IL NOSTRO OSPEDALE"
Ennesimo allarme per il futuro incerto dell’ospedale «Busacca» di Scicli: Bruno Lucenti e Antonello Firullo di Fratelli d’Italia denunciano difatti la chiusura del reparto di medicina, il ridimensionamento di chirurgia e la soppressione dei 4 posti letto in cardiologia. «Dove stanno i nostri deputati? E meno male - dicono i due portavoce – che i recenti incontri con i vertici dell’Asp 7 erano stati definiti molto positivi. Siamo indignati e se non otterremo risposte rassicuranti ed esaustive – conclude Fratelli d’Italia – siamo pronti a forme di protesa eclatanti per far valere il sacrosanto diritto alla salute degli utenti sciclitani».