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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:06 - Lettori online 1049
RAGUSA - 13/09/2015
Attualità - Intervento del consigliere comunale Mario D’Asta

Che fine hanno fatto le 5 nuove farmacie previste a Ragusa?

Sugli sviluppi della vicenda non si registrano novità Foto Corrierediragusa.it

«Dopo le nostre diverse sollecitazioni in Consiglio comunale, il Comune di Ragusa, con la delibera di Giunta comunale 168 del 2015, ha predisposto, nei mesi scorsi, un piano di programmazione territoriale di 5 nuove farmacie sul territorio cittadino. Ma dopo quella delibera, tutto è rimasto inspiegabilmente fermo, non si è dato seguito alla stessa. Ancora tutto in alto mare. Vorremmo comprendere le ragioni di tale immobilismo. Disporre di 5 farmacie in più in città significa, in un momento di crisi del genere, potere aumentare i livelli occupazionali, significa anche potenziare un servizio territoriale avvicinando sempre di più la farmacia all’utente e pertanto rendendo più agevole il servizio al cittadino». A sottolinearlo è il consigliere comunale, nonché presidente provinciale del Partito Democratico, Mario D’Asta (foto) che, insieme alla segreteria del circolo Rinascita Democratica, chiede lumi alla Giunta Piccitto visto che la stessa si era resa protagonista di una concertazione con l’Ordine dei farmacisti. «La nuova programmazione – continua D’Asta – prende le mosse da una legge nazionale, la n.27/12, in particolare la legge 24 marzo 2012, n. 27 «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività», che consente l’apertura di una farmacia ogni 3.300 abitanti. Valutata la popolazione insediata in città, al 31 dicembre 2010, la stessa risulta essere di 73.743 persone e, pertanto, le sedi farmaceutiche necessarie a soddisfare il fabbisogno devono essere 22, cinque in più, appunto, rispetto alle 17 sedi già insediate. Ci chiediamo perché l’iter da mesi risulta essere congelato. Ci risulta che con l’Ordine già siano state avviate delle interlocuzioni e sosteniamo con forza che avere avviato un confronto con l’Ordine dei farmacisti è assolutamente da apprezzare».

«Nel volere cogliere l’occasione – aggiunge D’Asta – per ringraziare le farmacie esistenti non solo per la dedizione e la serietà con le quali operano ogni giorno e per l’eccellente servizio offerto ai ragusani, ma anche perché queste farmacie hanno contribuito nei decenni, col loro servizio farmaceutico, ad una buona sanità, ci chiediamo a che punto è la questione. Come mai è calato il silenzio? Questa delibera rappresenta una ratifica, un atto dovuto, nient’altro. Per questo motivo, sollecitiamo l’assessore competente, l’amministrazione tutta e il sindaco in testa a sbloccare la fase di stallo dopo avere concertato con l’Ordine le migliori destinazioni per le nuove sedi trovando una buona soluzione di sintesi e di mediazione tra le farmacie esistenti e quelle nuove. Il rispetto delle farmacie esistenti ma anche l’opportunità delle nuove farmacie possono e devono trovare un percorso comune. Questo è il nostro auspicio.
Pertanto chiediamo all’Amministrazione di assumersi le proprie responsabilità. Troppo tempo è stato perso. Se il dispositivo nazionale si caratterizza per l’«urgenza», abbiamo la sensazione che tale carattere non sia stato colto da questa amministrazione. Adesso chiediamo alla Giunta municipale di pigiare il piede sull’acceleratore».