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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 594
RAGUSA - 10/09/2015
Attualità - Ambientalisti sempre sul "Chi va la"

"Scorie nucleari in Sicilia? No grazie"

Fare Verde ha dato il via alle proteste per dire "No" alla costruzione di 12 inceneritori in tutta Italia Foto Corrierediragusa.it

La Sicilia si interroga sul suo futuro energetico e le associazioni ambientaliste ribadiscono i loro paletti. La questione Muos è ancora aperta e le radiazioni delle antenne di contrada Ulmo a Niscemi sono lì a ricordare i pericoli derivanti per la popolazione. Nelle ultime settimane si è aperto un confronto sul destino delle scorie nucleari che dovrebbero essere smaltite secondo il piano che il governo Renzi ha affidato alla Sogin e che ancora risulta secretato. Il Cotas, Comitato Tutela Ambiente e Salute, che si è riunito ad Enna, teme tuttavia che una possibile destinazione delle scorie possano essere alcune miniere dismesse dell´ennese.
Il rappresentante del Circolo Legambiente degli Erei, Giuseppe Amato, ha illustrato gli aspetti tecnici e scientifici della questione, soffermandosi sulla relazione della Sogin contenente i criteri di esclusione nell’individuazione dei siti e sulle procedure secretate ed ha concluso soffermandosi sulla necessità di riflettere sul modello di sviluppo derivante da scelte che non tutelano l’ambiente e la salute.

Dal canto suo Fare Verde ha dato il via alle proteste per dire "No" alla costruzione di 12 inceneritori in tutta Italia. Due di questi sono stati individuati in Sicilia, in siti ancora da stabilire. L´associazione ambientalista ha dato vita ad un presidio in piazza Montecitorio e sostiene che "incenerire i rifiuti è dannoso per l’ambiente e per la salute pubblica. Inoltre crea una limitata occupazione. Con la costruzione di 12 nuovi inceneritori si creerebbero appena 960 posti di lavoro. Raddoppiando il riciclo e dimezzando l’incenerimento dei rifiuti, i posti di lavoro passerebbero da 960 a più di 10 mila".