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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 424
RAGUSA - 09/09/2015
Attualità - Dal capoluogo si leva la voce del "No"

Riorganizzazione sanità: malumori a non finire

Ma i giochi ormai sembrano fatti e d’altronde non si può accontentare proprio tutti Foto Corrierediragusa.it

"Non è vero che tutti i primari degli ospedali iblei hanno accettato di buon grado l’atto aziendale presentato dal manager Maurizio Aricò ai vari responsabili della Sanità. I malumori sono emersi dopo la comunicazione che il reparto di malattia infettive si dovrà trasferire da Ragusa a Modica". E´ quanto dichiarato dal presidente regionale di Federsanità e presidente del consiglio comunale di Ragusa Giovanni Iacono e dal consigliere regionale dell’Anaao Nunzio Storace (da dx nella foto). La paventata chiusura del reparto malattie infettive al "Paternò-Arezzo" che sarà trasferito al "Maggiore" di Modica fa discutere. «Siano innanzitutto i cittadini- scrive Iacono- che vengono curati o mal-curati a decretare le strutture ed i reparti di eccellenza o i reparti dai quali «scappare». Nel caso specifico le malattie infettive di Ragusa rappresentano un reparto che si è sempre distinto in positivo e la conferma è sempre venuta dai dati statistici sul numero di ricoveri, sul peso medio, sul tasso di occupazione, sulla soddisfazione dei pazienti. E’ irrazionale - sostiene Iacono - scomporre ciò che funziona ed è grave attuarlo perché così continuando quando si arriverà ad aprire l’ospedale nuovo a Ragusa sarà un ospedale iper-declassato perché non bisogna dimenticare i posti letto già persi di medicina di gastroenterologia e di pneumologia. Sulla sanità è arrivato il momento di dire basta a tagli e scomposizioni di ciò che funziona. Il dipartimento di oncologia del "Paternò Arezzo" è stato ed è un riferimento che va oltre i confini stretti provinciali e regionali, ha assicurato ed assicura ai pazienti un percorso terapeutico-diagnostico integrato e completo. Ha visto negli anni anche l´impegno dei cittadini ragusani anche con l´acquisto e le donazioni di apparecchiature moderne e all´avanguardia come l´acceleratore lineare. Non si riesce quindi a comprendere quale disegno di "riqualificazione" della sanità vi sia in tutto questo smantellamento continuo e sistematico. Nel recentissimo passato – continua Iacono - si sono tagliati a Ragusa posti letto ed unità organizzative; penso a Medicina, Gastroenterologia e Pneumologia ed è di queste ore la ventilata ipotesi di chiusura di malattie infettive, psichiatria ed otorinolaringoiatria. Ogni ambito, qualora confermato, merita considerazioni che saranno svolte nelle sedi opportune a cominciare dal piano aziendale che tutti attendiamo di conoscere da parte della dirigenza dell´Asp 7 di Ragusa. Auspico pertanto - conclude Iacono - che si torni indietro su scelte sbagliate». Ma i giochi ormai sembrano fatti e d´altronde non si può accontentare proprio tutti.

"MAGGIORE" DI MODICA POTENZIATO, "REGINA MARGHERITA" DI COMISO NO PROFIT?
Psichiatria ed infettivologia avranno come riferimento l’ospedale «Maggiore» di Modica per eliminare i reparti doppioni, accorciare i tempi e le liste di attesa e rendere un servizio più aderente alle esigenze degli utenti. E’ la nuova sanità iblea annunciata dal manager dell’Asp 7 Maurizio Aricò. Modica farà quindi parte del polo ospedaliero ibleo, rinnovato e snellito, che vedrà il suo punto di riferimento in Ragusa con il nuovo monoblocco ospedaliero del «Giovanni Paolo II», e al quale si aggiungerà pure Vittoria con il «Guzzardi», che non sarà declassato, a cominciare dal fiore all’occhiello del reparto di ortopedia. Una nuova linea condivisa da tutti gli attori della sanità, a cominciare da primari e medici vari. Intanto qualche problema continua a registrarsi all’ospedale «Maggiore» di Modica, con tempi di attesa lunghi al pronto soccorso e altri disagi vari. Ma la situazione dovrebbe migliorare a breve.

Intanto la scorsa settimana il fondatore di Emergency Gino Strada ha visitato, insieme all´assessore regionale alla Salute Baldo Gucciardi, l´ospedale di Comiso «Regina Margherita». La sua idea è di farne un ospedale «no profit» gestito totalmente dalla sua organizzazione ed aperto a tutti, non solo ai migranti come si era ipotizzato in un primo momento. Gino Strada ha visitato la struttura ospedaliera, oltre che con Gucciardi, anche col presidente della commissione Sanità all´Ars, Pippo Digiacomo, col direttore generale dell´Asp 7, Maurizio Aricò e con il sindaco di Comiso, Filippo Spataro.

DA SCICLI SI ARRABBIANO: "NON DEPOTENZIATE IL NOSTRO OSPEDALE"
Ennesimo allarme per il futuro incerto dell’ospedale «Busacca» di Scicli: Bruno Lucenti e Antonello Firullo di Fratelli d’Italia denunciano difatti la chiusura del reparto di medicina, il ridimensionamento di chirurgia e la soppressione dei 4 posti letto in cardiologia. «Dove stanno i nostri deputati? E meno male - dicono i due portavoce – che i recenti incontri con i vertici dell’Asp 7 erano stati definiti molto positivi. Siamo indignati e se non otterremo risposte rassicuranti ed esaustive – conclude Fratelli d’Italia – siamo pronti a forme di protesa eclatanti per far valere il sacrosanto diritto alla salute degli utenti sciclitani».