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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 396
RAGUSA - 31/08/2015
Attualità - La notizia circola già da tempo

Rifiuti nucleari anche in territorio ibleo? E´ probabile

A paventare la circostanza è Gabriele Urzì, presidente del movimento SiAmo la Sicilia Foto Corrierediragusa.it

Ben 90 mila metri cubi di rifiuti nucleari italiani potrebbero arrivare presto in Sicilia. La notizia circola già da tempo. Ad ufficializzarla, in un comunicato, è Gabriele Urzì, presidente del movimento SiAmo la Sicilia. «Preoccupanti le indiscrezioni sulla possibilità che la Sicilia potrebbe essere scelta come sede per lo stoccaggio di rifiuti nucleari», dice Urzì. Che aggiunge: «Sembrerebbe che i Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente abbiano individuato un’ex miniera di salgemma nei pressi dei comuni di Agira, Leonforte e Nissoria, nell’Ennese». Ma indiscrezioni che circolano in questi giorni vorrebbero nuove discariche di rifiuti nucleari anche fra le province di Agrigento e Ragusa. Tutti i nodi dovrebbero essere sciolti tra qualche giorno ma intanto ad Agrigento sarebbe stato individuato un sito fra Porto Empedocle, Realmonte, Monteallegro. Nel Ragusano, sarebbero diversi i siti messi sott´occhio dal Ministero, anche se ancora non trapela nulla. Solo ad inizio settembre i ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente daranno il via libera alla pubblicazione della mappa delle zone idonee a ospitare il deposito nazionale delle scorie nucleari. Quel momento segnerà l’avvio della consultazione pubblica per la scelta definitiva del sito.

Dopo «No Mous», gli inceneritori e le trivelle lungo le coste del Mediterraneo, un´altra minaccia rischia di compromettere le attività turistiche, la salubrità dei luoghi di villeggiatura, il quieto vivere di ogni singolo cittadino. Numeri sconcertanti raccontano di come negli undici Comuni vicini alle miniere di Pasquasia e Bosco Palo il 43 per cento dei decessi avvenga a causa di tumore, quattro volte in più di quanto accade a Gela, che pure è appestata dagli anni Sessanta dalle ciminiere del Petrolchimico.

Un caso? «Grave poi - sottolinea sempre Urzì - che la Sogin (la società di Stato responsabile della dismissione degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi), di concerto con i Ministeri sopra citati, abbia lanciato una subdola campagna informativa in ordine al progetto in argomento, finalizzata a convincere gli italiani ad accettare il materiale tossico nel proprio giardino. Siamo all’assurdo - continua il presidente del movimento SiAmo la Sicilia - sembra la pubblicità del Mulino Bianco. Se questa sciagurata scelta dovesse realizzarsi, promoveremo un’azione forte in Sicilia. Occorre ergere barricate contro i governi, regionale e nazionale, che vorrebbero usare la Sicilia come una pattumiera e che non solo non investono sul territorio impedendo di produrre, ma vogliono persino inquinare il nostro suolo e mettere a repentaglio la nostra salute. Le miniere, casomai, vanno usate, insieme al turismo e all’agricoltura, per rilanciare l’economia siciliana, non per contenere rifiuti».

Dice Aurelio Angelini, docente di Sociologia del territorio e dell’ambiente all’Università di Palermo, considerato uno dei massimi esperti in materia di rifiuti: «In Sicilia dobbiamo fronteggiare due vere emergenze: gli affaristi che vogliono realizzare i due inceneritori e le trivelle nei nostri mari. Queste ultime non sono meno pericolose degli inceneritori di rifiuti. Anzi. Le trivelle autorizzate dal governo Renzi rischiano di compromettere i delicati equilibri del Mediterraneo. Avete idea di che cosa potrebbe succedere nel Mare Nostrum se si dovesse verificare un incidente in un pozzo di petrolio?


la pattumiera d italia
01/09/2015 | 7.59.14
franco

quando ci sono rifiuti...quando ci sono clandestini...la sicilia ha subito il primato e viene ricordata da tutti..............grazie RENZI DI QUESTO REGALO....TI ASPETTIAMO TUTTI ALLE ELEZIONI...ALMENO COSì TI ACCORGERAI CHE SEI SOLO UN POVERO SINDACO PRESTATO A PREMIER..........