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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:29 - Lettori online 894
RAGUSA - 28/08/2015
Attualità - Intanto è già polemica con Roma

Nuova legge acqua: ecco tutte le novità

La riforma tende a incentivare l’affidamento al gestore pubblico Foto Corrierediragusa.it

Il governo Crocetta ha di recente varato la nuova legge sull´acqua ma è già polemica con Roma. La riforma non piace infatti al governo nazionale che minaccia di commissariare la Sicilia anche per l´acqua così come per i rifiuti. L´istituzione di nove ambiti territoriali ottimali (Ato) anche per la gestione dell´acqua non piace a Roma perchè si crea una eccessiva frammentazione degli enti gestori ed inoltre prevede troppe penalizzazioni per i privati. Eppure la legge è stata salutata con grande enfasi dal governo e dallo stesso presidente della Regione perchè garantisce la gestione dell´acqua da parte di enti pubblici, Ato o comuni. Non cambia molto in modo sostanziale nella parte orientale dell´isola visto che in massima parte, come negli Iblei, l´acqua è gestita in proprio dai comuni, ma la legge porterà novità nei territori occidentali, il trapanese, il palermitano e l´agrigentino. Tra le norme introdotte dalla nuova legge spiccano quelle di "solidarietà" come la garanzia di un quantitativo "minimo vitale" di 50 litri al giorno per i cittadini morosi e un fondo di sostegno per il pagamento delle bollette delle famiglie meno abbienti.

L´acqua che non può essere utilizzata per fini alimentari avrà una tariffa scontata del 50%. Per quanto riguarda la gestione, la riforma tende a incentivare l´affidamento al gestore pubblico: innanzitutto è la stessa assemblea dell´Ato a scegliere il proprio modello gestionale, che comunque va individuato attraverso procedure di evidenza pubblica. In secondo luogo il ricorso a privati è possibile solo nel caso si dimostri più conveniente rispetto a quello pubblico. Scompaiono poi, rispetto al passato, le convenzioni pluridecennali: ogni affidamento potrà durare un periodo non superiore a nove anni.

In caso di interruzione del servizio per più di quattro giorni ad almeno il 2% del bacino, il gestore privato andrà incontro a una maxi-sanzione compresa fra i 100 e i 300 mila euro per ogni giorno di interruzione, e alla possibilità di risoluzione del contratto. La riforma garantisce gli attuali livelli occupazionali. La legge lascerà agli enti locali, associati o consorziati, la possibilità di affidare il servizio secondo le varie forme previste dalla normativa nazionale ed europea, ma lasciando l´acqua un bene pubblico e intoccabile.