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RAGUSA - 17/08/2015
Attualità - Segnalazioni sempre più numerose di marinai e pescatori

Mare "surriscaldato" ci porta pure i barracuda oceanici!

La presenza di questi pesci ha cambiato in modo radicale il bacino orientale del Mediterraneo Foto Corrierediragusa.it

Un esemplare di pesce luna, un marlin bianco, il barracuda oceanico, il pesce serra, il pesce balestra e la Ostreopsis Ovata, l’alga tossica «nemica» dei bagnanti. Tutte specie marine che non hanno mai abitato il mar Mediterraneo ma che, negli ultimi anni, hanno fatto capolino dentro le reti dei pescatori siciliani o magari sono state fotografate da qualche ricercatore marino. Specie marine che nuotano in acque tropicali, assai lontano dal Mare Nostrum. Eppure, sempre più frequenti sono le segnalazioni di marinai o semplici pescatori che avvistano pesci mai intravisti fra i flutti del Mediterraneo. Vengono anche chiamate specie lessepsiane, dal nome dell’imprenditore francese Ferdinand de Lesseps, a cui si deve la realizzazione del canale di Suez, corridoio di ingresso nel Mediterraneo di questi esemplari «alieni». Complice il riscaldamento globale che ha portato all’innalzamento di temperatura delle sue acque, il Mediterraneo ha cominciato a convivere con questi nuovi «inquilini», alcuni dei quali dalla forma assai strana. Oggi, nel Mediterraneo, ci sono almeno settecento specie tropicali che prima non c’erano.

La loro presenza ha cambiato in modo radicale il bacino orientale del Mediterraneo: sui mercati del pesce israeliani, per esempio, ci sono quasi soltanto specie tropicali. Le temperature, nel Mediterraneo, stanno diventando sempre più simili a quelle tropicali e, quindi, le specie tropicali si trovano bene. Mentre le specie mediterranee, adattate a climi più temperati, soffrono. I biologi marini sorridono quando gli scettici negano il riscaldamento globale. Ci sono settecento specie a dimostrarlo. E neppure una che dica no, passando dal Mediterraneo al Mar Rosso. Ora il Canale di Suez è stato raddoppiato. La porta di ingresso è diventata più larga e aumenta la possibilità che altre specie possano entrare. Come nel caso di alcune meduse. Ce ne sono diverse che ancora non sono arrivate da noi, ma che sono molto abbondanti in Mar Rosso.

Per non parlare, infine, degli squali. La testimonianza di qualche migrante africano, un mese fa, di uno scafista che gettava cadaveri in acqua al fine di allontanare gli squali non deve destare scalpore più di tanto. Gli squali fanno parte della fauna mediterranea, ma di certo desta stupore trovarli in Italia, visto che quando si parla di avvistamenti di squali si fa riferimento a luoghi come Mar Rosso, Australia o Florida, negli Stati Uniti.