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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:51 - Lettori online 283
RAGUSA - 14/08/2015
Attualità - La decisione entro fine mese

Botta e risposta su consorzio universitario a Ragusa

Dura a questo proposito la disamina dell’ex presidente Gianni Battaglia Foto Corrierediragusa.it

Il nodo università è arrivato al pettine. Entro la fine del mese amministrazione e consiglio comunale dovranno decidere se continuare a finanziare il Cui, Consorzio Universitario Ibleo, e mantenere dunque la presenza dei corsi universitari sul territorio. Il comune tuttavia dovrà sostenere da solo gli oneri della convenzione stipulata a suo tempo con l´Università di Catania visto che la ex Provincia si è tirata definitivamente fuori. Sia i consiglieri comunali di Forza Italia, Maurizio Tumino, Giuseppe Lo Destro e Giorgio Mirabella, sia l´ex presidente del Cui, Gianni Battaglia (foto), hanno posto con forza la questione e chiedono al sindaco e i parlamentari iblei di attivarsi perchè solo la Regione, come in qualche occasione ribadito dallo stesso presidente Rosario Crocetta, potrebbe venire in soccorso del comune con un contributo straordinario per finanziare, pur parzialmente, gli oneri della convenzione. L´ex presidente Gianni Battaglia ha messo in evidenza come a Trapani, Caltanissetta, Siracusa e Agrigento le ex province hanno deciso di continuare a sostenere i Consorzi mentre a Ragusa l´ex commissario Carmela Floreno ha optato per il recesso dalla partecipazione al Cui come socio creando così una falla che oggi appare difficile da arginare visto che l´ente garantiva quasi mezzo milione di euro l´anno.

Dura a questo proposito la disamina di Gianni Battaglia: "La strategia dei commissari straordinari della ex provincia, cinicamente suggerita e sostenuta dal cerchio magico dei suoi dirigenti, si è affermata, tra l’altro inutilmente, purtroppo,ancora una volta, nell’indifferenza, nell’incapacità, nella colpevole assenza di iniziativa, nell’ignavia di quanti parlamentari e sindacalisti avevano promesso e garantito attenzione, sostegno ed iniziativa per scongiurare quanto invece si è verificato. Non meno grave è il ruolo del governo ed in particolare dell’Assessore competente per non avere impedito che si determinasse tale grave disparità.

Non avere impedito, prima alla ex provincia, per debolezza, indifferenza, incapacità, il recesso e oggi non avere difeso una autentica «eccellenza» della nostra provincia, come invece altri e altrove hanno fatto e come anche in tante altre occasioni purtroppo non è avvenuto, mostra e rende evidente ed esplicito il giudizio negativo sul ruolo e sulla attività svolta da chi - conclude Battaglia - ha potere di rappresentanza, politica, parlamentare e sindacale". I consiglieri comunale di Forza Italia chiamano in causa il sindaco perchè si creino le condizioni in sede di bilancio, magari utilizzando parte delle royalties incassate dal comune, per assicurare un futuro all´università e ai trenta impiegati del Cui.

LE ACCUSE DI BATTAGLIA RISPEDITE AL MITTENTE
Secondo una nota diramata da palazzo di viale del Fante, già sede della ex provincia regionale di Ragusa, "Le dichiarazioni dell´ex vice presidente facente funzioni del Consorzio Universitario, Gianni Battaglia, sulla nuova legge d’istituzione dei Liberi Consorzi Comunali che infliggerebbe un colpo decisivo alle sorti del Consorzio Universitario Ibleo perché non lo salvaguarderebbe, a dispetto degli altri enti consortili universitari siciliani, risulta un attacco pretestuoso ad un Ente, quale la ex Provincia Regionale di Ragusa, che da anni ha sostenuto la presenza universitaria nel territorio ibleo con uno straordinario impegno finanziario nonché suona ingeneroso nei confronti degli ex commissari Giovanni Scarso e Carmela Floreno che hanno adottato liberamente atti amministrativi di salvaguardia dell´Ente che sono stati chiamati ad amministrare e assunti esclusivamente per motivi prettamente finanziari di sostenibilità della spesa, a fronte di un quadro finanziario incerto e tendenzialmente peggiorativo, sotto il profilo dei trasferimenti erariali ridotti e poi azzerati e trasformati in prelievo forzoso sotto forma di «contributo obbligatorio» nell´ultima legge di stabilità nazionale che porteranno l´Ente a dichiarare il dissesto nei prossimi mesi, se non interverranno fatti nuovi.

Solo sulla scorta di queste contingenze finanziarie, certe ed incontestabili, confermate anche dal collegio dei revisori dei conti - prosegue la nota - alla luce delle deliberazioni della Corte dei Conti Sicilia in materia di contenimento delle partecipazioni e nella consapevolezza di non poter sostenere, anche negli anni a venire, i trasferimenti richiesti dal Consorzio, si è proceduto alla delibera di recesso dal Cui. Cosi come va registrato il tentativo dell´attuale Commissario Straordinario Dario Cartabellotta, con una delibera d’indirizzo, di promuovere ogni utile azione atta a rivitalizzare il Consorzio Universitario avviando un’azione concertativa che avrebbe potuto giustificare - prosegue la nota - anche l’eventuale rivisitazione del ruolo dell’ex Provincia in seno allo stesso Consorzio Universitario".

"Dalla sequenza degli atti assunti - afferma il commissario Dario Cartabellotta - si evidenzia una strategia dei vari commissari sofferta perché consapevole della valenza del Consorzio Universitario e tuttavia «imposta» non da «cerchi magici" di sorta (quasi che ben tre commissari siano stati incapaci di propria autonoma capacità di valutazione dei dati istruttori richiesti e forniti dagli uffici, dal collegio dei revisori in occasione dei bilanci, delle deliberazioni della Corte dei Conti siciliana in materia di partecipazioni), ma dal «cappio» finanziario determinatosi per effetto dei tagli -soprattutto statali - che nel frattempo si sono aggravati e che tuttora permangono ed anzi ancora impediscono oggi a questo ente di adottare il bilancio di previsione annuale per il 2015 in quanto mancano ancora 5 milioni di euro per approvare un bilancio in pareggio da qui al 31 dicembre.

Le altre considerazioni di carattere strettamente politico rientrano nel quadro della normale dialettica ma non possono essere argomentate contro un Ente che lotta per la propria sopravvivenza e che si è mosso ispirandosi ai principi di legalità, efficacia, efficienza ed economicità al fine di garantire - conclude Cartabellotta - la salvaguardia degli equilibri di bilancio come la legge impone rigorosamente".

LE PROPOSTE DELLA CGIL
Sulla vicenda interviene il segretario generale della Cgil Giovanni Avola che "Pur condividendo l’amarezza, la rabbia e la reazione del senatore Gianni Battaglia sulle prospettive dell’università iblea alla luce della nuova legge sui Liberi Consorzi dei comuni, non comprende come si possano mettere nello stesso calderone le responsabilità dei commissari dell’ex provincia, dei parlamentari regionali e dei sindacalisti. Ci sono affermazioni gratuite ed ingenerose verso il sindacato e la Cgil ignorando quello che è successo negli ultimi due anni. La Cgil, congiuntamente alla Cisl e alla Uil - si legge nella nota - è stata alla testa di tutte le proteste e le iniziative politiche e sindacali che si sono messe in campo contro le scelte del commissario Floreno e i tatticismi di Cartabellotta. I dipendenti del Consorzio lo sanno e la pubblica opinione ne è a conoscenza. La Cgil inoltre aveva proposto la costituzione di un unico soggetto giuridico tra i cinque Consorzi universitari siciliani in capo alla Regione. Idea bocciata platealmente da chi vedeva nei Consorzi una piccola nicchia di potere.

Oggi - aggiunge Avola - ritengo tuttavia, e ne sono sorpreso che Battaglia non l’abbia fatto, che non ci può fermare alle dietrologie né alla denuncia ma occorre trovare la soluzione definitiva sulle prospettive del consorzio universitario e ciò è possibile tra le pieghe della nuova legge sui Liberi Consorzi e in quella precedente, legge 8 del 7 marzo 2014, data in cui l’ex provincia regionale era ancora socio, fermo restando gli esiti del ricorso pendente al TAR contro il recesso unilaterale dell’ex provincia socio fondatore. La Cgil propone una richiesta urgentissima di incontro al presidente della Regione Crocetta e all’Assessore competente per verificare tutte le possibili soluzioni amministrative regionali per equiparare il nostro Consorzio Universitario a quello di Trapani, Caltanissetta, Agrigento, Siracusa. E poi ancora la immediata convocazione da parte del sindaco di Ragusa, Piccitto, dell’assemblea dei dodici sindaci per accertare la reale disponibilità dei comuni a sostegno del Consorzio. Tra le verifiche di disponibilità è fondamentale perché il costituendo libero consorzio dei dodici comuni, può comunque - chiude Avola - chiedere il reingresso nel Consorzio.