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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 913
RAGUSA - 07/08/2015
Attualità - Il caso continua a destare più di una perplessità

Giuffrè ci ripensa e donerà i 2 milioni. E Aricò?

Che dietro a questa vicenda si celi qualcos’altro? Foto Corrierediragusa.it

Una tempesta in un bicchiere d´acqua. Alla fine una stretta di mano, una pacca sulle spalle e la promessa di rivedersi. Pippo Giuffrè se ne ritorna in America, via Germania, con l´impegno di convincere il consiglio dell´associazione "Figli di Ragusa" a confermare la donazione di due milioni di dollari a favore dell´Asp 7 nonostante lo "sgarbo" ricevuto. Gli immancabili politici di turno sono usciti con tanto di squilli di tromba per avere favorito il "rinsavimento" del tycoon ibleo-americano e il manager dell´Asp 7 di Ragusa Maurizio Aricò si dovrà invece sottoporre ad un viaggio in quel di Palermo per giustificare dinanzi alla commissione sanità all´Ars il suo comportamento nei confronti dell´illustre benefattore d´oltreoceano del quale erano stati messi in pericolo i due milioni di dollari di donazione a causa di un attesa prolungata e di una sala non arieggiata per bene che hanno infastidito oltremodo Pippo Giuffrè che è sbuffato al colmo della collera: "Neanche quando andavo a parlare con Ronald Reagan ho atteso tanto".

A giudicare il direttore generale dell´Asp si ergeranno i componenti della commissione Sanità dell´Ars, giudici non proprio irreprensibili in quanto a correttezza di comportamenti quando siedono da parlamentari sugli scranni di Sala d´Ercole. Fatto sta che i due milioni che si erano "volatizzati" rientreranno dalla finestra in direzione Ragusa, anche se non si sa ancora quando, perchè il cuore dei "Figli di Ragusa" batte per la città dei loro avi. Per due giorni il caso Aricò-Giuffrè ha tenuto banco, ha scatenato la curiosità e l´attenzione dei media nazionali. Pippo Giuffrè ha prima sfoderato la grinta dei giorni migliori dicendo e ribadendo a più riprese il suo no all´atto di beneficenza annunciato, poi è tornato sui propri passi, seppure con tempi più lunghi.

In ogni caso la gestione della sanità iblea (che piaccia o meno) e il suo stato di benessere non possono di certo essere giudicati dal caso innescato da Giuffrè. Maurizio Aricò dovrà dare ben altre risposte nel metodo della sua gestione e nel merito degli atti da lui adottati fin qui, anche se due milioni di dollari non sono di certo bruscolini, e forse segneranno la sua carriera.

Qualcuno comunque pare abbia montato ad hoc un caso fin troppo ingigantito e che lascia più di una perplessità, se lo si analizza in fondo dalla genesi all´epilogo, senza animosità o condizionamenti di sorta. Che dietro a questa vicenda si celi qualcos´altro? E´ una domanda come un´altra, semplice e legittima. A qualcun altro, invece, l´onere di fornire una risposta.

QUELLA ANTICAMERA DAI TEMPI DUBBI E DALLA POLEMICA CERTA
Anticamera troppo "lunga" (appena 10 - 12 minuti secondo l´Asp, circa mezz´ora a detta del mancato donatore), di certo una sala d´attesa troppo calda e una punta di insofferenza. Si sono "volatilizzati" così due milioni di dollari (al cambio attuale circa un milione 842 mila euro) per l´azienda ospedaliera di Ragusa, l´Asp 7, ovvero a beneficio dell´intera collettività ragusana. Con quei soldi ci si dovevano acquistare apparecchiature mediche da destinare al nuovo ospedale "Giovanni Paolo II". E invece niente. Tutto questo perchè il "tycoon" di origini ragusane Pippo Giuffrè ha ritenuto eccessiva una breve attesa chiesta gentilmente dal direttore generale dell´Asp 7 Maurizio Aricò in persona nella sede di piazza Igea. Il caso, che presenta connotazioni a dir poco strane, ha assunto anche risvolti politici perchè la deputata M5S Vanessa Ferreri ha chiesto la convocazione urgente di Aricò davanti alla commissione sanità dell´Ars, perchè chiarisca la vicenda. Pippo Giuffrè è magnate americano, con diversificate attività tra cui quella delle concessionarie automobilistiche, ma ragusano d´origine. E´ rimasto legato alla sua terra natia tanto che non manca mai, tra un salto nelle sue ville in Florida e nel Vermont, di ritornare a casa per riabbracciare parenti e familiari. Stavolta Giuffrè si è proprio scocciato, abituato com´è a dare ordini ai suoi collaboratori e alle sue segretarie, ha girato i tacchi insieme al suo avvocato e se ne è andato al mare nella sua bella villa di Marina di Ragusa.

A Maurizio Aricò non è rimasto altro che il rammarico e una punta di sorpresa, e anche per questo il direttore generale del´Asp si auto assolve: "Li ho accolti e fatti accomodare nella sala d’attesa, aspettando che arrivasse il legale dell’Asp Danilo Vallone che si trovava in tribunale, circa 700 metri di distanza, dal momento che anche Giuffrè era accompagnato dal suo avvocato Michele Sbezzi. Il tempo che l´avvocato Vallone arrivasse in sede, non più di 10-12 minuti, e loro erano spariti senza dire nulla. Non sono neppure riuscito a rintracciarli". Servirà ora tanta diplomazia per recuperare il rapporto con Pippo Giuffrè, ammesso che voglia ancora essere così munifico nei confronti dell´Asp.

Giuffrè aveva chiesto l´incontro con il direttore generale nella sua qualità di ambasciatore dell´associazione "Figli di Ragusa" con sede a Brooklyn. L´associazione ha deciso di liberarsi del palazzetto dove è ospitata da decenni la sede che è stata punto di riferimento per i tanti iblei di stanza a New York. Il ricavato, circa due milioni di dollari, era stato devoluto a favore dell´Asp 7 di Ragusa per migliorare servizi e arricchire la dotazione di strumenti diagnostici, come accennato in primis a beneficio del nuovo monoblocco ospedaliero che dovrebbe diventare operativo nel 2017. Ecco il senso della visita di Pippo Giuffrè che era stato preceduto qualche mese fa dal suo avvocato per mettere a punto l´operazione donazione.

Lunedì scorso si doveva quindi tenere l´incontro per apporre la firma e formalizzare la donazione, necessariamente alla presenza degli avvocati delle due parti interessate, ma non è stato così per 10 (dieci) minuti di anticamera. Questa la versione dell´avvocato Sbezzi: "Siamo stati fatti accomodare in una sala d’attesa rovente e abbiamo atteso per circa mezz´ora finché il signor Giuffrè non si é seccato e ha deciso di andare via. A quanto ha detto a caldo non ha più intenzione di donare la cifra all’Asp, salvo ripensamenti. Ma sono certo che questa cifra a Ragusa arriverà, magari in altre forme".

Diversa e molto meno "traumatica", come accennato, la versione fornitaci dai vertici Asp che hanno evidenziato la disponibilità di tutti nei confronti dell´illustre ospite, pur con il disguido di un lievissimo (e perdonabile) ritardo, peraltro dovuto a motivi professionali per conto dell´azienda da parte dell´avvocato Vallone, che, non appena ricevuta la telefonata dai vertici Asp, ha mollato subito ciò che stava facendo in tribunale per raggiungere subito la sede di piazza Igea dove attendeva Giuffrè. Il tempo materiale di recarsi dal tribunale di via Natalelli alla vicina sede Asp. Minuti di troppo, secondo il magnate e il suo legale, il tempo minimo ragionevole per organizzarsi, secondo l´Asp 7.

In ogni caso una sorta di incidente diplomatico che potrebbe costare parecchio al pur inappuntabile e formale direttore generale dell´Asp che si è visto passare sotto il naso una donazione che avrebbe potuto far molto comodo all´azienda e, a cascata, a tutti i cittadini. Piuttosto che convocazioni e interrogazioni parlamentari basterebbe a questo punto solo un pizzico di buon senso, sbollire la rabbia e delle scuse formali, magari attorno ad un tavolo ben imbandito, per chiudere l´incidente e rendere un servigio a un´intera comunità.

Ad ogni modo l´azienda ospedaliera (anche con un comunicato ufficiale che sarà diramato nelle prossime ore) intende chiarire l´accaduto e così farà nelle opportune sedi, perché da piazza Igea fanno sapere che questo atteggiamento è quantomeno discutibile, a fronte della massima disponibilità del manager Aricò che aveva chiesto qualche minuto di pazienza il tempo che finisse di sbrigare una faccenda e nelle more che arrivasse il legale dell´azienda. Ma il magnate e il suo legale se ne sono andati di punto in bianco senza dire niente a nessuno. Di fatto, quando l´avvocato Vallone è arrivato, ha trovato solo il manager Aricò che cascava dalle nuvole.

In ogni caso qualcuno ha forse avuto troppa fretta nel dare giudizi senza aver sentito per bene entrambe le parti interessate, creando l´incidente diplomatico che rischia di sfociare nel caso politico. Ma, se lo si vuole davvero, il buonsenso trionfa sempre, anche perchè in caso contrario, a rimetterci, sarebbe solo la collettività per quello che in fondo può essere bollato solo come un banale equivoco.


IL BUCO E IL RAMMENDO
07/08/2015 | 10.56.42
scarpantibus

Aspetto il comunicato ufficiale. Vogliamo scommettere che il rammendo sarà peggio del buco?


Educazione, signori educazione !!
06/08/2015 | 22.56.12
Max

Qualunque sia la versione corretta e qualunque sia la cifra offerta, anche "solo" 10.000 dollari, il "donatore" lo fai accomodare SUBITO e magari l´avvocato dell´azienda lo attendete insieme, no ?.
Questi dirigenti sono la nostra rovina, vincono un concorso e si sentono padroni del mondo...


a casa
06/08/2015 | 18.13.52
aldo iacono

Ma lo vogliamo mandare a casa questo emerito........?


Caproni
05/08/2015 | 23.18.25
salvo

I ragusani non meritano una sanità così scadente costretti a farsi curare fuori regione per incapacità di attrarre bravi medici, ma con la solita logica ragusana di sistemare le capre! Noi ragusani meritiamo di meglio. Ci sono tanti medici siciliani sparsi per il mondo, mandiamo a casa le capre e prendiamoci i capaci e i meritevoli


Dimissioni
05/08/2015 | 22.15.01
Guy

Si dimetta subito e faccia un favore a questa comunita´.