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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 826
RAGUSA - 01/08/2015
Attualità - Il Tar Sicilia, sezione staccata di Catania, ha respinto in toto il ricorso

Ragusa batte Donnafugata resort sul caso Randello

E’ arrivata la sentenza che conferma pienamente la correttezza dell’operato del Comune Foto Corrierediragusa.it

Su Randello (foto) il comune di Ragusa ha adottato procedure corrette come confermato dai giudici amministrativi e a ridosso della spiaggia non possono essere insediate strutture al servizio dei bagnanti. Il Tar Sicilia, sezione staccata di Catania, ha difatti respinto in toto il ricorso proposto dalla società Donnafugata Resort Srl contro Palazzo dell’Aquila che, nella scorsa estate, aveva bloccato con un’ordinanza di sospensione i lavori di realizzazione di un chiosco su demanio marittimo nell’area di Randello e, successivamente, aveva emesso un provvedimento di diniego per la costruzione di una struttura balneare ricadente anche su demanio forestale, comprensiva di servizi igienici, tettoia, spogliatoi e locali deposito. L’area in questione è peraltro inserita in zona Sic, ossia sito di interesse comunitario, a ridosso di un parco appartenente al demanio forestale regionale e su cui insiste un vincolo di tutela di livello tre. A rappresentare il Comune dinanzi al Tar è stato l’avvocato Sergio Boncoraglio. Nel ricorso, presentato l’8 agosto dello scorso anno, la società chiedeva non solo di annullare quella determina, ma anche un risarcimento. Un milione di euro per danni non patrimoniali, una sorta di risarcimento per danni all’immagine che sarebbero potuti derivare da quella richiesta del Comune. Ora arriva la sentenza che conferma pienamente la correttezza dell’operato del Comune, che ovviamente non dovrà pagare un euro.

L’area in questione è peraltro inserita in zona Sic (sito di interesse comunitario) a ridosso di un parco appartenente al demanio forestale regionale e su cui insiste un vincolo di tutela di livello tre. Anche i residenti e i frequentatori dello "spiaggione" di randello avevano protestato e sollevato il caso sollecitando l´amministrazione a farsi carico del problema per non snaturare l´identità e la valenza ambientale della spiaggia. La sentenza del Tar mette la parola fine alla vicenda ed è stata accolta con estrema soddisfazione dl comitato che lo scorso anno si era costituito.

La querelle Randello, scoppiata lo scorso anno, e che ha portato anche a un intervento disposto dalla Procura, tiene banco anche quest’anno. Il Comitato Randello Libera ha annunciato una diffida al dirigente della Forestale in merito alla questione «dei diritti d’uso del Demanio Forestale di Randello al fine di svolgere l’attività di stabilimento balneare».