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RAGUSA - 24/07/2008
Attualità - Ragusa - Per la tutela e la valorizzazione del patrimonio immobiliare

Piano del colore: consegnato
lo studio preliminare

Accelerato anche l’inter dei piano particolareggiato centri storici Foto Corrierediragusa.it

Consegnato al comune, da parte del Dipartimento di Architettura ed Urbanistica della Facoltà di Ingegneria dell´Università degli Studi di Catania, lo studio preliminare del Piano del Colore, importante strumento di cui l´amministrazione Comunale si sta dotando, grazie ad una convenzione stipulata con l´Ateneo catanese e la società del Gruppo Boero Brand Attiva di Genova.

A ricevere l´importante studio, che costituisce certamente la parte propedeutica alla definizione complessiva del Piano del Colore, è stato il sindaco Nello Dipasquale, che ha ricevuto il responsabile scientifico del progetto, il professore Umberto Rodonò del Dipartimento di Architettura ed Urbanistica dell´Università di Catania, accompagnato da gruppo di lavoro Formato dagli ingegneri Rossella Caponetto, Salvatore Secondo, Giuseppe Luciano, Alessandro la Licata, Eliana Schembari e dalla rappresentante marketing del Gruppo Boero Brand Attiva, Architetto Francesca Salvetti.

«Il Piano del Colore ? ha affermato il Sindaco Dipasquale nel corso dell´incontro - costituirà un ausilio fondamentale all´opera di amministratori e progettisti impegnati nelle opere di valorizzazione e tutela del patrimonio immobiliare».

Il professore Rodonò ha sottolineato il fatto che il «Piano del Colore» non va visto soltanto come schema o compendio da utilizzare per la definizione delle cromie, ovvero destinato unicamente al controllo e all’armonizzazione degli interventi sulle cortine degli edifici, ma deve essere considerato come strumento per i tecnici ed i professionisti locali che consenta di individuare le modalità di approccio e le più corrette soluzioni tecniche di intervento sulle facciate iblee».

«Compito del gruppo di ricerca del Dipartimento Architettura ed Urbanistica ? si legge nella relazione introduttiva dello studio preliminare fornito al Comune - è quello di fornire all’Amministrazione Comunale di Ragusa gli strumenti per la redazione del piano e riguarderà solo l’edilizia cosiddetta «minore», escludendo gli edifici di particolare pregio storico-architettonico che, per le loro peculiarità, richiedono specifici progetti di intervento.

L’area di indagine dello studio ha presentato una particolarità per il fatto che il Comune di Ragusa comprende due diversi centri storici, uno di matrice più antica, Ragusa Ibla, stretto tra due valloni, ed uno più recente, Ragusa Superiore. Il primo nucleo è impostato su un impianto medioevale al quale si è sovrapposta la ricostruzione settecentesca (post sisma del 1693). Ne risulta un curioso quanto suggestivo effetto di contrasto interno caratterizzato dai vicoli stretti e tortuosi, da pittoresche scalinate e sontuose facciate di chiese e palazzi barocchi.

Il secondo nucleo, Ragusa Superiore, pianificato dopo il terremoto del 1693, segue uno schema a scacchiera con lunghe strade parallele qualificate da maestose fronti di palazzi tardobarocchi e culminanti in prospettive scenografiche. I caratteri tipologici e cromatici delle facciate dei due centri sono dunque assai differenti fra loro».

«Prima di iniziare l’indagine conoscitiva sul campo - si legge ancora nella relazione tecnica del gruppo di lavoro - si è proceduto ad una ricerca storico-archivistica mirata al reperimento di informazioni sui materiali tradizionalmente utilizzati e sulle modalità di esecuzione delle finiture di facciata. Utili informazioni sono state ricavate dagli archivi del Distretto Minerario all’interno del quale sono stati rinvenuti documenti sui tipi di lapidei presenti nel territorio ibleo, sulle loro caratteristiche e sulle modalità di coltivazione in cava.

Purtroppo nulla è stato ricavato dalla bibliografia corrente che non si è mai occupata del tema degli intonaci, delle dipinture e dell’apparecchiatura lapidea delle cortine iblee. Molte notizie sono state attinte direttamente dalle maestranze e dai tecnici locali, spesso unici depositari della conoscenza della tradizione costruttiva. Le informazioni sui materiali delle cortine iblee sono state fornite da fonti orali, che gentilmente hanno messo a nostra disposizione la loro conoscenza in merito, nelle figure specifiche dell’arch. Adriana Vindigni, dell’arch. Giorgio Battaglia, dell’arch. Carmelo Criscione e da Gianni Leggio, specialista di finiture, per gli intonaci e per il materiale lapideo di facciata per il capoluogo ibleo».

«E´ stata condotta un’indagine conoscitiva degli edifici ricadenti all’interno di un’area pilota costituita da 12 comparti (di cui 6 ricadenti in area UNESCO). Tale indagine è stata condotta attraverso la compilazione di schede sinottiche di rilevamento (compilate in situ) contenenti informazioni (oltre che sull’edificio, sulla sua ubicazione e sulla presunta epoca di costruzione) sulle caratteristiche e sullo stato di conservazione di: intonaci, apparecchiatura lapidea di facciata, infissi e parti metalliche. E’ stata inoltre evidenziata la presenza di eventuali targhe, iscrizioni, cavi, tubazioni, apparecchi di illuminazione, insegne, vetrine presenti nelle facciate. Inoltre per ogni edificio sono state rilevate le tipologie di facciata (totalmente intonacate, con intonaco e finta pietra, con intonaco e pietra naturale)».

Per definire le linee guida del Piano del Colore di Ragusa sono stati sintetizzati alcuni criteri di scelta delle cromie, desunti attraverso un’analisi critica delle esperienze relative ai piani del colore redatti in altre città. Le Norme Tecniche di Attuazione saranno redatte dall’Ufficio Centri Storici.

Intanto il sindaco Dipasquale ha impresso una forte accelerazione anche all´iter di realizzazione del piano particolareggiato dei centri storici, inviando tutta la documentazione ai competenti uffici di Palermo. A beneficiare dei progetti sarà in particolar modo Ragusa Superiore, che sarà notevolmente abbellita.