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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 954
RAGUSA - 31/07/2015
Attualità - Lo chiedono gli ordini professionali all’ammministrazionee

Più flessibilità per costruzioni in verde agricolo

"Il diritto a edificare in zona agricola non è riservato a nessuno purché si rispettino e si osservino le regole urbanistiche, che sono, tra l’altro, quelle dettate dal Piano paesaggistico e da tutto ciò che ne deriva» Foto Corrierediragusa.it

Gli ordini professionali suggeriscono all´amministrazione alcune linee guida per le costruzioni in verde agricolo. Ingegneri, architetti, geologi, geometri hanno apportato alcune modifiche rispetto a quelle attualmente in vigore, che Stefania Campo, presente all´incontro, ha recepito e sottoporrà all´attenzione della giunta che nella delibera adottata a suo tempo ha sancito che il diritto a costruire in verde agricolo è riservato semplicemente ai conduttori a titolo principale del fondo agricolo. I firmatari del documento congiunto stilato a termine della riunione hanno rilevato che: "Sia la giurisprudenza urbanistica sia l’assessorato regionale Territorio e ambiente hanno fornito un orientamento completamente diverso. La stessa cosa è avvalorata da un articolato contributo offerto dalla Consulta regionale degli ingegneri che va in tutt’altra direzione. Il diritto a edificare in zona agricola non è riservato a nessuno purché si rispettino e si osservino le regole urbanistiche, che sono, tra l’altro, quelle dettate dal Piano paesaggistico e da tutto ciò che ne deriva».

Un’altra proposta entra nel merito e riguarda l’estensione dei lotti minimi. «Perché in questo momento – è stato spiegato – non esiste un lotto minimo, anche chi possiede mille metri quadrati potrebbe presentare un progetto con l’Amministrazione che si troverebbe in difficoltà se approvarlo o meno. Allora, mentre l’Amministrazione comunale propone un lotto minimo di 20mila metri quadrati in zone non tutelate e 30mila in zone tutelate da Piano paesaggistico, noi proponiamo di abbassare questo limite a diecimila nelle zone non tutelate e a 20mila in quelle tutelate. Ma l’aspetto che riteniamo più importante ha a che vedere con una serie di regole sulle qualità architettoniche delle costruzioni sia a destinazione residenziale sia a destinazione aziendale che secondo noi forniscono il valore aggiunto al mantenimento del decoro della campagna. Perché una campagna abbandonata non fa onore a nessuno, non ci rende presentabili. Pensiamo che si possa contribuire a realizzare delle costruzioni in verde agricolo in maniera dignitosa e a tenere in buona sostanza in ordine il territorio".