Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 836
RAGUSA - 16/07/2015
Attualità - Non più morti bianche, ma qualcosa di molto più grave

Cgil su tutele e diritti familiari vittime sul lavoro

I partecipanti hanno affrontato un tema delicato e scottante Foto Corrierediragusa.it

Questo convegno sulle tutele e diritti a favore dei familiari vittime del lavoro è solo l’inizio, un punto di partenza che fa prendere coscienza alle istituzioni e informa i beneficiari delle leggi. E’ il succo dell’introduzione di Paolo Aquila (foto), dirigente Cgil e organizzatore dell’incontro che si è tenuto al Palazzo della Cultura di Modica, alla presenza dell’assessore regionale al Lavoro Bruno Caruso, giunto proprio alla fine delle performance recitativa dell’attore Enzo Ruta in memoria di Carmelo Portabene (in sala presenti i familiari), ultima vittima del lavoro in provincia, precipitato dal 4° piano di uno stabile a Comiso mentre riparava un elevatore. E partendo da questo dramma, che i presenti non vogliono chiamare «morte bianca» ma omicidio a tutti gli effetti, i dati siciliani e ragusani forniti dalla Fillea non sono per nulla incoraggianti. Anno di riferimento 2014: in Sicilia ci sono stati 65 incidenti mortali sul lavoro, secondo la proiezione elaborata dall’Osservatorio sicurezza sul lavoro di Vega Engineering. La Sicilia è seconda, dopo la Puglia, fra le regioni del sud per numero di morti sul lavoro. Su scala nazionale, invece, siamo quinti dopo Lombardia, Emilia Romagna, Puglia e Piemonte. La provincia siciliana con più morti è quella di Palermo, 14 decessi; Ragusa per fortuna nel 2014 è ultima con 3 morti dopo Messina, Catania, Caltanissetta, Enna, Trapani e Agrigento.

I partecipanti hanno affrontato un tema delicato e scottante, perché si parla di vite umane spezzate durante il lavoro che tanto hanno faticato per trovarlo. Dal ricco cartellone di invitati al convegno mancavano solo Mariella Lo Bello, vice presidente della Regione, e Anna Rosa Corsello, dirigente regionale, la deus ex machina del comparto Lavoro e Formazione professionale.

Poi c’erano tutti, l’assessore Bruno Caruso, Paolo Amenta, vice presidente Anci Sicilia, Michele Pagliaro, segretario generale Cgil Sicilia, Walter Schiavella, segretario nazionale Fillea, Federico Scirpa, esperto di diritto del lavoro, Franco Tarantino, segretario regionale Fillea, Giovanni Vindigni, direttore provinciale del Centro per l’impiego. Ha moderato i lavori il giornalista Angelo Di Natale. Federico Scirpa ha spiegato i contenuti normativi della materia, per dire che le leggi di tutele e diritti ci sono, basta solo conoscerle per attuarle. Sulla stessa lunghezza d’onde l’assessore Caruso: «La legge che abbiamo è una delle più alte a livello morale e civile nei confronti di chi ha perso un familiare lavorando. Purtroppo in Italia si legifera bene, ma poi le difficoltà finanziarie bloccano l’efficacia della legge».

L’inedito svelato da Caruso in questo convegno, è che dal mese di settembre dovrebbe costituirsi l’Ispettorato generale del Lavoro che dovrebbe raggruppare gli ispettori che attualmente fanno capo al direttore Giovanni Vindigni, quelli dell’Inps e quelli dell’Inail. Un unico corpo per vigilare sull’applicazione delle leggi che mirano a prevenire gli infortuni. E in più, obbligare le imprese ad attingere alla legge 68/99, ovvero quella del collocamento dei familiari delle vittime e disabili nel mondo del lavoro attraverso una corsia preferenziale. Un piccolo dettaglio da chiarire: dove andranno a confluire gli attuali ispettori inseriti negli organici dell’Inps e dell’Inail?