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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 847
RAGUSA - 20/07/2008
Attualità - Un panorama desolante nella provincia iblea a causa della crisi

I villeggianti tirano la cinghia ma nei locali si gonfiano i prezzi

Il caso più eclatante a Pozzallo: un salatissimo conto di 30 euro per 4 brioches con latte di mandorla e 2 coppe di gelato Foto Corrierediragusa.it

Bilancio in chiaroscuro della stagione turistica nella città di Pozzallo. Molti gli appartamenti «sfitti», prezzi esorbitanti per ristorarsi, l’unica nota positiva è rappresentata dai B&B (bed and breakfast).

Da Raganzino al lungomare Pietrenere, dal quartiere San Paolo fino allo Scaro, è un solo grido: appartamenti sfitti ovunque. Si ritrovano con le tasche vuote sia gli agenti immobiliari sia i proprietari di case e villini. I prezzi sono alti e i servizi non sempre impeccabili. Quest’anno, complice l’euro mangiarisparmi, i turisti che soggiornano a Pozzallo sembrano aver deciso di rinunciare all’affitto, anche solo per pochi giorni. Per un bilocale con bagno, in zona Raganzino, un turista francese, con famiglia, si è visto dire in faccia 1.500 euro per una settimana. Il francese, capita l’antifona, ha declinato l’offerta non proprio «vantaggiosa». Ma sono tantissimi i casi, quest’estate, dove il cartello «affittasi nei mesi estivi» è rimasto incollato all’uscio delle porte delle «case estive».

Pozzallo, la «Rimini del Sud», come recitava un vecchio adagio, quest’anno, poi, tocca il fondo (tranne qualche dovuta eccezione) per quanto riguarda i prezzi di ristorazione. Non è accettabile che molti esercenti di bar e pizzerie abbiano sensibilmente ritoccato verso l’alto i prezzi delle portate, arrivata l’estate. Dove si mangiava, in primavera, la pizza «margherita» spendendo tre euro, adesso la si può pagare anche un euro in più (con ovvio rialzo di tutte le altre pizze, maggiorate di due o tre euro).

Un «vizietto» che diversi ristoratori hanno da qualche anno a questa parte, noncuranti che, fra i clienti abituali, vi sono anche i pozzallesi che, conoscendo usi e abitudini di taluni esercenti, rinunciano a comprare. Per non parlare, poi, dei «pubs» e dei locali pubblici che, a Pozzallo, se ne contano diversi.

Una notizia che ha dell’incredibile, di qualche giorno fa, rende l’idea di quello che sta accadendo a Pozzallo: 30 euro per quattro brioches, quattro bicchieri di latte di mandorla e due coppe di gelato più servizio al tavolo. Un conto «salatissimo» ed alquanto indigesto che ha fatto infuriare i malcapitati clienti. Morale della favola, pare che gli stessi clienti siano dovuti andare presso la caserma delle Fiamme Gialle di Pozzallo per denunciare quanto successo.

L’unico «boom» riguarda i «Bed and Breakfast», i soli che hanno prezzi vantaggiosi (rispetto alla «caterva» di soldi chiesti dagli affittuari di appartamenti) e trasparenti, anche per chi vuole trascorrere una sola giornata (e sono in molti) nella città che ha dato i natali a Giorgio La Pira.

Luciano Susino, presidente della ProLoco di Pozzallo, impegnato nella realizzazione della 41. Sagra del Pesce, parla di "scommessa vinta ? dichiara Susino - anche quest’anno per il numero di presenze turistiche nella città di Pozzallo. Lo testimonia il fatto che ogni struttura ricettiva ha prenotazioni fino alla fine di settembre, segno che si sta lavorando alacremente affinchè Pozzallo sia la «regina», come lo è stata anche negli anni passati, del turismo ibleo e non solo.

I prezzi? ? vero, alcuni, pochi a dir la verità, speculano. Basti pensare che la colazione, e lo dico per esperienza personale, a Modica, è inferiore, come prezzo, rispetto alla città di Pozzallo. Bisogna capire ? conclude Susino ? che, se si salassa il turista, lo stesso difficilmente ritornerà l’anno prossimo. Sono già cari i costi di viaggio, albergo, e quant’altro che togliere altri soldi dalla tasca del turista risulta essere deleterio per tutto il comparto turistico pozzallese. E con l’euro che non da tregua, i turisti, per i prossimi anni, non dobbiamo «spremerli», ma «coccolarli» con una politica dei prezzi oculata".


A MARINA DI RAGUSA UNA STAGIONE COSI´ "MAGRA" NON SI ERA MAI VISTA
di Laura Incremona


Un’ estate così, non si era mai vista. Sembra davvero un lamento unanime, da Scoglitti a Pozzallo, attraverso tutte le località marittime e balneari. La signora Franca P. gestisce un panificio nel litorale tra Kaucana e Casuzze, ( comune di Santa Croce) ed ha dichiarato : « aspettiamo dieci mesi per potere guadagnare qualcosa tra luglio ed agosto, ma quest’anno, siamo già a luglio inoltrato, non abbiamo ancora guadagnato praticamente niente. Non c’è nessuno, la gente viene al mare e dopo ritorna in città anziche restare e magari consumare qualcosa in queste zone.»

Antonio R. gestisce un esercizio commerciale a Marina di Ragusa: « siamo veramente alla frutta. Si guadagna poco e quel poco se va tra tasse, tratte da pagare e quest’anno non ho potuto assumere personale perché gli incassi non lo consentono.» Ma il problema investe ancora di più i locali di ristorazione. Gianni G. ha un ristorante pizzeria: « noi abbiamo le nostre spese da gestire perché il costo della vita aumenta per tutti, ma noto con preoccupazione che ormai è diventato difficile per una famiglia di 4 persone, mangiare una pizza nel fine settimana. Di giorno c’è movimento al mare, la gente viene per scendere in spiaggia, ma non resta tutto il giorno e non consuma. La sera i nostri locali sono quasi vuoti.»

Preoccupazione anche per i locatari di case che già da qualche anno vanno incontro a problemi nell’affittare le abitazioni marittime. Quest’anno in particolare le case sono quasi tutte sfitte. Abbiamo chiesto quanto si paga per un mese, e qualcuno ci ha risposto che una casa ben tenuta ed a poche centinaia di metri sul mare, non può essere pagata meno di 2.500 euro per un mese.

Ma la gente dov’è? ? in città. Soprattutto i lavoratori autonomi, i commercianti, gli imprenditori ed altre categorie che non hanno stipendio fisso, staccheranno la spina solo la settimana di ferragosto. « e chi si può mantenere più di 7 giorni di ferie? « lo afferma Angela, estetista. «Una volta era possibile magari affittare una casa al mare per tutto il mese, e fare su e giù dalla città, lavorando solo mezza giornata. Ma quest’anno in particolare non ci si può permettere di lavorare solo di mattina ed è proibitivo fare il pieno di benzina ogni tre giorni. Figuriamoci poi affittare una casa".

Infine abbiamo raccolto anche le dichiarazioni del signor Gabriele, gestore di una pompa di benzina in zona marittima: « gestisco questa pompa da circa 20 anni, e abitualmente, cominciando da luglio, ero oberato dal lavoro. Macchine, moto e benzina per i motoscafi. Ora con questi prezzi, anche coloro che posseggono barche a motore, razionalizzano le uscite in mare perché un pieno costa circa 40 euro, e nessuno si può più permettere un pieno al giorno. Lavoriamo molto poco e guadagnamo ancora meno. Ormai è difficile mettere da parte qualcosa in estate, per fronteggiare i mesi invernali.»

Insomma c’è una evidente regressione economica che , a detta di tutti, sta raggiungendo livelli di guardia da non sottovalutare.


A MARINA DI MODICA ABBONDANO LE CASE CHIUSE CON I CARTELLI "AFFITTASI"

Case chiuse a Marina di Modica. Non si tratta di quelle d’appuntamento messe a riposo dalla celeberrima legge Merlin, ma delle abitazioni sulle quali campeggiano gli avvisi «locasi» per questa estate 2008. Mai come quest’anno, a luglio inoltrato, si è registrata una disponibilità così alta di case nella frazione. Anche questo è un segno evidente dei tempi che cambiano, in negativo.

Tutti tirano la cinghia e si lesina necessariamente anche sulle vacanze. I locatari hanno sceso di parecchio gli esosi prezzi che, ad esempio, si registravano fino a un paio d’anni fa, quando per un mese di villeggiatura in una casa arredata e dotata di tutti i comfort occorrevano non meno di duemila 500 euro, pari a circa cinque milioni del vecchio corso. Andava ancora peggio nel 2004, quando le case venivano proposte in locazione anche all’esorbitante prezzo di mille euro per una settimana. Anche se sono passati quattro anni, sembrano invece secoli.

Adesso si preferisce spendere con oculatezza, anche perché una famiglia tipo riesce a stento a far quadrare i conti a fine mese. «Sono riuscito a locare anche quest’anno la mia casa ? dichiara un proprietario ? perché il mio abituale inquilino è un tedesco che ogni anno non rinuncia a trascorrere con la sua famiglia l’estate a Marina. Ma non fosse stato per lui, penso che anche questa casa sarebbe rimasta chiusa».

Sono proprio i forestieri a preferire la formula della locazione annuale ad un prezzo contenuto, sulle 4mila euro annue. In questo modo si assicurano la casa senza sorprese dell’ultim’ora, a seconda della data scelta per le vacanze e spesso determinata dalla disponibilità delle ferie. I giovani villeggianti che hanno bisogno solo di una stanza dove dormire, spostandosi poi lungo il litorale soprattutto per le movide notturne, continuano a preferire i bungalow dei villaggi turistici, che offrono prezzi più alla portata.

(Nella foto in alto il lungomare Pietrenere a Pozzallo)