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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 872
RAGUSA - 10/10/2007
Attualità - Ragusa - L’assessore provinciale alla viabilità chiede conto e ragione al ministro Di Pietro e al governatore Cuffaro

Venticinque furioso:
"La provincia è la Cenerentola
dei fondi ex stretto"

"Che fine ha fatto il miliardo di euro destinato alla rete viaria"? Foto Corrierediragusa.it

Piove sul bagnato in provincia in tema di viabilità. Non solo le infrastrutture viarie sono pressoché assenti, ma addirittura il governo Prodi non ha destinato niente di niente, in termini di risorse economiche, per il nostro territorio. Dei mille e 7 milioni di euro derivanti dai fondi ex ponte sullo stretto di Messina, neanche una minima parte è stata destinata alla provincia iblea.

Una circostanza che ha lasciato di stucco l’assessore provinciale alla viabilità Giovanni Venticinque (nella foto) che, proprio di recente, nell’ambito di una delle ultime sedute del consiglio, aveva tracciato il quadro poco edificante del futuro del sistema infrastrutturale in provincia. Un futuro che, alla luce di questi chiari di luna, si prospetta addirittura funesto e nero come le tenebre. Ma Venticinque non ci sta e, preso carta e penna, ha scritto una missiva dai toni accesi indirizzata al Ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro e al Presidente della Regione Salvatore Cuffaro, per esprimere il suo disappunto in ordine alla discutibile scelta tesa all’esclusione totale della provincia iblea dalla destinazione dei fondi inizialmente previsti per la realizzazione del Ponte sullo Stretto.

«La recente intesa tra il Governo nazionale, la Regione Siciliana e la Regione Calabria per l’utilizzo dei fondi ex Ponte sullo Stretto di Messina ? scrive Venticinque ? penalizza inspiegabilmente la provincia iblea visto che, a fronte di oltre mille milioni di euro stanziati in favore della Sicilia, registriamo la destinazione degli stessi sono per il finanziamento delle metropolitane di Palermo, Catania, Messina e della Agrigento ? Caltanissetta, oltre a numerose opere viarie dei grandi centri siciliani. Ma tra queste non ne figura nemmeno una della provincia iblea, che si segnala come la Cenerentola della Sicilia per quanto riguarda i fondi dell’ex stretto.

Inspiegabilmente ? prosegue Venticinque ? abbiamo con risentimento accertato come non siano stati confermati neanche i trenta milioni di euro per il completamento della rete viaria al servizio del nascituro aeroporto di Comiso, a fronte invece di un finanziamento di 17 milioni di euro di fondi Ex Insicem stanziati dalla Provincia di Ragusa e rispetto ai quali è già stato conferito l’incarico di progettazione. Nessuna traccia ? conclude l’assessore provinciale ? nemmeno degli 84 milioni di euro promessi in luglio dal Governo nazionale e destinati alla viabilità provinciale».


Che fine ha fatto il miliardo di euro in origine destinato alla rete viaria secondaria della Sicilia e della Calabria? L’accordo capitolino dello scorso quattro ottobre tra il governo nazionale e quello regionale ha difatti del tutto stralciato tale ingente somma, penalizzando l’intero meridione senza un motivo plausibile.

Nessuna previsione per la Siracusa-Gela, la cui progettazione arriva fino a Scicli, mentre per la Ragusa-Catania sono disponibili appena 150 milioni di euro appostati in bilancio dalla Regione diversi anni fa, del tutto insufficienti e mai impinguati, a fronte della progressiva lievitazione dei prezziari degli appalti. Ci si domanda a questo punto quale sia la logica contorta di questa intesa che penalizza in modo inequivocabile la provincia di Ragusa che, per troppo tempo, è stata considerata e trattata come «periferica».

L’assessore provinciale alla viabilità Giovanni Venticinque avanza dunque la proposta volta alla rimodulazione dell’accordo, per ripristinare sia lo stanziamento dei 30 milioni di euro per la viabilità al servizio dell’aeroporto di Comiso, sia degli 84 milioni di euro (28 milioni per ogni annualità del triennio 2007-2009) per la viabilità provinciale. Somma peraltro priva di copertura finanziaria, nonostante sia stata già assegnata.