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RAGUSA - 12/06/2015
Attualità - Il Tar dà torto alla Regione sulla discarica di Motta Sant’Andrea

Rifiuti Ragusa ancora a Motta Sant´Anastasia

Bisognerà comunque trovare presto una soluzione radicale Foto Corrierediragusa.it

Arriva un´altra maxi-proroga per i Comuni della Sicilia orientale. Con un´ordinanza emanata lunedì dal presidente della Regione Rosario Crocetta, infatti, a quasi tutti i Comuni delle province di Messina, Catania, Enna, Siracusa e Ragusa è stato indicato di portare i rifiuti nelle discariche di Lentini (Sicula Trasporti) e Motta Sant´Anastasia (Oikos) fino al 9 luglio. Con il provvedimento, che contiene anche alcune prescrizioni per le due strutture della Sicilia orientale, viene anche ordinato ai Comuni delle Madonie e a Resuttano e Sperlingaagli di portare l´immondizia nella discarica di Castellana (Alte Madonie Ambiente). Intanto il Tar di Catania dà torto alla Regione sui rifiuti. E su una vicenda delicata come l´autorizzazione alla discarica di Mazzarrà Sant´Andrea, in provincia di Messina, finita sotto sequestro a novembre su decisione del tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto. Pochi mesi dopo quel provvedimento, fra il 19 e il 23 febbraio, il Comune di Mazzarrà e l´assessorato regionale all´Energia hanno inferto due colpi a Tirrenoambiente, la società che gestisce l´impianto: prima è arrivato l´ordine di demolire la struttura e poi la revoca dell´autorizzazione, «perfezionata» il 6 maggio. Entrambi gli atti, adesso, sono stati sospesi dal tribunale amministrativo in attesa di una decisione di merito che arriverà in ottobre. La decisione non sblocca la discarica, che rimane comunque sotto sequestro.

Per la seconda sezione del Tar (presidente Antonio Vinciguerra, consigliere Daniele Burzichelli, estensore Francesco Elefante), che si è pronunciata su due ricorsi presentati dall´avvocato Massimiliano Mangano per conto di Tirrenoambiente, le contestazioni della società «non appaiono assolutamente sfornite del ´fumus boni iuris´», cioè non sono infondate. «L´assessorato – dice Mangano – aveva comunicato l´avvio della revoca, motivandola con il fatto che era in corso un´altra richiesta di autorizzazione degli impianti. A nostro avviso questa motivazione non ha fondamento giuridico».

Claudio Reale - Livesicilia