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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 813
RAGUSA - 07/06/2015
Attualità - In Sicilia si spendono 5,5 miliardi l’anno, circa mille euro a persona

Gioco d´azzardo, aumenta la dipendenza negli Iblei

Nel territorio ibleo, dove si registrano 700 punti giochi (nel 2000 erano appena 70), si spendono 821 mila euro al giorno. Le proposte di "Una nuova prospettiva" Foto Corrierediragusa.it

Il gioco d’azzardo in Italia, in Sicilia, e in tutto il territorio ibleo, assume sempre più i connotati di una emergenza e piaga sociale che, a poco a poco, sta portando alla rovina interi nuclei familiari. Alcuni dati, economici e sociali, possono dare l’idea della vastità della portata del fenomeno. L’industria del gioco d’azzardo è la terza impresa italiana con un fatturato, nel 2014, di 103 miliardi di euro, pari al 4% del PIL nazionale: i suoi evidenti prodotti principali sono: degrado, dipendenza, solitudine e miseria. L’Italia si pone al primo posto in Europa, ed al terzo nel mondo, tra i paesi che giocano di più, con una spesa pro capite (neonati compresi) di oltre 1.260 euro.

In Sicilia si spendono 5,5 miliardi l’anno, circa mille euro a persona, mentre nel territorio ibleo, dove si registrano 700 punti giochi (nel 2000 erano appena 70), si spendono 821.000 euro al giorno, una ricchezza che, invece di essere investita localmente, approda ad altri lidi lontani dal nostro territorio il quale viene ulteriormente impoverito e defraudato. In Sicilia si stimano 88 mila giocatori patologici ed in trattamento ve ne sono 1.049, mentre a Ragusa e gli altri comuni iblei si registrano 130 famiglie in cura presso l’ASP e si stimano 4.500 persone affette da dipendenza da gioco
A fronte di facili incassi per l’erario (lo Stato incassa 8 miliardi di euro di tasse dal gioco d’azzardo), si hanno dei costi sociali enormi: 6 miliardi sono le risorse che lo Stato spende per curare le oltre 800 mila (ma se ne stimano tre milioni), a carico delle Aziende Sanitarie, affette da ludopatia; famiglie distrutte che perdono tutto fino ad arrivare al mercato dell’usura e della criminalità organizzata che sfrutta, per fini di arricchimento, queste drammatiche situazioni. I ceti sociali più vulnerabili sono quelli che vivono di sussidi, pensioni o redditi comunque ridotti.

Il movimento "Una nuova prospettiva" interviene su quella che è una piaga sociale e dice: "Non si può rimanere spettatori passivi ed inermi e si ha l’obbligo di trovare spazi di interventi, reazioni e mobilitazioni. I gestori di bar e servizi di ristorazione potrebbero fare scelte etiche anche se antieconomiche, rinunciando all’installazione o dismettendo nel proprio esercizio commerciale videopoker, slot machine e giochi vari (Gratta e Vinci,…). I cittadini possono attivare forme di consumo etico e critico, scegliendo di recarsi presso quegli esercizi commerciali che hanno tolto o non hanno mai messo macchinette di giochi, sostenendoli, così, economicamente e premiandoli per la scelta etica.

L’Amministrazione Comunale potrebbe prevedere sgravi fiscali sulla concessione di suolo pubblico, sulla TARI, sulla pubblicità per quegli esercizi commerciali che non hanno mai ricorso al guadagno proveniente dai giochi d’azzardo o che hanno deciso di rinunciarvi".