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RAGUSA - 27/05/2015
Attualità - Nell’occhio del ciclone anche per gli stipendi ai dipendenti

Follie Riscossione Sicilia: 30 mila euro per sede Ragusa

L’efficenza lascia parecchio a desiderare Foto Corrierediragusa.it

Riscuote solo il 2 cento delle tasse dovute dai siciliani ma riesce a spendere oltre il 98 per cento delle proprie risorse in stipendi per i suoi 700 dipendenti, consulenze e fitti. Il caso Riscossione Sicilia, l´ex Serit, cui la Regione ha affidato il compito di esigere le tasse dovute, ma non pagate, dai contribuenti siciliani, è entrato ancora una volta nell´occhio del ciclone grazie all´intervento-denuncia del suo presidente Antonio Fiumefreddo (foto) e di un paio di inchieste giornalistiche (Corriere della Sera e Fatto Quotidiano) che hanno riportato a galla uno dei tanti sprechi e delle tante contraddizioni siciliane. Perchè, come riportato nello scorso febbraio dal Corriere di Ragusa, Riscossione Sicilia per il presidente della Regione Rosario Crocetta, é "l´unico gabelliere al mondo che rischia il fallimento". Eppure Riscossione Sicilia paga ben 30 mila euro al mese per la locazione di una elegante sede a Ragusa, 42 mila euro a Catania e 27 mila a Siracusa. Per non parlare della pletora di avvocati a libro paga. Sono ben 886, cui nel corso degli anni sono state affidate varie pratiche con una politica di parcellizzazione che accontenta amici e amici degli amici. Il presidente Fiumefreddo proprio in questi giorni ha deciso di revocare l´incarico a 314 dei legali a contratto e si è posto l´obiettivo di non averne più di 50, oltre ai 19 interni all´ente, per trattare i 25 mila casi l´anno di contenziosi.

Tra questi vengono annoverati anche quelli che deriveranno dalla scoperta di 800 grandi evasori che hanno accumulato con il Fisco debiti per un miliardo. L´ultima relazione della Corte dei Conti di Palermo ha bollato Riscossione Sicilia in modo duro per "non avere per nulla svolto, o di non avere svolto con la richiesta sollecitudine, i compiti che le erano stati affidati, determinando così il mancato incameramento di somme dovute dai cittadini". Un carrozzone il cui personale è inadempiente ed anzi giudicato "gravemente colposo perchè ha causato l’omissione o il ritardo con cui si è proceduto alla notifica dell’atto impositivo, provocando la perdita dell’entrata".

Il caso emblematico è quello verificatosi nei confronti di un cittadino residente a Cefalù al quale venne contestata una sanzione comminata nel 1994 e la cui notifica è stata inviata nel 2002, ben otto anni dopo! Insomma in Sicilia chi deve saldare i propri conti con il fisco ha buone speranze di farla franca con buona pace di Riscossione Sicilia.