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RAGUSA - 26/05/2015
Attualità - Una tre giorni convegnistica al Teatro Donnafugata di Ibla

Alle radici del cervello, da Vesalio alla scienza moderna

L’International school of clinical neuroanatomy quest’anno approfondisce i lobi temporali con le presenze di Walter Rocca, docente e studioso di fama internazionale, e di Marco Catani, docente del King’s College di Londra
Foto CorrierediRagusa.it

Alle radici del nostro cervello, partendo da Andrea Vesalio, fondatore della moderna neuroanatomia, di cui si celebra il quinto centenario della nascita. Con la figura dello scienziato anatomista e medico fiammico, di cui ricorre il 500° anniversario della nascita, il primario di Neurologia dell’ospedale «Guzzardi» di Vittoria, prof, Francesco Iemolo, ha aperto il quinto congresso internazionale dell’International School of Clinical Neuroanatomy (Isocn) I° corso nazionale di Neurosonologia nei locali del Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla.

A tracciare la figura dello scienziato, ripercorrendone la vita e soprattutto le scoperte in campo scientifico, è Marco Catani, direttore del King’s College London. «Vesalio – afferma Catani – valicò con entusiasmo i confini del sapere scientifico prodotto sino al suo tempo. Non ebbe mai timore di lasciarsi sedurre dalla verità di ciò che guardava ed osservava direttamente, scoprendovi delle discordanze con quanto veniva allora accreditato come la verità medica assoluta».

Medicina, arte, letteruta, pittura. A Vesalio è stato accostato un altro artista che pure si è occupato di «anatomia» del corpo umano dal punto di vista pittorico e artistico: Salvatore Fiume. Uno sconfinamento dell’intelletto, così come auspicato da Nunzio Zago, ordinario di Letteratura Italiana all’Università di Catania, relatore anch’egli dell’incontro. Zago, sottolineando il fascino del sapere unitario, ha citato Gesualdo Bufalino, «che scrive «Qui pro quo», un giallo poliziesco dove spuntano, guarda caso, le tavole di Vesalio sul corpo umano».

Il maestro Arturo Barbante, invece, ha illustrato la vita artistica di Salvatore Fiume, nel primo centenario della nascita. «Conobbe l’anatomia ma ne fece una sintesi», sostiene Barbante. Che si sofferma sul «gigantismo» che aleggia sul pittore comisano.

Tornando al convegno scientifico, secondo Francesco Iemolo, docente universitario e direttore della struttura complessa provinciale di Neurologia, «in una società che invecchia sempre più, il cervello è un organo post-mitotico che non si rigenera. Prolungare la vita oggi vuol dire, sostanzialmente, prolungare la vecchiaia. Riuscire a capire meglio le potenzialità del nostro cervello attraverso una migliore conoscenza dei circuiti e delle connessioni cerebrali che portano ai processi di memoria, di ragionamento e abilità verbali e non verbali potrà arricchire il nostro bagaglio conoscitivo, e potrà alimentare la speranza di affrontare meglio le problematiche che la vita ci riserva, incluse quelle che riguardano i nostri pazienti, che chiedono sempre più rimedi per prolungare la vita e per meglio affrontare le insidie dell’invecchiamento cerebrale e della società».

Iemolo sottolinea che «il tema del corso di aggiornamento è centrato sulla rassegna dei disturbi neurologici e psichiatrici più comuni, alla luce delle ultime innovazioni tecnologiche in ambito neuro-radiologico e neuro-farmacologico».

Il neurologo ricorda, inoltre, che, «il workshop clinico affronta il tema della memoria e del declino cognitivo, metodiche di valutazione, assessment neuropsicologico e training sia in fase precoce che nelle fasi più avanzate delle malattie degenerative».

Nella foto da sinistra Barbante, Zago, Iemolo, Citino, Catani