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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 642
RAGUSA - 19/05/2015
Attualità - E’ rimasto solo il comune a finanziare il Cui

Laboratorio 2.0 lancia allarme università a Ragusa

Auspicata l’urgente convocazione di una seduta aperta del Consiglio comunale perchè in quella sede si potrà fare chiarezza Foto Corrierediragusa.it

Allarme Università. La presenza dell´università a Ragusa è a rischio per mancanza di fondi e risorse. Il Consorzio Universitario Ibleo è in grave difficoltà essendo rimasto solo il comune a sostenere il grave peso economico. Il Laboratorio 2.0 ha promosso presso la Sala Commissioni del Comune un incontro (nella foto) tra alcune forze politiche e sindacali al fine di riaccendere i riflettori su un patrimonio comune e irrinunciabile e far scaturire possibili proposte ed iniziative a difesa dell’Università iblea. Erano presenti i Consiglieri comunali Chiavola, D’Asta, Massari, Migliore e Nicita, Mimmo Barone, i rappresentanti della CISL Cettina Raniolo , della UIL Giovanni Iacono, dell´UGL Gianfranco Leggio, della Cgil Salvatore Terranova, due rappresentanti dei lavoratori del Consorzio e Claudio Castilletti. Presenti anche l´ex presidente del Cui, Gianni Battaglia, già presidente del CUI e Franco Antoci, già presidente della Provincia e componente del C.d.A. del CUI.

Sonia Migliore ha introdotto i lavori, spiegando l´esigenza di riunire attorno ad un tavolo, tutte le forze che hanno a cuore le sorti dell´Università iblea e la necessità di concertare strategie comuni, affinché, sul nostro indispensabile e inderogabile patrimonio culturale e socio-economico, non si issi così facilmente la «bandiera bianca». Durante la discussione è emersa la necessità che il Commissario Straordinario del Libero Consorzio, Dario Cartabellotta, attui (come peraltro promesso) senza indugio la revoca del recesso dal Consorzio Universitario della ex Provincia Regionale, cercando di reperire le risorse finanziarie per gli impegni assunti.

Auspicata l’urgente convocazione di una seduta aperta del Consiglio comunale perchè in quella sede si potrà fare chiarezza sugli impegni che, per le rispettive competenze, ognuno intende assumere affinché l’Università iblea non venga smantellata, accentuando ancora di più l’isolamento economico, sociale e culturale del nostro territorio.