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RAGUSA - 17/05/2015
Attualità - Si teme il caos per i reparti ospedalieri scoperti

Incognita ospedali iblei dopo il 30 giugno: che accadrà?

L’azienda sanitaria sta predisponendo un piano d’emergenza Foto Corrierediragusa.it

Cosa succederà negli ospedali dopo il 30 giugno 2015, quando scadranno i contratti a tempo determinato di tutti i precari? Se non si comincia a pensare da subito a cosa accadrà dopo, molti reparti ospedalieri possono chiudere. Il manager dell’Asp 7 Maurizio Aricò (foto), anche a costo di violare una norma nazionale rigida che blocca l’assunzione di personale sanitario e parasanitario, sta prendendo provvedimenti. Altrimenti dal prossimo primo luglio in molti reparti degli ospedali della provincia sarà caos per mancanza di personale. Tutti i contratti a tempo determinato sono vicini alla scadenza, ancora un mese e mezzo di lavoro. E poi? Dall’assessorato regionale non arriva nessun segnale positivo e i primari ospedalieri, soprattutto dei reparti dove si fa chirurgia, sono preoccupati. Secondo indiscrezioni, dei 22 milioni che servono per rinnovare i contratti annuali e semestrali a medici e infermieri, la Regione avrebbe la disponibilità di soli 5 milioni. Per fare cosa? Senza precari la sanità muore. In Sicilia sono la regola, anche se l’Ue ha condannato l’Italia per eccessivo uso del precariato. La Regione, infatti, ha ridotto il precariato, ma per contro non ha consentito di effettuare bandi di concorso per assumere personale. Peculiarità siciliana.

Una norma nazionale dice che il tetto di spesa non può essere sforato. E per di più in Sicilia c’è il blocco delle assunzioni tramite concorso. Dei 3 mila 700 dipendenti dell’Asp provinciale si devono togliere quelli assenti per malattia, le premorienze, i beneficiari della legge 104, le ferie, in aspettativa, i collocati in pensione. Che si fa in questi casi?
Il manager Aricò ha già concordato con il direttore sanitario Pino Drago un piano per razionalizzare tutto il personale in organico all’Asp. «Stiamo valutando- dice Drago- la migliore utilizzazione delle risorse che abbiamo. Dopo sarà il direttore generale dell’Azienda a risolvere il problema della carenza del personale».

Come accennato invece il manager si assumerà le responsabilità che spettano a chi amministra. «La Regione- afferma Aricò - è partita con norme restrittive, ma poi si è ravveduta. In mancanza di disponibilità prevale la tolleranza. Non potendo fare i concorsi, prima riorganizziamo il personale che abbiamo, nel senso della ridistribuzione dei carichi di lavoro, e poi andremo in deroga al blocco imposto dalla legge». Una dichiarazione che servirà sicuramente a tranquillizzare chi ha il contratto in scadenza e i medici di ruolo consapevoli che senza gli attuali precari la sanità iblea andrebbe sicuramente a rotoli.