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RAGUSA - 08/05/2015
Attualità - Partecipatissima cerimonia nel 65mo anniversario dell’elevazione della diocesi iblea

Nuovi diaconi per la Diocesi di Ragusa ordinati in cattedrale

Sono il frate Gianni Iacono, don Giovanni Filesi, don Francesco Mallemi e don Giuseppe Iacono Foto Corrierediragusa.it

Quattro nuovi diaconi (nella foto) per la diocesi. L´ordinazione è avvenuta in modo solenne nella cattedrale di S. Giovanni nel giorno in cui è ricorso il 6mo anniversario dell´elezione della Diocesi di Ragusa, avvenuta il 6maggio del 1950. Lo ha rimarcato il vescovo, Mons Paolo Urso prima di ordinare diaconi il frate Gianni Iacono, carmelitano, don Giovanni Filesi, don Francesco Mallemi e don Giuseppe Iacono. Queste le parole che il vescovo aveva rivolto in una lettera a tutta la comunità diocesana: «Amici carissimi, prepariamoci ad accogliere con gratitudine i doni che il Signore, nella sua benevolenza, continua ad offrire alla nostra comunità». Tra qualche settimana un altro giovane seminarista, Fabio Stracquadaini, di Chiaramonte Gulfi, che coadiuva l’attività pastorale nella cittadina di Acate, sarà istituito accolito.

Affollatissima la cattedrale per l´evento ed il vescovo lo ha rilevato nella sua omelia: " «E’ un momento che ci richiama l’impegno della Chiesa. Vogliamo essere diaconi, servitori di una Chiesa in uscita, dobbiamo avere un collegamento con Chi ci manda. Ecco perché ho detto che se vogliamo essere Chiesa in maniera piena, dobbiamo fare sentire la nostra presenza laddove c’è maggiore povertà, laddove c’è bisogno. Ho invitato i quattro nuovi diaconi a mantenere costante nel tempo questo collegamento con Chi ci invia a svolgere al meglio la nostra azione pastorale. Solo così la Chiesa potrà fornire la testimonianza di un amore destinato a diventare sempre più pieno rispetto al territorio di riferimento». Mons. Urso, poi, ha parlato della vocazione dei quattro diaconi. «Oggi è molto importante prestare attenzione a questo aspetto. Il diacono va dove è stato chiamato. E per questo è giusto che i fedeli si siano riuniti per fare festa».