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RAGUSA - 07/05/2015
Attualità - Accolto il ricorso di una cooperativa concorrente

Tar sospende gara d’appalto a Ragusa

Tutto ritorna alla Pegaso Foto Corrierediragusa.it

Il Tar ha sospeso la gara d’appalto per il servizio idrico che era stato aggiudicato alla cooperativa Concordia per il lotto B. Il Tribunale amministrativo ha accolto il ricorso di una cooperativa, che ha denunciato l’utilizzo del cottimo fiduciario. La gara dell´importo di 605 mila euro è stata frazionata in lotti ma il Tar, così come l´Autorità anticorruzione in precedenza, ha rilevato l´illegittimità dell´atto. Lo rendono noto le consigliere comunali di opposizione Sonia Migliore (foto) e Manuela Nicita. Il frazionamento in tre lotti della gara era stato voluto dall´amministrazione per rientrare nei limiti della soglia comunitaria voluta dall´Ue ed evitare così i tempi lunghi dell´appalto pubblico. L’Autorità anticorruzione recentemente ha ravvisato la stessa irregolarità, definendo un «mero artificio il frazionamento in lotti» della gara per i servizi idrici.

Il Tar ha ordinato all’Amministrazione di bloccare l’appalto in corso (relativamente al Lotto B) ordinando di affidare il servizio suddetto, in attesa del dispositivo finale (28 maggio), alla cooperativa che lo gestiva prima, ossia la Pegaso, che però si è aggiudicata, nella stessa gara, il servizio idrico per il Lotto A. Qui, la vicenda si complica ulteriormente, a causa dello stesso capitolato d’appalto, il quale "vieta l’aggiudicazione ad una stessa cooperativa di più lotti". Qualora, ad esempio, una cooperativa si fosse aggiudicata la gara per più lotti: questa è costretta a sceglierne solo uno. "A questo punto crolla l’intera impalcatura della gara per i servizi idrici – affermano Sonia Migliore e Manuela Nicita –e il Tar segna in modo forte, con questa sentenza, l’epilogo finale di questa gara «contorta», la cui storia inizia lo scorso 24 luglio, quando l’Amministrazione, prima, si vide costretto a revocare il bando in autotutela, di un servizio che aveva goduto già di 9 proroghe".

Il Tar, inoltre, ha giudicato illegittima la congruità dell’offerta in relazione alla sottostima del corso del personale, a causa di una offerta eccessivamente bassa. Il costo del personale è stato «riformulato e corretto» per ben tre volte (da 99 mila euro iniziali si è arrivati a 101 mila euro e poi agli attuali 104 mila euro). Ma il costo del personale ammonta a 107 mila 744 euro e quindi nettamente superiore all’offerta. Un fatto gravissimo, anche per la «mancata verifica della congruità dell’offerta» da parte dell’Amministrazione, che ricordiamolo costituisce un obbligo di legge e non un optional.

"Questa sentenza – concludono le due consigliere di opposizione – segna il pieno fallimento di questa Amministrazione e perciò crediamo sia giunto finalmente il momento che, chi di dovere, si prenda le proprie responsabilità, in primis l’assessore Corallo, che umilmente dovrebbe dimettersi e ritornare alla sua vecchia occupazione".