Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:35 - Lettori online 941
RAGUSA - 08/04/2015
Attualità - Il servizio Igv offerto dall’Asp 7

A Ragusa chi vuole abortire lo fa per via farmacologica

La cosiddetta pillola abortiva può essere somministrata solo in ospedale Foto Corrierediragusa.it

L’Azienda Sanitaria (Asp 7) di Ragusa garantisce da circa sei mesi il servizio di interruzione volontaria della gravidanza (Ivg) per via farmacologica. Una donna che decida di abortire durante le prime settimane di gravidanza ha la possibilità di scegliere tra il metodo chirurgico e quello farmacologico: quest´ultimo è il più consigliato, anche perché meno invasivo e altrettanto sicuro. La cosiddetta pillola abortiva può essere somministrata solo in ospedale, con obbligo di ricovero «dal momento dell’assunzione del farmaco sino alla certezza dell’avvenuta interruzione della gravidanza». Con l’aborto farmacologico la donna che si presenta al consultorio o al reparto di ostetricia-ginecologia dell’Asp 7 riceverà tutte le informazioni utili. La procedura si può effettuare entro la settima settimana e richiede, generalmente, due o tre accessi, di qualche ora, in ospedale. La paziente assume il mifepristone che, agendo come anti-progesterone, può determinare il distacco della camera ovulare nel 10% dei casi. Qualora dopo 48 ore non si è verificato tale distacco, con inizio del flusso mestruale, viene somministrata la prostaglandina che nel 98% dei casi riesce a determinare l’aborto.

L’espulsione del materiale abortivo avviene mediante sanguinamento e contrazioni: in pratica è come se si avesse una mestruazione.
Rispetto al metodo tradizionale, praticato legalmente in Italia da trent’anni, l’Ivg con la Ru486 non richiede né anestesia né intervento chirurgico.

A distanza di qualche mese dalla introduzione di questa metodica, gli operatori sanitari dell’Asp hanno riscontrato un buon gradimento delle donne, soprattutto quando le informazioni sono state date in modo chiaro e dettagliato. Alla luce di quanto sopradetto l’IVG farmacologica offre senz’altro una opzione terapeutica migliore, più semplice e fisiologica rispetto alla metodica tradizionale. Con questo metodo, la necessità dell’intervento chirurgico può essere limitata fino al 2-3% dei casi.